Nei momenti importanti e delicati che nell'arco di una stagione possono presentarsi è importante che si senta la voce del padrone, e, ancora meglio, che se ne avverta la presenza. Il Danilo Iervolino patron munifico e generoso delle prime due stagioni a Salerno negli ultimi tempi sembrava aver lasciato il posto ad un timoniere distaccato, meno presente in termini di dichiarazioni e meno prodigo nell'allentare i cordoni della borsa. La verità sta sempre nel mezzo e il giusto equilibrio va ricercato prima di lasciarsi andare a giudizi affrettati o troppo netti in una direzione o in un'altra. L'imprenditore di Palma Campania, forse proprio comprendendo il momento, è tornato ad esprimersi ai microfoni di Radio Bussola, regalando spunti interessanti su cui varrebbe la pena soffermarsi. Dalle parole di Iervolino trasparirebbe già un elemento di rilievo e riguarderebbe proprio il giudizio sulla rosa della Salernitana, da lui ritenuta più forte di quella dello scorso anno, sebbene le partenze di Piatek e Vilhena siano pesanti e difficili da rimpiazzare. È. evidente come il presidente granata voglia togliere qualsiasi alibi ai giocatori ma anche e soprattutto alla guida tecnica, dal quale si disallineerebbe, pur elogiandolo come top player della panchina ed esaltandolo come l'uomo ideale per fare crescere i giovani ed i nuovi innesti in generale. Sulla vicenda Dia, invece, è importante la sottolineatura del patron riguardo un suo imminente intervento diretto per risolvere un episodio che lui sminuisce e ritiene comprensibile. Un intervento giusto che abbina ad un atteggiamento di comprensione e vicinanza a Dia anche una sacrosanta multa, pari al 15% del prossimo suo stipendio. In questo frangente sembrerebbe chiara la percezione di Iervolino che la situazione sia delicata e meritevole della massima attenzione, al punto da doversi attivare in prima persona non lasciando solo il ds De Sanctis a sbrogliare l'intricata matassa. Da rimarcare, però, anche un paio di frecciatine e tiratine di orecchie che il massimo dirigente, velatamente ma non troppo, riserverebbe alla stampa e a parte dell'ambiente, tifoseria inclusa. Iervolino chiede a gran voce equilibrio e moderazione nei giudizi ma anche e soprattutto nelle aspettative, che, se eccessive, andrebbero a generare forti pressioni deleterie per il cammino della Salernitana. Il teorema di Iervolino è semplice nella sua visione e riferisce di eccessive attese generate dalla stampa, nazionale e locale, per le quali la tifoseria si lascerebbe trasportare attendendosi rinforzi di spessore mai promessi o fuori dalla portata del club campano. Parole che trovano il loro naturale sbocco nella giusta e comprensibile richiesta di unione e compattezza, affinché tutte le componenti possano remare nella stessa direzione per il bene del cavalluccio marino da lui guidato. Appello accorato quanto sacrosanto su cui ci sentiamo di condividere in toto, anzi che da queste colonne è stato finanche invocato quanto auspicato. Va, però, detto che fino ad un recente passato è stato proprio il patron napoletano a lasciarsi andare a dichiarazioni forti e tali da infiammare una platea passionale qual è la piazza salernitana, nonché musica per le orecchie dei giornalisti. Nomi altisonanti ed obiettivi ambiziosi e seducenti sono stati oggetto di dichiarazioni in pompa magna di un presidente appassionato e generoso, oltre che innamorato vero della sua creatura. Lo stesso presidente che, magari, acquisendo esperienza nel mondo del calcio e meglio razionalizzando costi ed oneri della tenuta di una società professionistica ha ritenuto di abbassare i toni e soprattutto di virare su una gestione più oculata e lungimirante. La stoccata a una parte dell'ambiente che necessita di crescere e maturare per un campionato di serie A e il rivendicare spese fatte e i cartellini di proprietà può essere comprensibile nell'ottica di rasserenare una fetta di ambiente molto caloroso quanto a volte pretenzioso, a patto, però, di non spostare le responsabilità tutte all'esterno ed assolversi per qualsiasi gestione non ottimale a livello di comunicazione interna ed esterna di propri tesserati. La stampa non si è limitata ad altro che a riportare quanto i vari protagonisti più volte hanno dichiarato ed il rappresentare fedelmente la realtà non può essere fonte di addebiti. La stessa tifoseria ha fatto passi da gigante in termini di maturità, assicurando alla Salernitana sostegno incondizionato e non legato ai risultati o all'ingaggio di questo o di quei calciatore, non facendo pressioni ma limitandosi a sognare legittimamente colpi di mercato per la propria squadra del cuore. Il patron granata rimarca, poi, come la campagna acquisti sia stata soddisfacente e come si sia lavorato per costruire una squadra competitiva nel presente per la salvezza ma soprattutto in grado di crescere e migliorare nel tempo coniugando risultati sportivi e sostenibilità economica. Da come la campagna acquisti è stata condotta si potrebbe ipotizzare, tuttavia, che la Salernitana avesse un piano di potenziamento tecnico legato ad una possibile cessione di Dia ad una cifra ben più elevata di quella spesa per il suo riscatto, offerta però mai arrivata a via Allende. Incamerare una cifra intorno ai 30-35 milioni di euro per il suo bomber avrebbe potuto assecondare le comprensibili ambizioni di carriera del senegalese ma soprattutto iniettare denaro fresco da reinvestire sul mercato. Così le cose non sarebbero andate e la strategia sarebbe dovuta virare su una sorta di piano B basato sulla riconferma del blocco dello scorso anno, arricchito di giovani prospetti e scommesse varie. Al di là delle possibili ipotesi e ricostruzioni quel che più conta, e che auspichiamo, è rivedere uno Iervolino più coinvolto e presente, vicino alla squadra e allo staff tecnico-dirigenziale, per tornare a marciare decisi verso la salvezza e per la crescita ulteriore del club. Quest'ultimo intervento potrebbe interpretarsi come benaugurante in tal senso, dal momento che Il presidente resta sempre la risorsa numero uno della Salernitana e la migliore garanzia di un futuro radioso, al di là di qualsiasi contingenza e momentanea tensione, in nome di una leadership chiara e che nessuno discute, dalla squadra alla stampa e dallo staff tecnico-dirigenziale alla tifoseria.
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