Abbiamo sempre rimarcato che il settore giovanile rappresenta il fiore all’occhiello e il futuro per ogni società di calcio. Del resto ricordiamo ancora oggi le parole del presidente Marco Mezzaroma che, già nel 2013, diceva con insistenza che “il nostro sogno è quello di far esordire in prima squadra, ogni anno, calciatori di Salerno che si fanno le ossa nel nostro vivaio. Un progetto importante non può prescindere da questa componente”. Se nei primi anni la proprietà doveva pensare anzitutto a vincere i campionati con i “grandi” e uscire dall’inferno della D e dalla Lega Pro, dopo cinque anni di B era lecito aspettarsi qualcosa in più. Fatta eccezione per Galeotafiore (attualmente vincolato al Foggia e agli ordini di Colantuono, Ventura e Castori), tanti calciatori sembravano destinati ad una carriera interessante a Salerno, ma si sono perse le tracce. Tra questi menzioniamo i portieri Sabbato e Patella e i vari Nappo, Gaeta, Arcaleni, Tarallo, Martiniello, Cappiello ed elementi innamorati di Salerno e della Salernitana che, per far fortuna, hanno dovuto accantonare il sogno a tinte granata per trasferirsi altrove. L’esempio più lampante è rappresentato da Luciano Pisapia, scoperto dalla Salernitana di Aliberti e dal tecnico Mercurio, da sempre in curva a sostenere l’ippocampo e disposto a restare nel settore giovanile anche dopo il fallimento di quel club. Non è stato mai preso in considerazione, oggi giganteggia con la Juventus e sogna di arrivare in prima squadra entro un paio d’anni. Morale della favola: anche per fare un grande settore giovanile occorrono investimenti e una rete d’osservatori che giri per un territorio sempre fucina di talenti di livello assoluto e che, certo, non valgono meno di quelli arrivati dalla Lazio. Senza dubbio Salerno non è una piazza semplice sotto questo aspetto, ma le porte chiuse potrebbero rappresentare un vantaggio. Vignes, Gambardella e lo stesso Galeotafiore sono tra i migliori? Bene, si colga l’occasione per far respirare loro l’aria della serie B, dell’Arechi, della competizione contro i big della categoria. Invece, purtroppo, esattamente un anno fa il capitano della Primavera Novella, dopo aver fatto tutta la trafila e guadagnato la stima di Ventura, è stato preso da Lotito e portato a Roma con un contratto pluriennale tra le polemiche di una città infastidita da questa scelta evidentemente avallata anche dal responsabile Alberto Bianchi. Non è lo 0-6 di Pescara maturato già nel primo tempo o i tanti penultimi posti collezionati in questi anni (tranne nella passata stagione, in cui mister Rizzolo svolse un grande lavoro meritando il rinnovo) a far preoccupare: il risultato va sempre in secondo piano rispetto alla crescita dei giovani. Ma, dopo 10 anni di gestione Lotito-Mezzaroma, è impensabile che nessun prodotto del vivaio si sia imposto in pianta stabile in prima squadra meritando la maglia da titolare come accadde, in passato, con Fusco, Grassadonia e Molinaro, tanto per fare qualche nome. Nel bando pubblico emesso dal Comune nel 2011 era scritto a chiare lettere che la società subentrante avrebbe dovuto curare il vivaio in modo quasi maniacale attingendo da quanto Salerno e provincia offrivano. Ad oggi la missione non è riuscita in pieno e Bianchi dovrebbe interrogarsi sui motivi.

Sezione: News / Data: Lun 25 gennaio 2021 alle 19:30
Autore: TS Redazione
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