Ci apprestiamo a concludere questa lunghissima e travagliata sessione di mercato estivo. Tante squadre hanno stravolto il loro assetto, chi per necessità, si vedano Cremonese e Lecce, chi per prestigio e voglia di fare (e strafare), come il Monza. E poi c'è la Salernitana: anche patron Iervolino ha fatto faville in questo mercato con 13 acquisti, che potrebbero diventare 15 entro la fine del mercato, ma con un obiettivo: zero prestiti gratuiti, tutti acquisiti e soprattutto di prospettiva. La Salernitana aveva la necessità di fare un mercato di "ossatura": questo perchè la rosa dello scorso anno era fondata soprattutto su prestiti e giocatori temporanei, mentre quelli di proprietà, non all'altezza della categoria, erano stati mandati in giro per lo stretto. E cosi si è dovuto fare un mercato di sfoltimento da un lato, ancora in corso, e di rimpinguamento dall'altro, per dare alla Salernitana ed al suo mister Davide Nicola non solo una squadra competitiva per la categoria e per l'obiettivo salvezza, ma anche un "patrimonio" economico e professionale non indifferente. 

Gli stravolgimenti però non fanno mai bene, e Genoa e Venezia sono la testimonianza che chi cambia troppo, e pesca troppe incognite dall'estero, prima o poi paga dazio. Si prenda esempio dall'Empoli dello scorso anno che, cambiano 3 o 4 calciatori, ha fatto un campionato di tutto rispetto e costruito le basi per un progetto lungimirante. E' questo l'obiettivo di Iervolino di quest'anno, come lo era pure di Monza, Lecce e Cremonese. Le tre neopromosse però hanno stravolto e tanto la struttura di base delle proprie compagini, senza tener conto dell'adattamento e del rodaggio necessario, a maggior ragione con un campionato anomalo come quello di quest'anno, fatto di una preparazione concentrata e di una sosta per il mondiale mai vista prima. I tecnici Stroppa, Alvini e Baroni non hanno infatti avuto il tempo adeguato di oliare i meccanismi ed inserire i tantissimi volti nuovi, molti acerbi per il campionato di Serie A, e le prime due giornate sono la testimonianza del lavoro svolto. 

Con Nicola però il discorso è diverso. Perchè? Semplice, perchè Nicola è uno che lavora prima sulla testa e poi sugli schemi. Nicola è uno che nelle ultime 4 o 5 stagioni ha sempre lavorato in tempi ridotti, prendendo squadre in corsa e raggiungendo gli obiettivi. Quindi per lui lavorare con volti nuovi e in poco tempo non fa differenza, è abituato a farlo. Se poi questi volti nuovi sono di grande qualità, come i vari Maggiore, Candreva, Vilhena, Dia e compagnia, il suo compito sarà ancora più facile. Quindi niente drammi e niente ansie: la Salernitana di Nicola decollerà, e lo farà nelle prossime 2-3 partite quando tutti avranno nella testa le parole e gli insegnamenti tecnico-tattici del trainer piemontese. A Udine si poteva osare di più, è vero, ma Nicola se non lo ha fatto un motivo ci sarà. E quindi vediamo il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto: la Salernitana quest'anno ci farà divertire e si appresta a disputare, finalmente, un campionato senza patemi e senza ansie, societarie e professionali. 

Sezione: Editoriale / Data: Gio 25 agosto 2022 alle 00:00
Autore: Roberto Sarrocco
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