Non è solo la sconfitta di Siracusa a preoccupare, ma il modo in cui è maturata. La Salernitana incassa l’ennesimo approccio shock alla partita, un copione che ormai si ripete con inquietante regolarità (col Foggia solo il fuorigioco aveva evitato di andare ancora sotto nel punteggio) e che, stavolta, non ha nemmeno trovato una vera reazione nel corso dei novanta minuti.

Il gol subito dopo appena due minuti ha indirizzato subito la gara, mettendo in evidenza una squadra fragile, disattenta e poco pronta mentalmente. Un problema che non può più essere liquidato come episodio, ma che assume i contorni di un limite strutturale (11 volte su 20 i granata hanno subito il primo gol dell'incontro e in sette di queste volte il gol è arrivato nei primi dieci minuti).

Anche dopo il raddoppio del Siracusa, i granata non hanno mai dato la sensazione di poter davvero rimettere in piedi il match. Il gol di Achik, splendido dal punto di vista tecnico, è rimasto un lampo isolato, più frutto dell’iniziativa individuale che di una manovra corale. Nella ripresa, nonostante qualche occasione, è mancata quella spinta emotiva e caratteriale che in altre occasioni aveva almeno mascherato le difficoltà. Preoccupa soprattutto l’assenza di una risposta di squadra, nessuna pressione costante, poca cattiveria agonistica, difesa vulnerabile e un attacco che fatica a incidere nei momenti chiave. In una fase della stagione decisiva, la Salernitana sembra aver smarrito certezze e identità. E quando l’approccio è sbagliato e la reazione non arriva, il rischio è che il problema non sia più solo tattico, ma profondamente mentale.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 05 gennaio 2026 alle 17:00
Autore: Lorenzo Portanova
vedi letture
Lorenzo Portanova
autore
Lorenzo Portanova
Caporedattore dal 2023
Print