Sono un ragazzo schivo, molto riservato. All'epoca legai comunque con quasi tutti i calciatori, con Zeman si capisce la differenza tra un allenatore che insegna e un tecnico che dice tante cose ma risulta inconcludente. In molti ricordano i miei gol, ma ogni momento vissuto a Salerno è speciale. Il primo anno ho giocato praticamente in tutti i ruoli, tranne che in porta. Nel secondo realizzai molte reti, alcune anche importanti, ma avrei preferito tirare fuori a porta vuota con il Napoli ma vincere lo stesso il campionato. Non mi è mai interessato il record personale, ho sempre messo davanti a tutti il bene della squadra. Nella terza stagione, invece, qualcosa si era rotto. Stavo andando via in estate, poi parlai con Zeman e decisi di restare per qualche altro mese. A gennaio ormai la situazione era compromessa, alcuni rapporti si erano raffreddati e c'era un po' di confusione a tutti i livelli. Andai via a malincuore, ma ormai era diventato inevitabile. Questo conferma che una squadra forte non è sufficiente se non hai alle spalle tante componenti che ti aiutano a rendere al meglio. Cosa che la Salernitana di quest'anno ha. So che tutti ricordano il mio gol contro il Napoli, ma non bisogna vivere di ricordi: mi auguro che, tra qualche mese, ci pensi Tutino a decidere il derby in serie A. Non vedo l'ora di essere lì con voi a festeggiare". Così Fabio Vignaroli durante la trasmissione Cento+2-

Sezione: News / Data: Mar 04 maggio 2021 alle 19:00
Autore: Luca Esposito / Twitter: @lucesp75
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