La vittoria ottenuta dalla Salernitana questo pomeriggio a Verona è la fotografia perfetta dello stile del nuovo allenatore. Dimenticatevi i passaggi infiniti a metà campo o nella propria area di rigore, quel tiki taka fine a sè stesso buono più per le statistiche che per la classifica o lo scarso coinvolgimento di tutti gli elementi del gruppo. Castori non sarà Mourinho o Guardiola, andrà giudicato per i risultati a lungo termine e non dopo due giornate, ma rappresenta una garanzia ed è riuscito a trasmettere mentalità e identità alla sua squadra pur in una situazione di emergenza e con un ritiro praticamente quasi senza titolari. C'è molto del mister nel blitz del Bentegodi, frutto di carattere (è la seconda rimonta consecutiva, tra l'altro contro una delle più accreditate per il grande salto attraverso gli spareggi) e di una gestione corretta e puntuale. Dopo il 2-1 non si è badato affatto all'estetica: sei difensori in campo, palloni spazzati in tribuna senza pensarci su due volte, Aya e Gyomber che hanno giganteggiato e un Chievo che, palo a parte, in 90 minuti non ha mai tirato in porta. Non ci fosse stato il gentile omaggio di Belec (che continua a non convincere, ma siamo solo all'inizio e rimpiangere Micai è un errore) i clivensi avrebbero chiuso la gara con cross, possesso palla ma indice di pericolosità prossimo allo zero.

Chiariamo però subito un concetto, felicissimi per la vittoria ma obbligati a gettare acqua sul fuoco: questo successo, frutto di un bel secondo tempo e di uno spirito combattivo che può fare la differenza, non deve assolutamente modificare giudizi, scenari e obiettivi di mercato. La Salernitana, per provare a mantenere la promessa fatta e già disattesa dalla società l'anno scorso, deve intervenire in modo concreto nelle prossime 48 ore.Occorrerebbero un grande centrocampista (se perdi Akpro e tratti Calò e Palmiero non puoi "accontentarti" di Schiavone) e un esterno sinistro di livello. Solo con questi acquisti si potrà dare valore al lavoro di Castori, viceversa si perderà occasione per lanciare un segnale alla tifoseria. Ad oggi, sulla carta, ci sono 6-7 squadre superiori alla Salernitana, senza dimenticare che le neopromosse hanno allestito rose di livello e che ci sono giocatori come Lombardi e Cicerelli assolutamente fantastici per la categoria, ma che spesso si imbattono in problemi muscolari. Va detto, però, che pur eliminando Migliorini, Micai e Giannetti la lista over è piena e, dei 18 componenti, tutti sono certi di una riconferma. Tradotto: il mercato over in entrata è da considerarsi chiuso. 

Chiudiamo con le polemiche del Chievo per l'arbitraggio. Effettivamente Lopez poteva essere espulso per una gomitata rifilata a Garritano e ci poteva stare nel finale il rigore per il fallo assolutamente inutile di Casasola (tra i peggiori) su Obi. Lo sfogo di Campedelli va giustificato soltanto perchè a caldo, viceversa sarebbe preoccupante se il patron pensasse davvero quello che ha detto. L'anno scorso la sua squadra ha conquistato 4 punti contro la Salernitana (poi decisivi per la qualificazione playoff) grazie alle giacchette nere. All'andata un fallo di mano di Meggiorini incredibilmente non sanzionato, a ritorno un penalty inesistente che spianò la strada verso il successo. La ruota gira sempre. Nel calcio come nella vita. Se oggi la Salernitana ha vinto non deve ringraziare nessuno se non la sua caparbietà e la sua grandissima compattezza. E se poi la fortuna inizierà a restituire quanto tolto in questi anni sarà soltanto il minimo sindacale. 

Sezione: Editoriale / Data: Sab 03 ottobre 2020 alle 23:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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