Da ambienti vicini ai vertici societari della Salernitana sembrerebbe trasparire una certa serenità che si andrebbe a ricollegare alla consapevolezza di essersi mossi bene sotto traccia e di avere acquisito sufficienti elementi per poter operare le scelte e annunciare le prime ufficializzazioni della stagione di serie B 2024/25. Dall'esterno, però, i nomi accostati al club presieduto da Danilo Iervolino e le notizie che trapelano riguardo ai profili professionali di direttori sportivi ed allenatori, incontrati fisicamente o solo contattati e sondati dai granata, indurrebbero ad essere di diverso avviso. Non trasparirebbe, infatti, una strategia chiara ed univoca che guiderebbe le mosse del duo operativo della Bersagliera Iervolino-Milan se è vero come è vero che i campani avrebbero inizialmente puntato su Petrachi come nuovo responsabile del mercato per finire a ripiegare sulla valutazione del profilo di Maiorino o considerare la candidatura di Romairone.
Il filo conduttore per la società di via Allende avrebbe dovuto risiedere nell'intento di costruire una rosa giovane ma di talento per programmare una risalita in serie A nell'arco di tre anni. Valutare, tuttavia, un direttore di nome e di curriculum come Petrachi avrebbe significato precorrere i tempi e costruire un organico sì con giovani bravi ma anche con elementi esperti e di categoria per sfruttare le risorse del paracadute e mettere nel mirino una pronta promozione in massima serie. Era normale, infatti, che il dirigente leccese, navigato e voglioso di ripartire dopo qualche annata di naftalina, avrebbe chiesto garanzie ed investimenti importanti per poter recitare da protagonista a Salerno. Diversamente Maiorino, operatore di mercato più portato a provare a costruire un progetto di rifondazione su base pluriennale della rosa della Salernitana, poteva essere il nome da considerare per ripartire con gradualità, mirare ad azzerare la massa debitoria, tra cessioni ed abbattimento del monte ingaggi, e tentare la valorizzazione di vari talenti pescati da un manager che, formatosi in ambiti di selezioni giovanili di club prestigiosi, dovrebbe essere avvezzo a lavorare in tale maniera e per tali finalità.
Romairone, infine, rappresenterebbe una terza ed ancora differente tipologia di ds, essendo innegabilmente un uomo legato a Cristiano Giuntoli, che significherebbe legarsi con buona probabilità a qualche carrozzone calcistico e scegliere un professionista che non ha brillato affatto nelle ultime esperienze nel suo ruolo. La candidatura di Romairone, tuttavia, non sarebbe vagliata autonomamente da Iervolino e Milan, bensì prenderebbe corpo solo ed esclusivamente se la tanto decantata cessione societaria dall' imprenditore partenopeo al fondo italo-americano Brera Holdings avvenisse davvero. Proprio questa trattativa in corso starebbe più che mai condizionando la programmazione della Salernitana, con uno Iervolino che parrebbe mettere davanti a tutto e tutti la vendita della Bersagliera e l' uscita di scena e, per questo, prenderebbe tempo non decidendo e compiendo solo sondaggi riguardo nominativi e scenari più disparati e poco conciliabili tra di loro.
Il messaggio della società campana vorrebbe essere il muoversi in più direzioni per prepararsi ai vari scenari attuabili e dipendenti dal budget realmente disponibile e, a sua volta, condizionato dagli introiti realizzabili con le cessioni e dagli eventuali apporti di nuovi soci forti o di una nuova proprietà. Il timore sarebbe, invece, rappresentato da un agire che da fuori non può non apparire molto vago e confuso o, comunque, troppo condizionato da fattori esterni la cui materializzazione sarebbe incerta o caratterizzata da tempistiche ben poco definite. Non ci sarebbe ancora un direttore sportivo incaricato ufficialmente di operare eppure il cavalluccio marino sarebbe molto vicino ad annunciare come allenatore Domenico Toscano, ricercatissimo in terza serie ma con ben quattro esoneri su cinque apparizioni in serie cadetta. Toscano è un tecnico capace ma che ha vinto cinque tornei di serie C ed uno di D con squadre costruite per vincere, anzi per dominare, mentre non si ravvisano buoni operati del trainer calabrese nel senso di dare continuità ad un progetto sportivo basato su giovani da crescere in ottica di successi posticipati di alcuni anni. Staremmo a vedere cosa tirerà fuori realmente patron Iervolino dal cilindro, pur consapevoli che il tempo trascorre inesorabile e le scelte definitive non possono essere più procrastinate per il bene della Salernitana.
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