SALERNITANA: rimonte e troppi gol subiti. C’era una volta il “fortino” Arechi

04.12.2019 13:30 di TS Redazione   Vedi letture
Fonte: La Città
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SALERNITANA: rimonte e troppi gol subiti. C’era una volta il “fortino” Arechi

Da fortino inespugnabile a terra di rimpianti. E di conquiste altrui. Ché per ritrovare la Salernitana con la porta inviolata all’Arechi si deve tornare indietro nel tempo, esattamente al 26 febbraio scorso. Quella sera la formazione (allora) allenata da Gregucci offre l’ultimo guizzo di vitalità prima del blackout totale che attanaglierà i granata per mesi interi, con lo spettro retrocessione mai così vicino. La Cremonese cede per 2-0 sotto i colpi di Minala e Jallow, ed è l’ultima partita del 2019 chiusa davanti ai propri tifosi con un clean sheet da Micai. Da allora sempre, con una puntualità disarmante, gli avversari di turno della formazione con l’ippocampo sul petto riusciranno a trovare almeno una rete all’attivo. Triste abitudine che si sta trascinando anche nell’attuale campionato sotto la guida di Gian Piero Ventura, che mai, nella stagione in corso, ha visto la sua formazione chiudere una partita nello stadio con il nome da principe senza aver subito almeno un gol. Dall’esordio con il Pescara all’ultima gara casalinga con l’Ascoli, sono sette (in altrettante uscite) le partite di campionato terminate con uno squillo della formazione ospite, otto se si tiene conto anche della sfida di Coppa Italia con il Catanzaro, gara che ha aperto ufficialmente la stagione 2019-2020, e finita con il punteggio di 3-1 in favore dei granata. Stagione, che almeno dal punto di vista della tenuta difensiva casalinga, non è migliorata di molto rispetto a quella precedente, dove pure l’Arechi era diventato troppo facilmente terra di conquista per gli avversari di Di Tacchio e compagni. In particolare nel corso della gestione Gregucci, subentrato poco prima del nuovo anno a Stefano Colantuono, solo in un’occasione, appunto contro la Cremonese, il pacchetto arretrato è uscito indenne al 90’, poi sono seguite ben sei gare consecutive tra le mura amiche con almeno una rete al passivo.

Numeri che sommati alle otto dell’attuale stagione, sotto la gestione tecnica di “mister libidine”, portano lo score a quota 14, tenuto conto anche della sfida d’andata dei playout, con Menichini in panchina, chiusa 2-1 contro il Venezia. Il tassametro sale ulteriormente se si tiene conto di tutto l’anno solare 2019, che vede la Salernitana purgata in 17 partite sulle 18 disputate nel campo di via Allende negli ultimi nove mesi. Decisamente troppo, anche tenuto conto delle rimonte che spesso hanno portato via punti pesanti, quantomeno nel campionato in corso. Se all’esordio in campionato con il Pescara, la rete del momentaneo 1-1 di Campagnaro aveva scatenato la rabbiosa reazione di Giannetti e Jallow, la squadra di Ventura si è vista rimontare in altre tre occasioni, senza riuscir a gestire il prezioso vantaggio. Esattamente in tre delle ultime quattro gare casalinghe, contro Frosinone, Perugia, e infine Ascoli, il momentaneo vantaggio è stato dilapidato, in extremis nelle prime due sfide, sempre nella ripresa, rivelatasi fatale per la compagine di proprietà di Lotito e Mezzaroma. Ora chiamata a riscattarsi lontano dall’Arechi, sabato a Cittadella, in attesa di provare a interrompere alla prima occasione utile un’emorragia interna ormai di vecchia data.