L'allenatore del Crotone Emilio Longo è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match con la Salernitana. Ecco le sue dichiarazioni: "Abbiamo sviluppato una settimana piena di concetti, su aspetti tecnico-tattici che emozionali. Non nascondiamo il disappunto di tutti sull'andamento delle ultime partite. Ci siamo confrontati, certi di aver fatto anche cose positive che però non sono bastate. Ci siamo detti che se questo è il nostro massimo non serve ma dovremo fare di più. La squadra è stata attenta e disponibile, sono fiducioso per domani sera".
Sull'aspetto emozionale in vista di domani sera.
"Oggi siamo tutti chiamati a un senso di responsabilità elevato. Dobbiamo spingerci oltre il limite. Le motivazioni esterne sono arriavte ma sono imprescindibili quelle interne di ogni singolo calciatore. Il collettivo è la somma delle singole motivazioni. Dobbiamo fare qualcosa in più per metterci questo periodo alle spalle. Abbiamo spesso parlato di cattiveria e dobbiamo dare un senso a questo termine. La squadra è motivata per fare una prestazione eccellente, per fare punti all'Arechi dobbiamo essere la miglior versione di noi stessi".
Sugli infortunati.
"Per Andreoni è stata certificata una lesione di secondo grado. Sarà fuori per 45-50 giorni minimo. Abbiamo deciso di reintegrare in lista Federico Ricci, sarà un convocato per domani. Guerra ha avuto un risentimento muscolare, niente di preoccupante, escluse lesioni ma c'è una forte contrattura. Murano sta soffrendo per una forma infiammatoria al tendine dell'adduttore sinistro, proviamo a recuperlo per averlo almeno in panchina. Per il resto sono tutti disponibili, tranne Perlingieri che sta recuperando per il suo recupero, da considerare tra due settimane".
Potremmo rivedere l'assetto tattico di Foggia, cioè il 3-5-2?
"Probabile, possibilità elevata. Da quando abbiamo iniziato il campionato, abbiamo avuto solo una lesione muscolare, quella di Andreoni. Gli infortuni avuti sono solo delle piccole contratture che fanno parte del lavoro. Da questo punto di vista, possiamo poco rispetto al lavoro che facciamo".
Sui moduli, oltre al 4-2-3-1 e al 3-5-2 sta pensando anche al 4-3-3?
"In settimana abbiamo lavorato tanto anche sul 4-3-3. La squadra non ha una problematica di dislocazione geometrica in campo, il sistema di gioco utilizzato è flessibile. Quando si dice che giochiamo col 4-2-3-1 in realtà noi abbiamo giocato col 3-4-2-1 in quasi tutte le partite e nessuno se ne accorge. Lavoriamo sempre a tre in costruzione con due centrocampisti a impostare. È uguale col 4-3-3, usiamo una sorta di 3-2-5 alzando una delle mezzali, tenendo i tre attaccanti e portando in area anche un esterno difensivo o un'altra mezzala. I principi sono ben saldi, la squadra non è in disarmo. Quando poi c'è da dare una giustificazione alla sconfitta, la prima cosa che ti viene in mente è la disposizione in campo e la tenuta fisica. Ma non credo sia questa la problematica più importante, la difesa degli ultimi due angoli che hanno causato la sconfitta col Trapani l'avremmo dovuta farla allo stesso modo. Il gol preso con la Casertana su un retropassaggio non avrebbe cambiato le sorti con un altro modulo. A Cava prendi gol dopo due minuti, il contropiede poi lo prendi lo stesso al di là del modulo utilizzato. Il dettaglio da migliorare è sull'attenzione, la prestazione è sempre sufficiente ma questo non ti porta a produrre risultati ma probabilmente dobbiamo fare più degli altri, dobbiamo assumerci questa responsabilità. SOno un amante del 4-3-3 ma al momento non credo sia questo il problema, se dovessi capire che le difficoltà derivano da un problema strutturale sarei il primo a intervenire. La squadra è competitiva ma manca nel dettaglio e questo va a prescindere dal modulo, va sopperito con prestazioni massimali".
