TIFOSI: unita d'intenti e compattezza, dopo anni si respira un clima diverso. Ora isolare chi strumentalizza la passione per popolarità

11.08.2020 20:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com
TIFOSI: unita d'intenti e compattezza, dopo anni si respira un clima diverso. Ora isolare chi strumentalizza la passione per popolarità

Un primo, grande obiettivo è stato raggiunto. Dopo un lungo periodo di spaccature, malumori e litigi a suon di comunicati e striscioni, finalmente le componenti più rappresentative della tifoseria hanno ripreso a remare nella medesima direzione. Nel pieno rispetto delle posizioni di tutti, con la voglia di lanciare un segnale alla proprietà senza protagonismi e con un filo conduttore che si chiama “amore”. Già, perchè anche chi legittimamente ha deciso di disertare sta vivendo con grande sofferenza un biennio ricco di delusioni sportive, in cui l’Arechi è passato repentinamente da catino infuocato a cattedrale nel deserto. La proprietà, in parte anche sorpresa per questo clima infuocato, va avanti per la propria strada, Castori sa benissimo che il suo compito sarà arduo e dovrà tapparsi tutte e due le orecchie trasformando i fischi in applausi. I tifosi, quelli veri, si stanno battendo per ideare iniziative concrete, intelligenti e che vadano oltre il coro fuori la tribuna. Gli UMS hanno dato l’esempio: sostegno fino all’ultimo minuto dell’ultima partita, poi un raduno al Vestuti per parlare di Salernitana e di futuro. C’erano poche persone, ma tutti realmente innamorati e appassionati: i restanti sono rimasti a casa per sfogarsi su facebook. Nuova Guardia, ultras della Siberiano, CCSC, Salerno Club 2010, Mai Sola, Amici della Salernitana,Colosseo Granata, Generazione Donato Vestuti e la provincia hanno la stessa opinione e non accetteranno un altro anno da spettatori non protagonisti, a breve potrebbe essere emesso un comunicato congiunto in cui si rimarcherà la necessità di un incontro pubblico tra proprietà e tifoseria. Ritrovata la compattezza della componente forse più importante, ora c’è un secondo passaggio fondamentale per acquisire potere e credibiltà: isolare chi sfrutta il malcontento popolare per rituffarsi nella mischia e uscire dall’anonimato.

Salerno, sotto questo punto di vista, è una città strana. Identifica come “collusi” giornalisti che amano la Salernitana e poi dà spazio a chi può scrivere solo per sè stesso, ma non rappresenta nessuno. Oggi è molto semplice accattivarsi il click o la simpatia dell’internauta accecato dall’odio: basta andare contro Lotito, proporre l’esonero di Fabiani, snocciolare a memoria l’articolo 16 bis delle Noif per poi appropriarsi meriti per qualunque cosa e puntare il dito contro chiunque affidandosi a paragoni “animaleschi” senza avere il coraggio di fare i nomi. La colpa non è loro, vanno semplicemente compatiti: un vecchio proverbio dice “nessuno mi vanta, mi vanto sol io”. Il vero problema è chi alimenta l’ego smisurato di costoro che, forse, negli ultimi 10 anni avranno visto cinque partite allo stadio e ora si ergono a paladini di verità e giustizia rivangando un passato remoto che li ha visti teoricamente protagonisti prima dell’inesorabile oblio. Il primo passo, come detto, è stato fatto: tifoseria unita, nessuna spaccatura e organi di informazione che diventano un veicolo fondamentale per rappresentare la delusione generale. Non esistono pro e contro: c’è un patrimonio da salvaguardare che si chiama Salernitana. Ora il secondo step: non cadere nella trappola della strumentalizzazione, ad opera non a caso di personaggi ormai tagliati fuori e che hanno un solo modo per sentirsi qualcuno. A scapito della maglia granata, purtroppo. Ma le persone minimamente intelligenti e che sanno ancora ragionare hanno perfettamente capito il gioco. Chi non lo ha capito non solo non era al Vestuti, ma si diletta ancora sulle pagine anonime di facebook degne di quei personaggi. Per restare in tema di proverbi “chi si piglia si somiglia”. A buon intenditor…