La passione per il calcio ci consente anche per qualche minuto di staccare la spina dai problemi della quotidianità, pur con una Salernitana che di gioie proprio non vuol darcene. Manca un giorno all'esordio in trasferta in campionato e la società capitanata da Danilo Iervolino non ha ancora preso un difensore centrale rapido, un centrocampista di qualità, un esterno destro titolare e un bomber da doppia cifra. Se poi pensiamo che la telenovela estiva corrisponde al nome di Tascone dopo essere stati abituati ad ammirare le gesta di Ribery, Dia, Ochoa e Candreva è inevitabile che la tristezza prenda il sopravvento e che quasi venga voglia di stracciare tutti gli abbonamenti tv e godersi la domenica in famiglia. A proposito di abbonamenti. Ai tempi dei "romani" ricordiamo ancora tutti quei folli pregiudizi che spinsero la gente ad allontanarsi dagli spalti. Galleggiamento, multiproprietà, freno a mano, dignità, in A non si può andare e altre filastrocche alimentate da parte della disinformazione locale.

Ma, si sa, in questa città c'è un mix tra memoria corta e malafede e dobbiamo rassegnarci. Tuttavia è innegabile che sottoscrivere 4000 abbonamenti in 10 giorni dopo due retrocessioni di fila, con un mercato al risparmio, un allenatore alla prima esperienza in una grande piazza e dichiarazioni pubbliche da far impallidire è un qualcosa di incomprensibile. Come potrà la proprietà capire i propri errori se non si ha la capacità di portare avanti una pacifica, ma dura contestazione che accomuni ogni componente? Iervolino e Milan, per le promesse non mantenute e gli orrori fatti in questi due anni e mezzo, meriterebbero uno stadio totalmente vuoto e silenzioso, con incassi zero e un solo striscione: "O investite o la vendete". C'è chi sarebbe pronto a ripartire anche dalla D con un'altra società pur di non assistere a questo caos senza precedenti che ha fatto allontanare chi, il cavalluccio, lo tiene tatuato sulla pelle. Con amarezza posso dire di far parte di questa schiera. Perchè non mi interessa il mercato, non mi appassiona vedere in anteprima le nuove maglie da gioco, non mi sfiora nemmeno per l'anticamera del cervello andare allo stadio e mai l'avvicinarsi del campionato mi aveva comportato un senso di indifferenza e insofferenza del genere. Grazie Iervolino, grazie Milan, grazie Faggiano, grazie Pagano, grazie a tutti quei protagonisti che, in questi anni, hanno fatto di tutto per rovinarci quel sogno chiamato serie A trasformandolo in un incubo senza via d'uscita. "Solo per la maglia" è slogan ormai retorico e superato. Non è un problema di categoria per chi ha visto decenni di C al Vestuti. Ma vedere all'opera questi giocatori dopo aver visto top player internazionali, proprio no!

Sezione: Editoriale / Data: Dom 31 agosto 2025 alle 00:01
Autore: Maurizio Grillo
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