Il discorso è riferito più alle risorse a disposizione, che potrebbero spingere verso un altro modulo.
"Non vorrei dare un alibi sulla sistemazione in campo. Tutto arriva da prestazioni nostre, a cominciare dall'allenatore che devono essere più importanti. Nell'undici base non ho alcuna difficoltà, con le sostituzioni poi potremmo sistemarci in un altro modo. Questa settimana abbiamo lavorato su tre sistemi di gioco nel caso di qualche sostituzione. Quello che mi ha fatto un po' arrabbiare in settimana riguarda Gomez, leggendo da qualche parte che si muove tanto. Finora non aveva mai fatto otto gol in dodici partite e ne poteva fare anche di più. Sta interpretando in maniera egregia la possibilità di svariare su tutto il fronte d'attacco, è un calciatore ritrovato. In questo momento anche i meriti diventano demeriti. È il capocannonienere del campionato e viene criticato il modo in cui sta giocando ma giocando così ha fatto otto gol. Non dobbiamo essere permalosi sulle considerazioni, io e i calciatori dobbiamo capire che da questa situazioni dovremo uscire da soli, lavorando meglio e curando i dettagli a prescindere da tutto il resto. È da stolti considerare la sistemazione in campo come la panacea di tutti i mali. Così si potrebbe deresponsabilizzando i calciatori, tutti dobbiamo assumerci le responsabilità. Dobbiamo cercare solo di evitare di commettere certi errori".
La squadra risponde meno rispetto all'inizio del campionato. Qual è il principale fulcro o uno dei fulcri?
"Le ultime tre partite perse non ci hanno visto soccombere sui dati statistici, non ci danno la sconfitta. Solo che non è sufficiente quello che facciamo. Dati nazionali ci danno in crescita in queste ultime partite, per quanto riguarda la classifica del merito cioè fra occasioni create e subite. Sembra assurdo ma stiamo crescendo, terzi nel nostro girone e ottavi in generale. Con la squadra ragiono su questa situazione. Manca qualcosa, un dettaglio. Nelle tre squadre gli avversari non hanno raggiunto neanche la metà di quello che abbiamo fatto noi, è però poco e dobbiamo fare di più. Dobbiamo fermare questa situazione, cioè che gli altri fanno il 50% in meno di noi e vincono le partite. Dobbiamo lavorare sui dettagli, evitare alcune situazioni e cercanre di migliorare l'aspetto realizzativo e di contenimento dell'avversario. Sono certo che succederà. La situazione è disastrosa solo nei risultati. Mi auguro che tra due mesi, come successo anche l'anno scorso, staremmo qui a parlare di come abbiamo passato un periodo tremendo per quanto riguarda i risultati e di come siamo poi riusciti a prenderli successivamente. Ora dobbiamo essere bravi ad assorbire tutto quello che ci viene detto perchè ce lo stiamo meritando".
Sembra una situazione simile al tempo di Zeman alla Lazio, un grande allenatore che portava avanti lo spettacolo ma senza i risultati adeguati.
"Sono piccolo rispetto a Zeman, non mi paragono alla sua carriera. Ho una considerazione ideale delle vittorie, il mondo del calcio vede nella vittoria l'unica possibilità di poter dire di aver fatto una grande carriera. Due anni fa, il più grande allenatore avuto dal Crotone, cioè Gasperini, dopo aver vinto il primo grande trofeo, disse che lui si sentiva un vincitore anche quando riusciva a salvare una squadra, anche quando bisognava portare in Europa una squadra o quando ha valorizzato tanti calciatori, facendoli rendere al meglio. In Serie C su 60 squadre ne vincono quattro, non vuol dire che le altre 56 falliscono, non la penso così. Mi auguro di stare dalla parte di chi vince ma anche valorizzare calciatori facendo plusvalenze e proponendo un calcio piacevole è una vittoria. Parlo di Zeman ovviamente, non di me".
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