Dalla A al galleggiamento in C. Può sorprendersi di questo ridimensionamento totale soltanto chi, in questi tre anni, ha vissuto su un altro pianeta. Oggi la gente punta il dito contro Faggiano e Raffaele. L’anno scorso toccò a Martusciello, Colantuono, Petrachi e Marino. E poi ancora Inzaghi, Paulo Sousa, De Sanctis e Candreva. Se però gli errori e i problemi sono sempre gli stessi, è evidente che le responsabilità vadano ricercate altrove. Non vogliamo nemmeno riproporre il lungo elenco di promesse non mantenute: la conferenza stampa del gennaio 2022 è su youtube, a disposizione di tutti, e basterà riascoltarla per farsi un’idea.

E non vogliamo neppure rinfrescare la memoria ai soloni del web che ci accusavano di destabilizzare quando, da Rivisondoli nel 2023, scrivevamo di un ridimensionamento totale in atto, di un dietrofront sui progetti sbandierati e del rischio concreto del doppio salto all’indietro entro un biennio. Un atto d’amore verso la Salernitana e di responsabilità verso la piazza fu scambiato per disfattismo e questo testimonia che l’ambiente non è pronto ad ascoltare la verità. Del resto c’era chi pensava che soloni fuori da ogni giro conoscessero per davvero le trattative per la cessione della società, tra atti notarili mai firmati e bandiere francesi.

Sul tavolo della discussione, però, aggiungiamo un argomento che una digressione la richiede. Dicembre 2023, la Salernitana pareggia col Milan dominando e si appresta a giocare a Verona. De Sanctis (con lui il miglior piazzamento in A della storia, i fatti contino almeno quanto le opinioni) si dimette rinunciando a tanti soldi con una Salernitana in crescita e a ridosso della salvezza e si affida a Sabatini. Quello dei milioni di euro per Sepe, Fazio, Mousset, Mikael e Perotti. E quando 24 ore prima della gara che può riaprire le speranze salvezza si boccia pubblicamente un allenatore bravo come Inzaghi ammettendo d’aver caricato qualche giocatore promettendogli una cessione in cambio di una buona prestazione, è evidente che i presupposti e le volontà siano diverse rispetto a chi vuol davvero restare in A a tutti i costi.

E se dopo aver vinto a Verona la proprietà e il ds lavorano solo sulle cessioni, presentandosi a Napoli o a Torino con la Juventus con Bronn e Sambia a centrocampo il quadro si completa. L’apoteosi? Liverani per Inzaghi, con il caso Dia a Udine trattato in tv e non nello spogliatoio su input di Milan e con l’avallo dello staff tecnico. Insomma, segnali chiari di un calo d’entusiasmo improvviso e, apparentemente, ingiustificato.

Del resto, pur retrocessa a febbraio, la Salernitana ha iniziato a programmare il campionato di B a luglio inoltrato, con la “fuga” di Sottil, il tormentone Brera Holdings e un paracadute di cui si sono perse le tracce e che sarebbe servito a ripianare un bilancio in rosso. Eppure sarebbe bastato che Sabatini, dopo l'1-3 con l'Empoli dal sapore di condanna, incontrasse Inzaghi - re delle promozioni in A - per costruire con 5 mesi d'anticipo la Salernitana del futuro. Niente di tutto questo, anzi un altro mercato disastroso col milione di euro tra Boateng e Manolas e i fenomeni Vignato, Gomis, Weismann, Pellegrino e Pasalidis.

Considerando che abbiamo assistito a tante situazioni di questo genere, con lettere d’amore su facebook dopo aver preso otto sberle a Bergamo e Valentini che festeggia per essere passato dall’ultimo al penultimo posto propinandoci Guasone centravanti, davvero ci vogliamo meravigliare?

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 05 gennaio 2026 alle 19:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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