Ancora poche ore e la Salernitana darà il via alla nuova stagione dinanzi al pubblico dell'Arechi, dal quale i granata si erano congedati poco più di due mesi fa con una rocambolesca quanto emozionante salvezza al fotofinish. Quella che tornerà a calcare l'erbetta del "Principe degli stadi" è tuttavia una squadra molto diversa da quella scesa in campo lo scorso 22 maggio contro l'Udinese. Tanti i volti che hanno lasciato Salerno, mentre altri hanno fatto ritorno tra il tripudio dei tifosi, come Federico Bonazzoli, vero leader del gruppo di Nicola.
Nonostante le rassicurazioni di Morgan De Sanctis ieri in conferenza, la preoccupazione in vista della nuova stagione è palpabile nell'ambiente, e non soltanto da parte del tecnico Nicola. Il ds ha parlato di almeno quattro acquisti, ma potrebbero anche essere pochi, specialmente considerando le lacune in zona mediana, sulle corsie laterali e in difesa, acuite in vista delle prime fare ufficiali dalle tante assenze per infortunio, che priveranno Nicola di giocatori importanti come Lovato, Bradaric, Radovanovic, Jaroszynski e l'ormai separato in casa Mazzocchi. Manca tuttavia ancora un mese dalla conclusione del mercato che entra solo adesso nel vivo, motivo che ha spinto il dirigente abruzzese a predicare calma.
Come ribadito da De Sanctis il progetto inaugurato dal patron Iervolino è a medio-lungo termine ed è particolarmente ambizioso. La Salernitana ha tutta l'intenzione di diventare un'importante fucina di giovani talenti e un punto di riferimento nazionale e non solo in campo di scouting. Il modello seguito dai dirigenti granata, come ribadito in conferenza dal ds, sono modelli virtuosi come Atalanta e Villareal, diventate nel corso degli anni delle realtà consolidate nel panorama europeo. Tuttavia, chi ha seguito l'ascesa di questi due club, sa bene che non si è trattato di un exploit improvviso, quanto di un lungo lavoro e di un percorso di crescita societaria che non è stato privo di difficoltà. Insomma, i grattacieli non si costruiscono nell'arco di una notte. Occorre dunque prendere consapevolezza di essere solo all'inizio di un cammino e che non mancheranno le asperità, da affrontare però tutti insieme con una grande unità d'intenti. E', quindi, assolutamente bandito ogni processo sommario preventivo verso chi sta lavorando per il bene di una società gloriosa come la Salernitana.
E' del tutto normale e comprensibile, tuttavia, qualche malumore, dopotutto il compito dei dirigenti è avere un orizzonte visivo ben più lontano di quello di noi tifosi, che siamo indiscutibilmente concentrati sul presente. Se da un lato è giusto riporre la massima fiducia nel progetto Iervolino è altrettanto vero che c'è una salvezza da raggiungere e il campionato si preannuncia più complesso che mai, motivo per cui occorre allestire una rosa competitiva fin da subito.
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