L'arrivo a Salerno con un bagaglio carico d'entusiasmo, l'infortunio proprio prima dell'esordio in campionato, il rientro e tre mesi da autentico fuoriclasse che hanno consentito alla Salernitana di fare un grande passo in avanti in classifica prima della serataccia di Verona. Vederlo uscire dal Bentegodi in sedia a rotelle e con le lacrime agli occhi è stato un autentico pugno nello stomaco per una tifoseria che ha imparato ad apprezzarlo non solo per le sue straordinarie doti tecniche (ma che ci fa questo ragazzo in serie B?), ma anche per l'impegno e l'attaccamento alla maglia. La redazione di TuttoSalernitana ha avuto il piacere di chiacchierare telefonicamente con Cristiano Lombardi che, a Viterbo, sta proseguendo il programma di lavoro personalizzato candidandosi per tornare immediatamente in campo qualora il campionato ripartisse. "Perchè l'infortunio è alle spalle, un brutto ricordo che appartiene al passato" come ha assicurato con la consueta carica agonistica.
Però inevitabilmente dobbiamo parlare prima di questo Coronavirus che sta flagellando l'Italia...
"Indubbiamente col passare dei giorni aumenta la preoccupazione, le notizie che arrivano non sono buone e abbiamo lanciato anche il nostro personale appello affinché tutti restino a casa. Il clima di incertezza è spaventoso, non si può programmare assolutamente nulla e sembra anche inutile e fuori luogo parlare di calcio".
Un atleta reduce da un infortunio, però, è ancora più penalizzato...
"Lavorare non è semplice, chiaramente. La Salernitana ha fornito a tutti quanti noi un programma personalizzato, se sei fortunato e hai una casa che te lo permette puoi fare qualcosina in più. Ma se prima dell'eventuale ripresa non si farà una sorta di ritiro-bis è palese che andremo incontro a numerose difficoltà".
Mentre muoiono tante persone c'è chi, per interessi personali, spinge per l'annullamento del campionato. Cosa accadrà secondo lei?
"In un momento così complicato e drammatico è assurdo parlare ed esporsi. C'è chi non vuole portare a termine i campionati, chi si esprime in modo diametralmente opposto. Se volessi ragionare esclusivamente in ambito sportivo dico che spero che la stagione possa riprendere affinché i nostri sacrifici non vengano invalidati da un qualcosa di imprevedibile. Non esisterà una soluzione che possa accontentare tutti, ma vanno rispettate le posizioni di classifica maturate sul terreno di gioco. La Salernitana ha fatto un buon campionato e mi dispiacerebbe tantissimo se dilapidassero tutto. Anche perchè credo fortemente che potremmo fare grandi cose con la rosa al completo".
C'è chi spinge per un taglio degli stipendi, lei cosa ne pensa a riguardo?
"Si parla di proposte obiettivamente drastiche. Se individuano una soluzione giusta che tenga conto dei guadagni di ciascuno e non risulti troppo penalizzante è chiaro che tutti sono chiamati a dare una mano e fare qualche sacrificio. Sarebbe eccessivo, però, se prolungassero automaticamente i nostri contratti, ci facessero giocare per tutta l'estate e ci tagliassero anche gli stipendi. Serve una logica per tutto, anche nelle situazioni di totale emergenza. Un gesto forte deve essere finalizzato a qualcosa, vorrei far presente che non tutti gli atleti percepiscono grosse somme e ci sono spese da ottemperare nei tempi stabiliti".
Infatti molte persone, in modo superficiale, parlano dei guadagni dei calciatori e vi indicano come categoria privilegiata. In realtà, anche voi, fate investimenti proporzionati ai guadagni stabiliti da contratto e siete penalizzati da questa crisi senza precedenti...
"Sono d'accordo con te. Molti di noi fanno degli investimenti e certamente fitti, mutui e quant'altro vanno pagati nei tempi prefissati. Nessuno poteva immaginare questa situazione così complicata, ogni categoria lavorativa ha e avrà dei problemi e non è corretto generalizzare in questo modo. Ripeto quanto detto prima: un sacrificio economico fatto con criterio sarà ben accetto se comporterà degli effettivi vantaggi al sistema. Viceversa bisogna fare ragionamenti diversi".
Veniamo alla sua esperienza a Salerno. Il suo nome circolava da sempre, oggi finalmente i tifosi possono ammirare le sue prestazioni...
"Devo essere onesto: quando il presidente mi ha prospettato la possibilità di vestire la maglia granata ho chiesto qualche giorno per pensarci. Alcuni miei colleghi e amici che in passato avevano fatto lo stesso percorso mi avevano confidato che la piazza non era stata tenerissima. Non è certo un mistero che chi viene dalla Lazio venga visto con un pizzico di scetticismo. Oggi, però, mi sento un calciatore e un uomo fortunato. A Salerno si sta da Dio, la città è bellissima, la tifoseria è meravigliosa, la squadra gioca bene e ha potenzialità importanti. Sono veramente innamorato della curva e di uno stadio che fa la differenza molto più di quanto potreste immaginare voi dall'esterno".
Peccato che, nonostante i vostri sforzi e la classifica, l'Arechi pieno lo abbiate visto poco e niente...
