Interessante intervista all'ex difensore Vittorio Tosto realizzata da Telecolore nel corso della trasmissione Gol su Gol in onda ogni lunedì alle 20:30. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni: "Ho visto la partita domenica sera, sono due squadre che mi sono rimaste nel cuore perchè lì ho vissuto le esperienze più belle dal punto di vista professionale. Ero neutrale, diciamo così, ma sapete tutti che il mio sentimento pende sempre dal lato della Salernitana. Voglio fare un'analisi a 360°. La società, nell'anno del centenario, non ha regalato un bel campionato alla tifoseria. Hanno cercato di riscattarsi prendendo un allenatore esperto come Castori, capace di vincere campionati con Cesena e Carpi e di sfiorare il miracolo a Trapani. L'investimento per Tutino non è stato indifferente, anzi credo sia un segnale forte della proprietà e della dirigenza. In questo campionato si sta facendo complessivamente bene, purtroppo la sconfitta di Monza ha fatto perdere qualche certezza e il gruppo ne sta risentendo. Sembra quasi si vada in difficoltà alla prima occasione, ad Empoli è stata una mazzata difficile da digerire. Sono quei periodi che capitano sempre durante l'arco di un campionato, quando concedi campo a determinati avversari non c'è storia. Bisognava capire che l'Empoli è la vera corazzata del campionato, fortissima in tutti i reparti e anche superiore al Monza. Forse è stata sottovalutata l'importanza della gara e della squadra rivale".

Tosto conosce benissimo la piazza e si sofferma sui malumori del pubblico: "Ai nostri tempi ci venivano a contestare al Vestuti, oggi l'unico mezzo per esprimere dissenso è rappresentato dai social. Ritengo che Salerno, nell'epoca della tessera del tifoso e del calcioscommesse, sia una delle pochissime realtà italiane a mantenere intatto il proprio sentimento verso la sua squadra di calcio. Dietro questa contestazione si cela un amore immenso, sono convinto che nessuno avrebbe abbandonato la squadra se avessero aperto lo stadio quando la classifica era lusinghiera. E' evidente la spaccatura con la società. Salerno ha saputo applaudire i presidenti quando hanno vinto, loro invece hanno quasi rinfacciato quei successi lasciandosi andare a qualche dichiarazione evitabile. Stiamo parlando di una piazza che ha enorme senso d'appartenenza, una mentalità ultras vecchio stile che non può mai accettare la doppia proprietà. Il tifoso granata è orgoglioso, fedele, non è secondo a nessuno. Nemmeno ai laziali, detto col massimo rispetto. Posso capirli e mi dispiace, perchè il pubblico è sempre stato quel valore aggiunto che dà tanti punti durante la stagione. Ciò detto, reputo comunque ottimo il lavoro svolto dalla proprietà in questi anni".

Infine un aneddoto: "Quando arrivai a Salerno c'era un clima di tensione, il mio gol all'esordio a Barletta fece subito partire spontaneamente un coro da parte dei tifosi. Quando stavamo retrocedendo all'epoca di Varrella, ci fu un tifoso vulcanico come Antonio Guariglia che pronosticò salvezza e serie A l'anno dopo. Mi promise in cambio la fondazione di un club a mio nome, con centinaia di iscritti. Anche di questo sono molto orgoglioso". 

Sezione: News / Data: Mar 19 gennaio 2021 alle 13:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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