Festa promozione…a metà. La tifoseria granata, purtroppo falcidiata anche da qualche lutto che obbliga tutti a contenersi in segno di rispetto e di cordoglio, non riesce a godersi appieno questo trionfo e, come ha detto Castori, forse si renderà conto soltanto tra qualche settimana di cosa stia effettivamente accadendo. In città e in provincia, pur con migliaia di persone ogni qualvolta è stato organizzato qualcosa di ufficiale, bandiere e drappi granata scarseggiano e nulla è paragonabile alla polveriera che esplose nel 1998 dopo mezzo secolo d’attesa. E’ chiaro che la paura di andare a Roma senza vedere il Papa (tanto per usare un proverbio che renda l’idea) incide sullo stato d’animo di chi, oggi, vorrebbe proiettarsi al derby col Napoli e alle super sfide con Juve, Inter e Milan ma che deve invece imbattersi in argomenti di natura giudiziaria che tolgono qualche ora di sonno. Al netto di personaggi che hanno parlato da mesi di trattative chiuse senza degnarsi di fare i nomi (il vero giornalista non è tenuto a nessun patto di ferro, se ha la notizia la scrive e basta) e di avventurieri che potrebbero approfittare della situazione per farsi pubblicità, si può dire che non ci sia ancora niente di concreto. Ma gli scettici di oggi sono quelli che, per anni, hanno parlato di galleggiamento, freno a mano, rigori sbagliati appositamente criticando ogni acquisto, ragion per cui sono poco attendibili. I veri tifosi granata, gli ultras della curva e quella provincia sempre profondamente legata alla squadra, meritano invece chiarezza e la proprietà, la più vincente della storia assieme al ds Fabiani, ha preferito la strada del lavoro dietro le quinte alle chiacchiere da bar smentendo, tuttavia, chi addirittura si era sbilanciato fornendo date precise…sparate a casaccio. Ad oggi l’orientamento è quello di affidarsi ad un fondo estero o ad un trust che comporti la necessaria uscita di scena di Claudio Lotito e la permanenza di Marco Mezzaroma come socio di minoranza, una mossa che consentirebbe di cedere il club alla cifra stabilita (tra i 70 e gli 80 milioni) con più tempo a disposizione e senza l’obbligo dei 30 giorni che, in realtà, sono quasi 90 se calcoliamo che il termine ultimo effettivo è il 25 luglio. Sono cose di cui devono occuparsi il presidente, oggi la gente deve soltanto godersi il risultato raggiunto non a caso con lo stadio chiuso. L’Arechi è fattore che determina, ci mancherebbe, e la curva sarà determinante in massima serie. Ma il clima d’agosto avrebbe certamente inciso negativamente e si spera che il pubblico sappia isolare quella minoranza rumorosa che non vuole il bene della Salernitana. C’è una rosa da costruire, su questo non ci sono dubbi. Ripartendo dalla base che ha vinto in B e con pieno merito. Resteranno Belec, Gyomber, Bogdan, Veseli, forse Aya e Mantovani, Di Tacchio e Djuric, a nostro avviso bisognerebbe assolutamente ripartire anche da Casasola, Jaroszynski e Tutino che, con lo stadio pieno e in una categoria in cui prevale la qualità, si esalterebbe ed esploderebbe definitivamente. Su tutti gli altri, pur riconoscendo enormi meriti, abbiamo qualche perplessità in più. Riconoscenza ok, guai a sfaldare il gruppo, ma la A è un’altra cosa e speriamo che i nomi che circolano in queste ore (idee, non trattative) siano reali. Perché Letizia, Gagliolo, Viola, Mota Carvalho o addirittura Pavoletti sarebbero perfetti per una squadra che si vuole salvare. Ma intanto bisogna fidarsi. Di due presidenti che non sono sprovveduti e hanno smentito gli scettici con i fatti. Di un direttore sportivo che a Salerno ha vinto ben tre campionati.Di un allenatore che sarà il più esperto della categoria. La A è l’ultima occasione per una crescita collettiva, che riparta dagli errori commessi in passato. La Salernitana va amata e sostenuta sempre, con equilibrio e senza isterismi. Magari isolando chi ha strumentalizzato la passione e la contestazione a suon di “scoop” puntualmente smentiti dai fatti. Alla gente il compito di capire da che parte stare.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 30 maggio 2021 alle 22:08
Autore: TS Redazione
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