"Col Benevento c'erano 18mila persone, ma non ero a disposizione. Faccio l'esempio della gara col Cosenza, la prima del girone di ritorno. La curva era gremita, andammo in svantaggio e continuavano incessantemente a cantare. Una spinta fondamentale, per me che sono emotivo è determinante scendere in campo in un ambiente caldo e trascinante. Se si dovesse riprendere mi auguro di cuore che la Sud sia sempre piena e che anche gli altri settori possano gremirsi. E' per il bene della Salernitana: l'Arechi non fa la differenza...di più!".
Infortunio di Verona. C'è chi ha puntato il dito sul mister e sullo staff medico per averla "spremuta", chi addirittura ha pianto vedendola abbandonare lo stadio in sedia a rotelle. Che ricordi ha?
"Anzitutto posso dire che nessuno ha avuto alcun tipo di responsabilità. Anzi, avevo dato addirittura la disponibilità per scendere in campo da titolare. Ho rivisto le immagini, sono caduto proprio male. Sono stati momenti difficili, proprio mentre mi stavo divertendo e stavo conquistando la gente sono stato costretto a fermarmi per un brutto infortunio. La cosa certa è che tutto è stato messo alle spalle, oggi sto bene. Se si dovesse riprendere sarei subito a disposizione".
La squadra crede nel salto di categoria? Al completo avete messo sotto anche la corazzata Benevento e l'organico granata non è inferiore a quello giallorosso...
"Sono d'accordo, quando la rosa era al completo abbiamo messo in difficoltà chiunque e ci siamo tolti belle soddisfazioni. Proprio a Benevento abbiamo disputato una grande gara, non ti metti stabilmente in zona playoff per caso. Vogliamo essere assolutamente protagonisti negli spareggi e regalare un sogno alla città. Noi ci crediamo".
Cosa si sente di dire a chi teme che un calciatore che arriva a Salerno tramite Lazio non dia il massimo perchè sa che il futuro sarà a tinte biancocelesti piuttosto che granata?
"Secondo me è un ragionamento che non ha logica, io la penso in modo completamente diverso. Se davvero vuoi arrivare a grandi livelli e indossare la maglia della Lazio non puoi non dare l'anima in un'altra squadra. Un anno o due a Salerno da protagonista ti regala emozioni importanti e ti consente di crescere, nessuno di noi tirerebbe mai indietro la gamba volutamente pensando che a giugno saremo altrove. In campo si dà sempre tutto per la Salernitana, mi fa piacere che la gente abbia apprezzato il mio impegno e mi voglia bene".
Per uno strano scherzo del destino Lombardi è passato alla Salernitana dopo che i granata sancirono la retrocessione del "suo" Venezia. Cosa ricorda di quei giorni così convulsi?
"La retrocessione del Venezia è stata scritta da chi ci aveva detto di andare in vacanza e poi ci impose di fare due partite in pochissimi giorni in un contesto surreale. Non voglio dire sia stata una farsa, ma non è stato un modo leale per chiudere il campionato. Ci avevano assicurato che eravamo salvi e non ci allenavamo più, poi hanno stravolto tutto e non eravamo totalmente pronti per affrontare la Salernitana. Non è stata una pagina felice per il calcio italiano".
La domanda che tutti vorrebbero farle l'abbiamo conservata per il finale. Lombardi resterà alla Salernitana a prescindere dall'esito di questa stagione o si sente pronto per il grande salto?
"Anzitutto spero di finire la stagione con la Salernitana, anche questo potrebbe incidere sulle scelte future da parte di ognuno di noi. Vedremo cosa accadrà, non ho nessun tipo di preclusione per una città in cui mi trovo da Dio e che mi sta dando tanto. Credetemi, sono fortemente convinto che alla ripresa potremmo essere protagonisti".
Proviamo a sintetizzare: con la Salernitana in serie A lei resterebbe certamente a Salerno, viceversa ci sarebbero comunque delle possibilità...
"Esatto. Se dovessimo andare in A, come spero, avrei la possibilità di tornare nel grande palcoscenico dalla porta principale e con la maglia granata. Viceversa ci sarebbero tanti tipi di valutazioni da fare con il presidente, anche di natura contrattuale. Nessuna preclusione per Salerno, ve lo posso assicurare".
Chi è Cristiano Lombardi fuori dal terreno di gioco?"Un ragazzo semplicissimo, che crede ancora nel valore della famiglia. In questi giorni difficili sono a VIterbo, ero già tornato a casa per curarmi prima che venisse il finimondo per il Coronavirus. Cerco di trascorrere quanto più tempo possibile con i miei cari e con gli amici, il nostro lavoro ci permette di goderci le cose belle della vita ed è giusto che sia così".
Allora ci rivediamo in campo, con Lombardi titolare che esulta sotto la curva...
"E' il desiderio di tutti. Sento spesso i compagni di squadra tramite telefono, vi posso dire che ci sentiamo carichi e vorremmo toglierci una grande soddisfazione. L'appello è alla gente: siete fondamentali, se aprissero gli stadi vi aspettiamo tutti sugli spalti per gridare forza Salernitana".
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