"Stiamo per prendere un calciatore fortissimo, abbiamo una grande voglia di investire e di assecondare le idee del nostro direttore sportivo. Non possiamo fare nomi perchè la concorrenza è agguerrita, anche in Italia, ma abbiamo soldi e argomenti per convincere questo ragazzo ad accettre la proposta della Salernitana". Parlava così in quel di Capaccio Maurizio Milan durante una serata dedicata alla storia della Salernitana, annunciando di fatto l'arrivo in granata di Flavius Daniliuc. Calciatore sul quale si erano fiondate Atalanta e Bologna, società che non pareggiarono l'offerta economica di Iervolino.
Letta così sembra passata una vita, visto quanto accaduto nei due anni successivi. Il suo arrivo entusiasmò la piazza, con la dirigenza che era convinta d'aver preso un autentico top player e un predestinato. Nel corso delle prime apparizioni si vedeva fosse un elemento acerbo, tatticamente in difficoltà, ma con delle potenzialità dettate anche dall'ottima struttura fisicae e dalla grande cattiveria agonistica. Impiegato in alcune circostanze anche come esterno destro, Daniliuc mostrò personalità in stadi come il Maradona, l'Olimpico e lo Stadium di Torino, pur soffrendo - paradossalmente - il gioco aereo come si evidenziò nella partita interna contro la Fiorentina, con Nico Gonzalez (non un gigante) che gli prese il tempo insaccando di testa alle spalle dell'incolpevole Ochoa.
Alti e bassi hanno contraddistinto tutto il suo percorso a Salerno, al punto che già nel gennaio del 2024 il valore del suo cartellino (pagto 5 milioni di euro) si dimezzò e partì con la formula del prestito. In B proprio non voleva starci e, dopo una buona gara contro il Cittadella (con tanto di gol del provvisorio 1-1), decise di chiedere la cessione, spingendo Martusciello ad uscire allo scoperto: "Si dicono tante cose, ma poi bisogna sapere la verità. C'è chi in settimana non si è allenato benissimo e si è fatto distrarre da voci di mercato, noi pretendiamo atteggiamenti seri nel rispetto dei colori granata". Il riferimento era chiaro, visto che poi Daniliuc fece molto male con Sudtirol e Sampdoria.
A Verona ha giocato poco e male, al punto che l'Hellas ha deciso di non riscattarlo nè di riprenderlo a condizioni economicamente vantaggiose. Il resto è storia recente, con un mese di luglio caratterizzato dalla mancata risposta alla convocazione ufficiale, la rinuncia ad una mensilità di stipendio (viceversa sarebbe stato multato) e la diatriba tra Raffaele e una società che, improvvisamente, voleva venisse convocato dimenticando quanto siano importanti gli equilibri di spogliatoio. Alla fine anche lui non è valso i soldi che sono stasi spesi ed è un addio senza alcun rimpianto per i tifosi.
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