ESCLUSIVA TS - Novellino: "Arechi vuoto, che danno per i granata! Senza tifo non è calcio"

17.07.2020 12:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
ESCLUSIVA TS - Novellino: "Arechi vuoto, che danno per i granata! Senza tifo non è calcio"
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© foto di Federico Gaetano

“Al Benevento bisogna fare soltanto i complimenti. Ha sempre giocato alla grande, ci può stare che stacchino mentalmente la spina al termine di una cavalcata eccezionale. E’ un campionato di livello, molto equilibrato. La condizione fisica nelle prossime quattro partite farà la differenza, la certezza è che tutto può ancora accadere. Guardate cosa accade in bassa classifica: la Juve Stabia si sta riprendendo dopo un mese di difficoltà, ritroviamo nelle ultime posizioni realtà come Perugia e Pescara che erano partite con ben altre ambizioni, il Trapani sta vincendo tutte le gare e si è riproposto alla grande”. Così il tecnico Walter Alfredo Novellino in esclusiva ai microfoni di TuttoSalernitana.

L'esperto mister parla della Salernitana e del suo condottiero: “Ventura sta facendo molto bene e bisogna fargli i complimenti. L’esperienza del mister è una componente che conta, stiamo parlando anche di un organico che può ottenere risultati importanti contro chiunque. Ho visto la partita contro il Cittadella, un 4-1 che non ammette repliche e che certifica la bontà di una rosa che può essere una mina vagante. Conosco bene Migliorini, un difensore centrale fisicamente forte ma che sa costruire. Punterei su di lui sempre e ad occhi chiusi perché ha qualità interessantissime per la categoria. Con me ad Avellino ha fatto grandi cose, lo ricordo volentieri e con affetto Nella sua carriera ha patito qualche infortunio, ma è determinante al pari di Di Tacchio. Qualche rischio lo puoi correre quando adotti un sistema di gioco offensivo, ma stiamo parlando di due garanzie per la B”.

Sul calcio post Covid: “Tutti stiamo soffrendo e abbiamo sofferto per questa situazione. Tutti parlano di preparazione atletica, ma a mio avviso il Covid ci ha trasformato sul piano psicologico. Le difficoltà ci sono, è un periodo durissimo. Ognuno ha famiglia a casa, il pensiero va sempre in quella direzione. Sono convinto che ogni allenatore abbia saputo trasmettere le motivazioni giuste, che si lotti per la salvezza o per la promozione”. Novellino è convinto che la Salernitana sia la più penalizzata dalla scelta di rinviare a settembre il ritorno delle tifoserie nelle curve: “Il pubblico a Salerno è davvero il dodicesimo uomo in campo, in questo momento si paga tantissimo l’assenza degli spettatori sugli spalti e nei playoff è una componente che conta molto. Speriamo che presto possano riaprire queste porte, senza tifosi il calcio non esiste e le partite sembrano quasi delle amichevoli”.

Novellino ha un rapporto particolare con la Salernitana. Nel 1997-98 il suo Venezia andò a braccetto in A con i granata, due anni dopo esordì sulla panchina del Napoli nel derby dell'Arechi, il suo Piacenza nel 2000 perse nel girone d'andata solo con la Salernitana per 3-0, fino ad arrivare alla famosa rete di Minala e il 2-3 del Partenio. Il mister sorride e ammette che “non c’è mai stata la possibilità di allenare la Salernitana, ma mi avrebbe fatto estremamente piacere. C’è un pubblico straordinario, una società ottima e un ambiente ideale per fare calcio. Ora c’è Ventura, un grande allenatore che stimo e che sono convinto possa portare i granata in serie A”.

Infine sul suo futuro e sui colleghi Cosmi e Braglia: "Sono un allenatore e devo valutare anzitutto il progetto. Mi piacerebbe rientrare in pista e togliermi qualche altra soddisfazione, accetterei anche una società in serie C a patto che ci siano ambizioni e presupposti per lavorare bene. Quanto a Cosmi, mi dispiace molto perchè so quanto ci tenesse a far bene a Perugia. Sono subentrate delle difficoltà inaspettate, la classifica dice che gli umbri devono lottare per non retrocedere. Quanto all'Avellino, Capuano aveva fatto bene ed è un collega che rispetto così come Braglia. Non ha bisogno delle mie presentazioni, conosce perfettamente la categoria ed approda in una piazza che ha fame di calcio".