Il 2022, calcisticamente parlando, si è concluso con il 3-0 di Monza ed è dunque tempo di emettere i primi giudizi. Come ogni anno, la redazione di TuttoSalernitana propone il pagellone di fine stagione partendo da portieri e difensori. Ecco le nostre valutazioni:
Portieri
Vid Belec 5: il suo addio è passato quasi sotto traccia perchè, purtroppo, in A non ha garantito un grande rendimento proprio come accaduto a Benevento qualche anno fa. Non a caso uno dei primi acquisti della gestione Sabatini è stato il portiere Luigi Sepe. Paradossalmente ha giocato la miglior partita a Napoli, in un derby perso 4-1 ma contraddistinto da almeno tre interventi spettacolari. Non seppe trasmettere la medesima sicurezza nella sfida interna con l'Udinese pur parando un calcio di rigore a fine primo tempo. Resterà però a vita nei cuori dei tifosi per essere stato tra i protagonisti di una promozione storica.
Luigi Sepe 6: pochi errori clamorosi, poche parate decisive. Raro ricordare una partita persa o vinta a causa sua. Ordinaria amministrazione per un calciatore di personalità, bravo coi piedi, attaccato alla maglia e con forte senso autocritico. L'uscita azzardata in casa contro il Cagliari, l'intervento goffo su Lautaro Martinez a Milano, la mancata uscita col Verona e qualche pallone passato sotto le gambe hanno scatenato la critica senza, però, scalfire la totale fiducia della società e dell'allenatore. Nel mezzo, però, 4 rigori parati (ma che sfortuna!), un secondo tempo super ad Empoli che tenne a galla la Salernitana e un ruolo importante all'interno dello spogliatoio.
Difensori:
Norbert Gyomber 8: partiamo da lui. Da quel calciatore troppo spesso sottovalutato, che da qualcuno fu etichettato ignorantemente come inadeguato per la categoria ricordando sia cresciuto in un top club come la Roma e che in B determinò in buona parte la promozione dei granata. Da gennaio in poi una crescita continua, anche a cospetto di calciatori di altissimo livello. Per impegno, attaccamento, abnegazione, umiltà e spirito di sacrificio sarebbe da 10 con lode. E ogni volta che è stato inspiegabilmente accantonato da Nicola (è accaduto con Inter e Sassuolo, doppio 5-0) ha saputo reagire nel modo giusto riconquistando la maglia da titolare. Il rinnovo sia il primo colpo del mercato invernale.
Luca Ranieri 6,5: uno dei rimpianti principali, un calciatore sul quale si poteva investire. Conosce la piazza, sa interpretare più ruoli, è giovane e ha sempre combattuto come un leone anche quando, all'epoca del trust, la squadra incassava gol e sconfitte a grappoli. Il suo girone di ritorno fu molto buono, purtroppo interrotto da un infortunio dopo la performance eccellente contro la Fiorentina. Da braccetto di sinistra nel 3-5-2 ha lasciato intravedere doti importanti.
Ivan Radovanovic 6,5: lo consideriamo difensore perchè è in questo ruolo che ha fatto le cose migliori risultando prezioso in quel filotto di risultati utili consecutivi che false la salvezza. In questo campionato, invece, ha agito maggiormente come mediano e sono arrivate tre vittorie contro Verona, Lazio e Spezia anche grazie alla sua intelligenza tattica. A ritmi alti fa più fatica, ma resta uno dei leader della squadra. E che gol a Roma...
Rada Dragusin 5: non è riuscito a lasciare il segno, quando chiamato in causa ha commesso diversi errori. Ed è finito in panchina.
Nadir Zortea 6: niente di eccezionale, talvolta era discontinuo anche negli stessi 90 minuti in cui alternava giocate importanti ad errori banali. Ma si vede abbia margini di miglioramento. La sua capacità di giocare sia a destra sia a sinistra fu preziosa per Nicola, così come prezioso è stato il gol segnato col Bologna e l'assist per Djuric contro il Sassuolo.
Matteo Ruggeri 5,5: tormentato dagli infortuni, ha potenzialità ancora inespresse. Il guizzo sulla sinistra contro la Fiorentina valse la rete del 2-1 di Bonazzoli. Ma non ha rispettato in pieno le aspettative, per tanti motivi...
Pasquale Mazzocchi 6,5: una partenza super, contro il Milan sembrava davvero l'esterno più forte del campionato. Al punto da ridimensionare un campione come Theo Hernandez. Poi un calo, anche fisiologico. La telenovela estiva stava incrinando il rapporto con parte della tifoseria, prima dell'irruzione sulla scena di Iervolino. Tutto ripagato con un altro avvio di altissimo livello, come testimoniato dalla performance perfetta con la Roma e quella altrettanto valida di Udine. E poi le due gemme contro Empoli e Spezia che valsero 4 punti e permisero di riscattare la serataccia col Lecce, quando forse la notizia della convocazione in Nazionale lo distrasse. Si spera possa esserci il 4 gennaio dopo l'infortunio al ginocchio.
Frederick Veseli: non ce la sentiamo di dargli un voto, ricordiamo solo la brutta prova contro il Sassuolo frutto anche di una scelta discutibile di Nicola. Poi l'addio polemico e una nuova avventura a Benevento.
Federico Fazio 6,5: il suo avvio in maglia granata era stato da film horror, del tutto comprensibile se non sei più un ragazzino e sei reduce da due anni di stop. Esordio da 4,5 con lo Spezia - con tanto di rigore causato - partitaccia col Torino e marcatura sbagliata su Arnautovic che infilò il povero Sepe. Fatta eccezione per la gara interna con l'Udinese, però, fu protagonista di un finale in crescendo e del gol a Genova che significò riscossa. E' quando è stato assente da agosto in poi ci siamo accorti di quanto sia importante.
Flavius Daniliuc 5,5: si vede che ha potenzialità, per questo guai a bocciarlo per qualche errore fisiologico in un percorso di crescita appena iniziato. A Monza il momento più basso, ma avrà modo di riscattarsi soprattutto se, al suo fianco, ci saranno calciatori più esperti.
Dylan Bronn 6: ha dimostrato di essere arruolabile. Non una cima, ma nemmeno l'ultimo degli sprovveduti. Rendimento altalenante ma tutto sommato sufficiente.
Lorenzo Pirola 5: stesso discorso fatto per Daniliuc, sebbene qualche limite sia emerso sin dall'esordio balbettante in coppa Italia col Parma. Del resto ha esordito a campionato già iniziato da un po', tra l'altro per l'infortunio nel riscaldamento di Lovato e per la contemporanea assenza di Fazio. Spesso sorpreso alle spalle, talvolta fuori posizione. Crescerà. Ma la strada è lunga.
Domagoj Bradaric 5: è sicuramente un giocatore bravo che non ha dimostrato ancora il suo potenziale, bene ha fatto però la dirigenza a blindarlo e a dargli fiducia. Non basta, tuttavia, una prestazione super a Roma - con assist per Dia - a dargli la sufficienza, considerato che spesso entrava e faceva malissimo anche a causa di una condizione fisica precaria. Si vota il rendimento e non l'effettivo potenziale. Ma siamo certi che, a giugno, la media sarà nettamente superiore.
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