"Abbiamo triplicato gli investimenti per il settore giovanile, i tesseramenti sono aumentati esponenzialmente e siamo fortemente convinti che il progetto per rendere grande la prima squadra non possa prescindere dall'allestimento di un vivaio di spessore assoluto". Parole e musica del presidente Danilo Iervolino che, in ogni intervista, rimarca quanto sia importante dotare la Salernitana di un settore giovanile di un certo livello dopo anni alquanto altalenanti. Se, però, oggi si può guardare al futuro con ottimismo è anche merito di professionisti che, in un passato anche recente, hanno messo a disposizione del club esperienza e competenza rappresentando per i giovani e per le loro famiglie un fondamentale punto di riferimento. Uno di questi è indubbiamente Gianluca Procopio, cui esonero dall'under17 ha spiazzato i ragazzi, i colleghi e anche alcuni dei dirigenti granata. Senza voler entrare nel merito di una decisione comunque maturata dopo appena 4 giornate di campionato (e con un gruppo che necessitava di tempo per amalgamarsi), va rimarcato che Procopio ha ottenuto risultati lusinghieri alla guida della Primavera che, l'anno scorso, ha conquistato 25 punti chiudendo con un onorevole decimo posto utile ad evitare la retrocessione.

Un dato non di poco conto, considerando che per sei mesi anche gli allenatori impegnati nel settore giovanile hanno dovuto convivere con l'incertezza legata al futuro societario. Ex allenatore dell'Agropoli in D, nonché collaboratore tecnico in C nel Rimini di Petrone, Gianluca Procopio è comunque uno dei mister più vincenti annoverati nell'organigramma della Salernitana a livello giovanile. Basta leggere curriculum e schede tecniche per scoprire, ad esempio, che vanta un passato vincente sulla panchina sammarinese de La Fiorita (conquistò il double, con scudetto e coppa del Titano) e tanta gavetta nelle giovanili del Catanzaro e del Santarcangelo. A Salerno, come detto, ha avuto la capacità di guidare i ragazzi nell'epoca del covid, riuscendo sempre a tenere tutti sulla corda anche quando rinvii e casi di positività rischiavano di minare il lavoro quotidiano. Alcuni dei suoi ragazzi sono arrivati fino alla prima squadra e tanta è stata la soddisfazione quando Motoc ha esordito in A contro la Lazio marcando un mostro sacro del calcio italiano come Ciro Immobile. Tra l'altro anche con discreta personalità. Il suo è stato un addio silenzioso. Senza una sola polemica, anzi con l'orgoglio di aver rappresentato una squadra con grande storia come la Salernitana. Certo, dopo aver atteso la chiamata dei granata in estate anche a costo di rinunciare ad altri incarichi altrettanto interessanti è facile immaginare non si aspettasse una decisione del genere. 

Sezione: News / Data: Mar 04 ottobre 2022 alle 15:30
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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