SALERNITANA - Passano gli allenatori, non Genovese: è l'uomo spogliatoio

13.08.2020 22:30 di Luca Esposito Twitter:    Vedi letture
Fonte: il Mattino
© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com
SALERNITANA - Passano gli allenatori, non Genovese: è l'uomo spogliatoio

Le bandierine sono state rimosse: ce n'erano duecento nei Distinti dello stadio Arechi, hanno fatto da sfondo alla sconfitta casalinga con lo Spezia, il sole estivo le ha scolorite e la Salernitana le ha portate in magazzino. Le bandierine passano ma i vessilli... restano. Ce n'è uno che sventola perenne sulla nave granata e che resiste ad ogni tempesta, ingaggio, concorrenza e rimpasto: Gigi Genovese, il collaboratore dello staff tecnico, l'allenatore, il jolly e l'uomo di fiducia farà parte della Salernitana anche quest'anno. È una persona mite, un signore del calcio: fa scivolare sabbia nella clessidra, non smania, attende sereno ed è consapevole che Fabrizio Castori, con il quale aveva già lavorato dodici anni fa a Salerno, proponga adesso persone di sua fiducia per completare lo staff. Il nuovo allenatore, infatti, aspetta che la Salernitana definisca i dettagli contrattuali con Davide Bertaccini, preparatore dei portieri incontrato a Trapani. "Per Genovese, però, c'è sempre posto". Le parole pronunciate mesi fa dalla Salernitana, quando Ventura indicò Zinetti, tornano di stringente attualità. La casella del preparatore dei portieri è virtualmente occupata ma Gigi Genovese, cuore granata e salernitano d'adozione, sarà di nuovo chioccia dei baby portieri, figura trasversale, un occhio per tutti i virgulti del settore giovanile, di tutte le categorie.

Non ha mai smesso di amare la Salernitana ed i salernitani lo apprezzano perché è quercia secolare: è l'immagine del tempo che passa ma anche della casacca granata che resta come baluardo e patrimonio di affetti. Genovese, bandiera e vessillo, seppe fare un passo indietro anche da giocatore: Chimenti era il predestinato nella stagione 1993-1994 e lui non solo si sfilò i guanti e gli fece posto ma favorì l'integrazione del collega più giovane in squadra e nel gruppo. Poche settimane fa, sebbene nella «penombra», ha assistito al passaggio di consegne tra i pali granata e all'avvicendamento Micai-Vannucchi. Genovese c'è sempre stato, nella buona sorte (ha vinto campionati, da calciatore e da preparatore) e nelle difficoltà, traghettatore in molti casi. Arrivato Colantuono, fu dirottato in Primavera a metà campionato, salvo ritornare poi in prima squadra. Quando la Salernitana si congedò da Gregucci, in albergo con la squadra c'era lui, prima che arrivasse Menichini. Quando De Patre ha lasciato e Ventura era squalificato o ammalato, il club granata si è ritrovato senza il vice in organico, senza abilitazione. Nel momento del bisogno, si è rivolto al «patentato» Genovese, che è diventato allenatore in seconda (in distinta) lasciando poi campo e spazio a Lombardo per le indicazioni alla squadra. È storia del 23 dicembre, due giorni prima di Natale: "La Salernitana comunica di aver effettuato la variazione di incarico del proprio tecnico Luigi Genovese". Taciturno e disponibile, uomo spogliatoio, Gigi pesa le parole ed è ago della bilancia. La sua saggezza sarà valore aggiunto soprattutto in questa stagione che parte in salita, tra i mugugni dei tifosi.