Quando si dice che la passione degli sportivi salernitani è un qualcosa da studiare a livello sociologico non si esagera affatto. Nel corso degli anni sono innumerevoli le manifestazioni d'amore da parte di un popolo visceralmente legato alla propria terra e legato a vita alla maglia granata e al cavalluccio sul petto. Ogni ricorrenza, anche religiosa, è occasione irripetibile per rinnovare quest'atto di fede, anche attraverso gesti apparentemente semplicissimi ma ricchi di significati. La scelta di puntare su un ippocampo illuminato tra le Luci d'Artista è emblematica, inutile dire che risulta l'attrattiva più gettonata anche tra quei turisti che non tifano Salernitana ma che non possono restare indifferenti rispetto ad un entusiasmo popolare a dir poco trainante. Ieri l'apoteosi, immagini che hanno fatto il giro sul web e che mettono i brividi. In tantissimi angoli della città e della provincia è partito spontaneo il coro "Puzzo di pesce" intonato da centinaia e centinaia di persone, un tormentone che spopola da mesi e che acuisce il senso d'appartenenza anche in chi si sta progressivamente avvicinando alla prima realtà calcistica cittadina. Per non parlare della meravigliosa iniziativa degli ultras della curva Sud che, con grande sacrificio anche economico, hanno dato appuntamento a bambini e famiglie a Pastena per donare sciarpe della Salernitana in presenza di tre autorevoli esponenti della squadra. Fino a poco tempo fa Gyomber, Fazio e Radovanovic camminavano per strada quasi senza essere riconosciuti dalla folla, oggi invece ricevono l'ideale abbraccio dei più piccoli che versano lacrime di gioia anche solo per un autografo. Se poi aggiungiamo le lunghe code all'esterno degli store ufficiali in concomitanza con le feste possiamo dire che la Salernitana-mania è esplosa definitivamente, al punto che speriamo per davvero che la stragrande maggioranza dei 25000 spettatori già certi di assistere alla gara col Milan siano cuori granata e non occasionali che vogliono applaudire i campioni d'Italia.
Da qui nasce il nostro appello alla società. Senza dubbio la categoria e l'avvento di Iervolino hanno influito positivamente sul riavvicinamento delle nuove generazioni, per nulla attratte da due fallimenti, categorie inferiori, maglie rossoblu e una gestione fredda e distaccata da parte della proprietà precedente. Vincente, sì, ma poco brava ad entrare nel cuore della gente e a toccare le corde dei sentimenti. Ora, però, è necessario battere il ferro finchè è caldo e anteporre la passione del popolo alla legittima volontà di incassare tanto. Passi pure un tariffario così alto per Salernitana-Milan, ma giocando dopo 4 giorni era assolutamente necessario lavorare diversamente in vista della sfida col Torino che, tra le quattro di inizio gennaio, appare la meno complicata. Molti di quei bambini che ieri avevano le lacrime agli occhi per la Salernitana non potranno esserci, i costi sono eccessivi in tempi di crisi economica come questi e le famiglie sono costrette, nella migliore delle ipotesi, a seguire la partita in tv. Il calcio è come un film al cinema o uno spettacolo a teatro, certo, e non c'è nessun medico che ordina la presenza sugli spalti. Ma, come ripete sempre il patron, vedere questo sport come un'azienda uguale alle altre significa trascurare la componente emotiva che è quella che consente al pallone di rotolare ancora nonostante scandali di ogni genere. Si sta perdendo una grossa occasione, nel rispetto degli 8000 abbonati è necessario prevedere iniziative, incentivare i giovani, le associazioni, le scuole calcio, favorire i disoccupati, i nuclei familiari, tutte quelle persone che amano la Salernitana magari quanto e più di chi ha sottoscritto i carnet tra i più cari in Italia la scorsa estate. In un anno è una delle pochissime promesse non mantenute, considerando che in pratica i settori popolari non sono disponibili (uno è sold out in 24 ore l'altro è chiuso da una vita...ahi, ahi Comune di Salerno!) si potrebbe fare qualcosa almeno nei distinti.
Chiudiamo con il mercato. Il fatto che in molti reparti le lacune causate dagli infortuni non siano state colmate e che si sia puntato su una prima scelta tra i pali lascia intendere che, dichiarazioni di circostanza a parte, c'era già la volontà di intervenire in porta. Sepe non ha fatto danni particolari e in qualche partita ha meritato voti anche alti, ma in un anno non ha fatto la differenza come forse era lecito attendersi. Ora, però, ci aspettiamo innesti in tempi rapidi, magari già prima della gara con il Milan. Si sa da un mese che Mazzocchi e Candreva saranno out, stesso discorso per Maggiore, e pensare che si sia dando tanta importanza a trattative per giocatori che c'erano già fa storcere il naso. Da una società così forte e prestigiosa ci aspettiamo qualcosa di diverso, di importante. Ben vengano i colpi in prospettiva, condividiamo anche la scelta di valorizzare al massimo la rosa allestita in estate dalla quale Nicola non sempre ha tirato fuori il massimo, ma occorrono almeno 4 tasselli di livello. Il +10 è un punto di forza, ma anche arma a doppio taglio e prima di programmare un grande futuro è necessario salvarsi nel presente. E Iervolino è troppo intelligente per non saperlo.
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