Al netto del -8 in classifica, la Salernitana domani dovrà scendere in campo motivata al massimo e desiderosa di non trascinarsi senza obiettivi fino agli spareggi di maggio. Lo deve ai 500 che saranno allo stadio, alle decine di migliaia che seguiranno la gara a distanza, a chi si sta allontanando a causa dei tanti errori commessi dalla società dal 2022 a oggi. C’è un altro motivo che dovrebbe spingere i calciatori a tirar fuori qualcosa in più: quanto accaduto nella gara d’andata.

Ottima prova per 70 minuti, doppio vantaggio meritato, sesta vittoria di fila all’orizzonte e poi una serie di torti arbitrali da parte del signor Toma Mbei che indispettì il pubblico di casa e i giocatori granata. Passi pure per l’espulsione di Capomaggio (ma quanto fu severo il primo giallo!), ma il rigore concesso ai pugliesi fu un qualcosa di incredibile. Nemmeno rivedere le immagini al monitor dopo le sacrosante proteste dei padroni di casa spinse il direttore di gara a tornare sui propri passi: 2-2, Salernitana ancora più nervosa e beffa finale nel segno di Frascatore per quella che era – e resta -  l’unica sconfitta casalinga, con annessa beffa rappresentata dalle due giornate di squalifica per Inglese per proteste nel tunnel degli spogliatoi.

Del resto la Salernitana, quest’anno, al netto di fantasiose ricostruzioni soprattutto su sponda catanese ha tanto da recriminare con la classe arbitrale. Dal rigore non fischiato a Monopoli a quello generosissimo al 94’ a favore del Sorrento passando per il gol annullato a Siracusa sull’1-0 per un pallone mai uscito dal campo, i due penalty non concessi nel derby con la Cavese, il mancato rosso a Caporale per fallo su Ferrari (chiara occasione da gol) e la punizione dalla quale nacque l’1-0 del Catania che, invece, era a favore degli ospiti. Un bell’elenco corposo, con la folle serata del 24 settembre in testa alla galleria degli horror.

Sezione: Pillole di Storia / Data: Gio 05 febbraio 2026 alle 22:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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