Il gemellaggio tra tifoseria barese e supporters salernitani è storico quanto saldo, e soprattutto è a prova di risultati. Dal 1983, grazie a dei fumogeni dal colore viola, biancorossi e granata sono come e più di fratelli, come recita l'ultimo bellissimo coro coniato per celebrare e cantare insieme allo stadio ad ogni incrocio di calendario. Sul campo però la Salernitana ha sempre incontrato difficoltà ad avere ragioni dei galletti, non batte, infatti, il Bari dal maggio 2009 e negli ultimi sette incroci di campionato tra il 2015 e il 2024 ha rimediato tre pareggi e ben quattro sconfitte. Anche il 23 maggio 2009 era più che attuale il tema permanenza in cadetteria per la Salernitana. La Bersagliera, all'epoca guidata da Lombardi e con in panchina Brini, affrontava i pugliesi all'Arechi in una situazione delicatissima di classifica e con l'obbligo di vincere. I biancorossi si presentarono da capolista già promossa in A e con Conte allenatore già vincente, e, adeguandosi al clima di festa congiunta sugli spalti, cedettero ai granata più motivati e 'cattivi" perdendo per tre reti a due.
L'attualità recita ancora che il San Nicola sarà teatro di altro match, se non decisivo, quanto meno molto importante e delicato nella rincorsa salvezza del cavalluccio marino. Lo score esterno degli uomini di Breda non è dei più lusinghieri e il piatto piange alla voce blitz lontano dall' Arechi, con l' ultimo hurrah esterno firmato Tello a Palermo ad inizio ottobre. Roberto Breda ha sottolineato più volte come ora occorra fare punti fuori casa, meglio se tre firmando un colpaccio dal valore elevatissimo laggiù in fondo alla classifica cadetta. Un'ovvietà? Forse. Ci sono, però, momenti in una stagione lunga e complessa dove è più determinante che in altri andare a prendersi un risultato pieno. Effettivamente vincere a Bari prima di ricevere in Campania un' altra squadra sulla carta (oltre che per la classifica stessa) superiore come il Palermo e prima di una serie di scontri diretti sportivamente drammatici, potrebbe davvero valere una svolta.
I galletti di mister Longo non saranno di certo d'accordo e, come da tradizione degli ultimi tornei, nulla giustamente concederanno al fine di portare a casa tre punti significativi per il loro obiettivo di entrare nella griglia play-off. Sul piano tecnico e tattico possiamo provare ad anticipare qualche possibile tema dell' incontro in programma sabato pomeriggio in terra pugliese. Il Bari di Moreno Longo, è squadra dotata, più della Salernitana, di grande qualità sugli esterni offensivi e tra la trequarti e l'attacco ma, soprattutto, dispone in queste zone di campo di molte valide alternative in più rispetto ai granata. I pugliesi alternano, infatti, con frequenza e discreta efficacia, schieramenti basati su un 3-5-2 con esterni di spinta come Dorval a sinistra ed Oliveri a destra a disposizioni che esaltano due trequartisti tra le linee, che possono essere Bellomo, Falletti, Gaston Pereiro o l'ex di turno Giulio Maggiore. E davanti? Anche qui le alternative si sprecano e Longo avrebbe, infermeria e squalifiche permettendo, la scelta tra Lasagna, NovaKovich, Favilli e Bonfanti, non certo gli ultimi arrivati in cadetteria.
All'andata gli uomini di Longo espugnarono l'Arechi presentandosi con una novità rispetto al recente passato, non nel modulo, che fu sempre il 3-5-2 ricorrente, ma negli uomini che furono scelti per comporre la coppia offensiva: Lasagna e Novakovich insieme dal primo minuto. Per rispondere ad esigenze di acquisire maggiore peso, pericolosità e prolificita' nel reparto avanzato, il tecnico biancorosso optò per il doppio centravanti fisico e di area di rigore oltre che per il duo di esterni Dorval e Oliveri. Questi ultimi due misero in crisi le corsie esterne e i dispositivi difensivi di una Bersagliera con la difesa a tre e le due punte, fisiche ma mobili ed intelligenti tatticamente, sfruttarono al meglio gli spazi e gli errori individuali degli avversari. Il trainer dei baresi potrebbe in teoria riproporre questa disposizione in campo, visto che i granata, pur con il cambio tecnico da Martusciello a Breda, si ripresenteranno sempre con tre difensori centrali davanti a Christensen e due esterni, chiamati a chiudere le fasce, come Ghiglione e Corazza.
Longo, però, dispone di più alternative rispetto allo scorso dicembre e continua a prediligere moduli con una sola punta centrale e tanta fantasia e capacità di inserimento alle sue spalle, oppure esterni di gamba bravi a guadagnare il fondo e a rientrare per concludere a rete in prima persona. Stando alle notizie che filtrano dal capoluogo pugliese, dovrebbe prevalere la prima ipotesi, ovvero i galletti contro i campani dovrebbero riproporre l'undici che ha ben figurato a Sassuolo pareggiando contro la capolista della serie B, e, pertanto, davanti agirebbe il duo pesante Lasagna-Bonfanti e sulle fasce sgambetterebbero Dorval e il giovane rampante Favasuli.
Il Bari sembrerebbe essersi rinforzato dal mercato di gennaio più e meglio della Salernitana, ma i granata nelle ultime uscite potrebbero, dal canto loro, aver trovato una quadratura e una continuità a livello di undici base, con annessi e conseguenti miglioramenti sul piano della fiducia e del gioco stesso. In serie B, lo sosterremo costantemente, poi conta tanto il fattore agonistico e temperamentale e i granata dovranno avere più fame dei rivali, facendo prevalere il peso dei punti salvezza rispetto ad un risultato utile per continuare a inseguire il sogno spareggi promozione. L' asticella della difficoltà sarà, pertanto, molto alta sabato al San Nicola, ma la Bersagliera, vista la posizione in graduatoria, non potrà né dovrà guardare all' avversario e al suo valore, avendo a missione la conquista di punti con tutti coloro i quali incrocerà i propri tacchetti.
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