No all'azzurro! I tifosi organizzati della Salernitana invitano quelli del Napoli a Salerno e dintorni a non sfoggiare le loro bandiere e a non festeggiare lo scudetto in zona. Siano invece i salernitani ad esporre i vessilli granata ai loro balconi per "marcare il territorio". Chissà cosa ne pensa Danilo Iervolino, proprietario della Salernitana e tifoso del Napoli di Palma Campania, anche autore di libri sulla propria passione partenopea, che di certo, nelle mura domestiche, festeggerà lo scudetto azzurro e quant'altro di straordinario dovesse prodigiosamente regalare la sorprendente stagione del Napoli.
Salerno ha la sua rispettabilissima identità sportiva e i suoi tifosi, legati alla loro città, sono tra i più calorosi d'Italia; solo applausi per loro, dall'approdo in Serie A. La vasta provincia di Salerno, circa un milione di abitanti, è spaccata, anzi frammentata, tra tifosi della Salernitana, del Napoli, della Juve, del Milan e dell'Inter. A fare da cerniera territoriale è la Penisola sorrentina. Sul versante Nord, laddove si scorge il Vesuvio all'orizzonte, soprattutto tifosi napoletani. Sull'altro, a Sud, il Vulcano è precluso alla vista. È lui a conferire un senso di comune appartenenza e lega maggiormente e radicalmente a una cultura e quindi anche a un'identità calcistica. È il Vesuvio a rendere vesuviani, cioè napoletani, e tale appartenenza si disperde man mano che ci si allontana dal baluardo identitario di un territorio, riferimento visivo di un'intera comunità allargata. Dunque, vi è una Napoli vesuviana anche nella provincia di Salerno, una cui metà tifa Napoli, soprattutto quella settentrionale, visto che la parte più popolosa, quasi trecentomila abitanti, risiede nell'agro sarnese-nocerino, territorio "vesuviano" di Salerno, tra Scafati, Angri, Nocera, Pagani, Sarno e dintorni, là dove i tifosi dell'ippocampo sono pochi. Iniziano a crescere solo dopo Cava de' Tirreni, alle porte di Salerno, antagonista del vicino capoluogo e a maggioranza partenopea. Non è certo per caso che, per ragioni territoriali e storico-calcistiche, la vera rivalità dei tifosi salernitani è con i cavesi e i nocerini.
Meno di due anni fa, io e Maurizio De Giovanni fummo oggetto di critiche di sponda salernitana, non solo tifosi, allorché stigmatizzammo i cori gratuiti contro Napoli da parte dei fan granata nel giorno della promozione in Serie A. Non era una presa di distanze di rimbalzo ma, al contrario, l'analisi doverosa di un pessimo segnale lanciato da una città campana, del Sud, che raggiungeva il Napoli nella Massima serie. Il nuovo monito lanciato oggi dai sostenitori della Salernitana ricalca una certa ottusità in un momento in cui un club del Sud sta portando alla parte più penalizzata del Paese il quarto scudetto su cento assegnati (il nono, aggiungendo anche quelli di Roma e Lazio) e pure gran prestigio europeo, mai assaporato prima da alcun club meridionale. Auspicando la salvezza della Salernitana e del Lecce, a breve riapproderà in Serie A anche il Frosinone, e dunque si può ben sperare in una quota-Sud ancor più importante se la sorte dovesse aiutare qualcuna tra Bari, Cagliari, Palermo e Reggina.
Napoli vive un florido risveglio di immagine internazionale e di turismo che coinvolge la stessa Salerno, città che ha pure imparato a camminare da sola per i progressi degli ultimi decenni con cui si è data una nuova identità; un'identità, non più provinciale, che è d'esempio all'intero Mezzogiorno d'Italia. Uno slancio supportato egregiamente da Gesac, la società di gestione dell'aeroporto di Napoli, strategico scalo-gioiello del territorio, e ora anche con le redini di quello di Salerno, che consentirà di allargare l'utenza campana dacché Capodichino è vicino alla saturazione della sua capacità.
Felicitarsi per i trionfi di Napoli e per i traguardi di Salerno è quasi un dovere morale di tutti, da Acerra a Sapri. Una crescita della Campania e del Sud che non sia solo sportiva si supporta anche attraverso un reciproco riconoscimento e l'abbattimento di perniciose barriere.
E se lo scudetto napoletano dovesse diventare matematico proprio in occasione di Napoli-Salernitana del turno numero 32? Patron Iervolino non ci penserà troppo ad alzare le braccia al cielo per gli Azzurri campioni d'Italia e magari per la sua Salernitana salva.
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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