Una parte di tifosi ritiene che questo triennio calcisticamente parlando pessimo  vada attribuita anche all'amministrazione comunale locale e al Governatore uscente della Campania Vincenzo De Luca . Tormentone ricorrente quando le cose non vanno nel verso giusto. Sta accadendo la stessa cosa anche in questi giorni, con una Salernitana tornata mestamente in serie C e una proprietà che ha incassato tanto ma che ha portato avanti un mercato non positivo.nelle ultime 4-5 sessioni. 

Ed è sicuramente vero che la classe politica salernitana abbia, in tanti suoi esponenti, un po' dimenticato le vicende di casa granata quando era necessario - ad esempio - scendere in campo col potere istituzionale per tutelare la squadra da ingiustizie di vario genere. C'è poi la clamorosa querelle curva Nord, problematica che vede il Comune non unico responsabile: le promesse post 0-3 di Pescara sono ben impresse nella memoria di tutti ed è assurdo avere un settore chiuso da 20 anni.

Un danno per le casse del club, per i salernitani e per una squadra che perde potenzialmente l'appoggio di 5-6mila persone. Tuttavia fu dato il placet alla Salernitana affinché operasse in prima persona a partire da agosto 2023.  Capiamo, dunque, che Iervolino possa avere perso entusiasmo per tutta una serie di fattori, pur ricordando che il Cagliari è stabilmente in A giocando nello stadio provvisorio da lustri.

Il no al brand internazionale, il no alla gestione dello stadio, una convenzione firmata solo per consentire alla Salernitana di giocare regolarmente all'Arechi ma che ha tanti punti opinabili, qualche promessa non mantenuta e quella frase "a Salerno sembra sempre tutto tremendamente complicato" che fu pronunciata a Rivisondoli.

Allo stesso tempo, però, vanno fatte una serie di riflessioni. Anzitutto la proprietà era perfettamente consapevole del contesto che circonda la Salernitana quando ha deciso di intraprendere quest'avventura. In passato altri presidenti si sono imbattuti in situazioni simili, eppure hanno vinto lo stesso i campionati. Aliberti , ad esempio, decide di investire in Salernello a Giffoni

C'è poi un discorso sportivo. Nessuna mancata concessione, nessun ritardo nei lavori può giustificare l'allestimento di un organico gravemente lacunoso, con un ridimensionamento palese rispetto a quanto detto nelle interviste del 2022. 4 anni fa, sembra un secolo. E' colpa di De Luca se i granata sono in zona retrocessione dall'agosto 2023 e ora si ritrovano quarti in C? E' Napoli ad aver spinto Sottil ad abdicare prima ancora di cominciare? Sarebbe stato più utile garantire qualche anno di A alla Salernitana, stabilizzarla nella massima categoria e poi battere i pugni sul tavolo. Con l'appoggio di buona parte della piazza.

E' ovvio che una doppia retrocessione a suon di record negativi rende meno "forte" qualunque altro tipo di "battaglia" parallela. A nostro avviso l'errore unico della politica è quello di non essere scesi per tempo in campo concretamente per capire come sia possibile che la Salernitana versi in questo stato per i paletti imposti da un proprietario ex presidente che ora deve investire concretamente per dimostrare di voler riportare la squadra in B.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 07 gennaio 2026 alle 23:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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