È sempre più lui ultimamente il volto e la voce della Salernitana di patron Iervolino, così come è lui che interviene in sala stampa dopo le ultime sconfitte e che spiega la scelta di affidare la panchina granata a mister Colantuono e non a mister Inzaghi. Il lui in questione è ovviamente l'ad Maurizio Milan, riguardo al quale si sarebbe ventilato un futuro lontano dal calcio ma in realtà ciò non sembrerebbe rientrare nei disegni del presidente di Palma Campania. Perché puntare su Stefano Colantuono? Per affidarsi ad un professionista serio quanto esperto, molto dedito alla causa della Bersagliera e meritevole della piena fiducia da parte della società di via Allende.
Le tante, troppe delusioni cocenti avrebbero indirizzato il presidente dei campani verso scelte ponderate. È normale perdere sicurezza e capacità decisionale, laddove qualsiasi scelta si facesse, rischierebbe di trovare serie smentite al responso del campo da gioco. L'ex allenatore dell'Atalanta è stato definito da Milan non un traghettatore bensì un uomo di società, un tecnico del cui fiuto e della cui rete di contatti, ci si vorrebbe avvalere per ricevere le giuste dritte in ottica soprattutto riconferme e partenze dei calciatori che attualmente compongono la rosa della Bersagliera. Mister Colantuono è indubbiamente un allenatore dal passato importante e dalle conoscenze ed esperienze tali da poter davvero essere un valido consulente per la proprietà in relazione alla correzione dei tanti mali e punti deboli che hanno gravemente minato la classifica e il morale del cavalluccio marino quest'anno.
Verrebbe, però, da chiedersi come mai il patron di Palma Campania e il suo più stretto giro di collaboratori abbiano bisogno di ricevere dal trainer romano tali indicazioni avendo a libro paga un totem del nostro calcio come Walter Sabatini? La società ha indubbiamente scaricato il dg di Marsciano, non nutrendo più nei suoi confronti la stessa fiducia in lui riposta al momento del ritorno a Salerno e della piena delega affidatagli per la conduzione del mercato di riparazione di gennaio. Sabatini ha disatteso le aspettative di società e tifosi bucando totalmente il calciomercato invernale con il tesseramento di atleti che, chi per un motivo chi per un altro, hanno inciso zero e, soprattutto, con la scelta di un allenatore, Liverani, completamente inadatto a guidare la squadra campana e incapace di fare breccia nello spogliatoio e fornire un qualsiasi contributo alla causa .
Iervolino chiederà al dg, che resterà sotto contratto fino al 30 giugno, di lavorare ancora alla voce cessioni dei calciatori che si deciderà di non tenere in rosa per il prossimo campionato, nell'ottica di monetizzare il più possibile, ma con ogni probabilità non ripartirà da lui nella stagione 2024/25 preferendogli un direttore sportivo più giovane ed in grado di aprire un ciclo virtuoso, a livello di risultati e di bilanci sani. Colantuono non ha ad essere sinceri concrete chance di essere l'allenatore della Bersagliera ai nastri di partenza della prossima annata sportiva ma potrà in questi ultimi mesi della stagione corrente fornire un contributo importante in ottica ricostruzione della Salernitana del futuro. La scelta di investire il responsabile del settore giovanile del club di via Allende della maggiore responsabilità di guidare la prima squadra si è, a dire la verità, prestata a più interpretazioni, talune delle quali poco piacevoli per il pubblico granata.
Coloro che dubitano delle reali intenzioni di Iervolino di restare al timone del club hanno letto in questa scelta un indizio di disimpegno, motivando che il patron non abbia più voglia di programmare ed ancora meno di spendere ulteriore denaro proprio per risollevare le sorti della creatura che non amerebbe più come nel recente passato. La possibilità che Iervolino possa abdicare a fine campionato di fronte ad una quasi certa retrocessione in serie B esiste ma al momento non sarebbe quella più accreditata di verificarsi, sia perché non è affatto facile ipotizzare di ricevere offerte concrete quanto importanti che soddisfino le non modiche aspettative della governance campana, sia per via della brama di riscattarsi dell'imprenditore partenopeo, poco incline a rassegnarsi e ad uscire da perdente. La famiglia Iervolino molto più verosimilmente avrebbe messo nel mirino una stagione importante e da protagonisti, che potrebbe riportare il club in massima serie, con tanto di accrescimento del valore della Salernitana e dell'appeal presso investitori di primissimo piano, come i fondi esteri così tanto sedotti ultimamente dal nostro campionato di serie A.
La sensazione comunque è che il buon Danilo abbia appreso che nel mondo del calcio contano tantissimo gli equilibri, i giusti ruoli e il rispetto degli stessi, per cui, al di là dei nomi, si ripartirà a Salerno da un direttore sportivo e un allenatore in grado di lavorare bene insieme, sia per una pregressa conoscenza sia per una metodologia di lavoro compatibile e una scuola di pensiero convergente. Primo: scegliere il tandem giusto cui affidare la ricostruzione granata e solo dopo costruire la nuova rosa scegliendo i riconfermati, i partenti e i nuovi innesti. Nel calcio ci si inventa poco.
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