MANNIELLO: "500 morti al giorno, immorale chi parla di playoff. Non ci sono le condizioni per riprendere"

24.04.2020 12:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
© foto di Luigi Gasia/TuttoJuveStabia.it
MANNIELLO: "500 morti al giorno, immorale chi parla di playoff. Non ci sono le condizioni per riprendere"

Intervistato telefonicamente dalla redazione di TuttoSalernitana, il presidente della Juve Stabia Francesco Manniello ha parlato del futuro del calcio italiano senza peli sulla lingua e con una chiarezza assai apprezzabile. Il patron ne ha per tutti: dai colleghi che si dilettano in proposte per concludere la stagione già nelle prossime settimane a quelli che, virtualmente retrocessi, ritengono di meritare il mantenimento della categoria. Ancora non è chiaro perchè. Ecco le sue dichiarazioni:

Secondo lei i campionati riprenderanno?

“Momento a mio parere tragico, non sono per nulla convinto che il campionato ricominci. Anche perché, facendo parte del settore della diagnostica, non ci sono i tamponi disponibili per i calciatori. Ne occorrerebbero migliaia, è stato fatto un protocollo rigidissimo e inattuabile da buona parte della serie A. Figuriamoci per la B e per la C, sono molto molto scettico. Noi, come Juve Stabia, non abbiamo a disposizione una foresteria, ma tutti questi discorsi vengono meno poiché mancano i tamponi. E mi chiedo: perché utilizzarne migliaia per gli atleti mentre morivano persone in attesa di una diagnosi? Da tifoso riprenderei a giocare anche domani, ma le soluzioni sono due: o si cristallizza la classifica rispettando le posizioni attuali promuovendo le prime due o ricominciare a novembre, quando saremo in condizioni di sicurezza maggiore. Non capisco questa frenesia, dettata da motivi economici. Ma chi si prende la responsabilità se succede qualcosa? Nessuno! Non si sa nulla, questa è la verità”.

Cosa pensa dell'idea di giocare soltanto playoff e playout?

“Chi fa queste proposte è fuori strada, cose che non hanno né capo né coda. Chiariamoci subito: ognuno guarda il proprio orticello. Fino a qualche anno fa non c’erano né playoff, né playout: due salgono direttamente, le ultime tre retrocedono. Per paura di ricorsi si sta creando una situazione caotica. Io ho fatto ricorso nel 2014 per il ripescaggio del Vicenza al posto nostro, aspetto ancora novità. Io riprenderei a gennaio, ma c’è questo maledetto problema dei soldi. I dilettanti secondo voi possono giocare? L’Interregionale può giocare? Giocasse solo la serie A, a loro rischio e pericolo, così non ascoltiamo più questi discorsi sui diritti televisivi. Sono protocolli non rispettabili da chi si trova nelle categorie dilettantistiche”.

Ci sono presidenti pronti alla battaglia, è d'accordo?

“Ognuno porta l’acqua al proprio mulino, l’ho detto prima. C’è una tragedia in atto, non sappiamo quando e come ne usciremo. Vedo discutere gente che dal calcio ha soltanto ricevuto, resto basito quando sento parlare di playoff e playout. Non facciamo nomi, ma vi sembra giusto aver fatto i tamponi anche alle compagne dei calciatori mentre tante famiglie sono state ignorate? E’ eticamente normale? Prima dell’uscita di un vaccino portereste le vostre famiglie allo stadio?”.

Che soluzione proporrebbe?

“Benevento e Crotone in serie A, il ricorso lo facessero al Coronavirus. Viceversa sospendiamolo a tempo indeterminato, anche a costo di arrivare a gennaio. Spinelli ha 15 punti…di che vogliamo parlare? Ricorso del Frosinone? Le dichiarazioni di Stirpe, in questo momento, non fanno bene all’etica del movimento calcio. Ci sono 25mila morti, 500 al giorno, e temo non sia finita qui. E noi parliamo di calcio? E mi dà fastidio che le realtà dilettantistiche vengano così ignorate. E’ impossibile riprendere, forse partirà soltanto la serie A per un fatto economico. In C ci sono spogliatoi di trenta metri quadrati!”.