Intervistato telefonicamente dalla nostra redazione, il doppio ex di Pisa e Salernitana Leonardo Gatto ha parlato così del campionato disputato sin qui dai granata, della classifica e delle prospettive future: "Seguo sempre a distanza le sorti di una squadra che mi è rimasta nel cuore e che merita il salto di categoria per la grande piazza che rappresenta. Mio fratello ha lavorato con mister Castori e tutti conosciamo il suo modo di allenare: è un tecnico pragmatico, che bada molto al sodo e che è riuscito a conquistare risultati importanti nell'arco della sua carriera. Del resto i numeri parlano chiaro e la Salernitana si ritrova in alta classifica ormai dalla prima giornata. Ci sono giocatori di qualità, uno come Tutino può sempre fare la differenza in categoria. Guai, però, a sottovalutare il Pisa. I nerazzurri si trovano più in basso, ma hanno perso pochissimo negli ultimi mesi ed esprimono un buon gioco. Ho bei ricordi anche di quella piazza, arrivai poco dopo l'epoca di Cerci, Gabionetta e Ventura. Osso duro per tutti, la classica rosa di categoria che può dare filo da torcere a tutti. Un banco di prova attendibile per il cavalluccio marino".

Inevitabile aprire l'angolo dei ricordi: "Mi chiamarono per dare una mano alla Salernitana, era in zona retrocessione e le cose non stavano andando benissimo. Mi volle mister Torrente, per caratteristiche ero adatto al suo 4-3-3. Io firmai e lui fu esonerato, così dovetti adattarmi ad un modo di giocare diverso. Ricordo il gol a Novara, lo spareggio con il Lanciano e tante gare in cui la gente ci diede una grossa spinta e mi avrebbe fatto piacere esultare sotto quella curva. Tornai un anno e mezzo dopo e firmai un contratto di tre anni, con mister Bollini ero un esterno nel 3-5-2 con compiti anche difensivi. Mi dovetti adattare, con grande sacrificio. Ma ero a disposizione della Salernitana e della sua tifoseria. Quando a gennaio mi dissero che c'era una proposta da parte dell'Entella capii che non ero considerato incedibile, in più ci fu l'avvento di Colantuono che preferiva un 3-5-2 ancora più fisico e di copertura. Andai via a malincuore, ma non potrò mai dimenticare l'applauso dell'Arechi quando tornai da ex. Un momento speciale della mia carriera e dalla mia  vita. Rimpianti? Certamente mi avrebbe fatto piacere lottare per qualcosa di importante a Salerno, in generale posso dire che ho delle potenzialità ma, se gioco in C, evidentemente ho delle responsabilità. Mai dire mai nel calcio, il sogno di militare in A c'è sempre".

Sezione: Esclusive TS / Data: Mar 09 febbraio 2021 alle 16:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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