Storico giornalista di Canale21 e noto opinionista televisivo, il collega Giuseppe Iannicelli ha analizzato a 360° il 2022 vissuto dalla Salernitana partendo dall'avvento del presidente Danilo Iervolino e proiettandosi al prossimo mercato di gennaio durante il quale i granata dovranno intervenire concretamente per blindare definitivamente la salvezza. La redazione di Tuttomercatoweb lo ha contattato telefonicamente per un'intervista, ecco le sue dichiarazioni:
L'arrivo di Iervolino, una salvezza incredibile, un +10 sulla terzultima e Nicola a rischio esonero dopo Monza. Come possiamo definire questo 2022 della Salernitana?
"Miracoloso è sicuramente il termine giusto per descrivere quanto accaduto in questo 2022 così intenso. Oggettivamente pochissimi avrebbero immaginato che la Salernitana potesse conseguire la salvezza, alla stragrande maggioranza dei tifosi stava già bene aver cambiato proprietà dopo le vicissitudini note della passata stagione. Alla fine ritengo che i granata disputino con pieno merito il campionato di massima serie al termine di una rincorsa entusiasmante. Soffermandomi, invece, sulla seconda parte del 2022 posso dire che il +10 sulla zona retrocessione è un risultato lusinghiero che, tuttavia, non nasconde le divergenze tra le varie anime che compongono la società. Gli attriti tra ds e staff tecnico sono evidenti".
Il comunicato stampa emesso dieci giorni fa certifica che Nicola sia stato a rischio esonero, giusto ripartire da lui?
"Domanda complessa e la risposta è altrettanto complessa. Mandar via un allenatore che ha 10 punti di vantaggio sulla terzultima può apparire una follia, ma se la società ha investito 40 milioni di euro e ritiene che l'organico non sia valorizzato a dovere è legittimo fare delle valutazioni. Una bandiera come Breda, storia della Salernitana, ha sottolineato quanto sia importante ritrovare unità d'intenti altrimenti si può dilapidare un vantaggio cospicuo. In serie A non puoi permetterti alcun tipo di rilassamento e le diatribe interne possono ledere alla squadra. Le situazioni vanno comprese e interpretate andando oltre comunicati spesso di facciata".
Che mercato dobbiamo aspettarci e di chi è la responsabilità se, su 11 volti nuovi, hanno fatto la differenza in pochi?
"Anzitutto bisognerà sfoltire l'organico, la precedente gestione ha lasciato in eredità un gruppo di calciatori che non è ritenuto all'altezza e che da mesi non rientra nei piani tecnici. Stesso discorso per alcuni elementi portati a Salerno da Sabatini, quel famoso Instant Team allestito in fretta e furia per tentare una scalata storica. Detto ciò, non dobbiamo dimenticare che la prima fase del mercato estivo è stata contraddistinta da una serie di rifiuti e alcuni dei volti nuovi non hanno affatto convinto. Certo, qualcuno è stato condizionato da qualche infortunio e Nicola cambia spesso atteggiamento tattico sconcertando qualche giocatore. Le variabili vanno considerate, la responsabilità va equamente divisa tra allenatore e direttore sportivo che non sono in sintonia. Altri acquisti li ha perfezionati direttamente il presidente Iervolino che è intervenuto a gamba tesa con autorevolezza, come accaduto con Mazzocchi che sembrava ad un passo dall'addio".
La società parla di zona sinistra della classifica, Nicola e De Sanctis frenano e gettano acqua sul fuoco. La divergenza sugli obiettivi può destabilizzare la squadra?
"E' evidente che a Iervolino la salvezza non basti, la sua storia imprenditoriale lo conferma. Certo può alimentare confusione sbandierare obiettivi differenti tra le varie componenti, ma chi sposa il progetto Salernitana deve sapere che c'è un imprenditore che non accetta ruoli secondari ma che vuole essere protagonisti. La Pegaso è diventata la principale Università telematica del nostro Paese, nell'editoria ha acquisito testate storiche e nel calcio vuole distinguersi nel miglior modo possibile. Per sederti al tavolo dei grandi devi rappresentare un club che viaggia nelle alte sfere della serie A, Iervolino vuole una Salernitana sul modello dell'Atalanta".
Quanto ha pesato il fattore Arechi?
"In relazione al numero di abitanti si può dire che Salerno primeggia per davvero per presenze in casa e in trasferta. Il fattore pubblico incide. I paragoni con l'anno della A targato Rossi-Oddo non reggono, dal 1998 ad oggi è cambiato il mondo e la concorrenza televisiva pesa. Il dato sugli spettatori, in rapporto alla popolazione, è enorme. 20000 è il punto di partenza, quando ci sono i big match e le gare decisive c'è il sold out e lo stadio spinge trasmettendo entusiasmo e appartenenza. Il calcolo matematico è semplice e fa riflettere: su 150000 persone residenti, il 20% della popolazione popola lo stadio e c'è una provincia che dà una grande mano. Anche Sabatini ha riconosciuto le potenzialità della piazza".
Dall'1-3 prestigioso a Roma a un finale di 2022 pessimo. Come si spiega?
"Iervolino si infuria per questo. A Monza la Salernitana non è scesa in campo, una prestazione inaccettabile. Il salto di qualità definitivo avverrà quando non ci saranno questi risultati altalenanti, talvolta davvero clamorosi".
Dove interverrebbe nella finestra invernale del mercato e quali sono i rischi?
"Ci vuole anzitutto chiarezza. Chi lo fa il mercato? L'allenatore dovrà dare delle indicazioni, ma c'è fiducia in Nicola? Saranno seguite le sue direttive? C'è un grosso punto interrogativo di fondo che fa suonare un campanello d'allarme. Occorre un centrocampista di qualità che sia un punto di riferimento, con l'infortunio di Mazzocchi manca un esterno di livello. In attacco i calciatori ci sono, ma vengono penalizzati dalla qualità del gioco. Djuric sopperiva alle lacune tecnico-tattiche, non c'era l'obbligo di partire dal basso. Oggi la Salernitana soffre la sua assenza, il suo ritorno o l'arrivo di un centravanti con le medesime caratteristiche potrebbe essere utilissimo".
E poi ci sarà un Mazzocchi in meno per diverse settimane...
"Dispiace che l'infortunio sia avvenuto alla vigilia di un'amichevole inutile. Oltre al danno la beffa. Andrà valutata bene la durata dello stop, Mazzocchi è imprescindibile nell'economia del gioco granata. Non a caso è stato premiato da Mancini".
Facciamo le carte al campionato...
"Il Napoli è la super favorita per lo scudetto. In apertura di stagione lo avevo già pronosticato, ero certo che i nuovi innesti avrebbero oscurato coloro che sono andati via. Le antagoniste possono essere le due squadre milanesi, con un occhio al ritorno della Juventus. Ma gli azzurri hanno già accumulato un grosso vantaggio. Le due romane al massimo potranno puntare all'Europa League al pari dell'Atalanta, la Fiorentina è troppo indietro. In zona retrocessione vedo compromessa la situazione della Sampdoria soprattutto a causa di problemi societari. Il Verona ha venduto tanto in estate, c'è un presidente estroso e non escludo una campagna acquisti faraonica per tornare in careggiata ma ci sono poche chance. Mi piace molto, invece, la Cremonese. Con un attaccante consistente può recuperare posizioni a scapito di una squadra come lo Spezia che, secondo me, rischia di essere trascinato nella bagarre al pari di Monza e Lecce. La Salernitana chiuderà come prima nella zona destra della classifica. E non sarebbe male dopo una salvezza acciuffata per i capelli".
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