Primo posto gratificante per una Salernitana che, al netto di ogni facile considerazione, merita di occupare quella posizione per la buona partenza in cadetteria. E' chiaro che dopo otto giornate di campionato, solo un terzo della lunga stagione che ci attende  l'aggancio in vetta con l'Empoli rappresenta poco o nulla ma lo spirito battagliero e la forza di questa squadra sono li a testimoniare che se si parte con il piede giusto nessun traguardo potrà essere precluso.

La frase fatta 'viviamo alla giornata' stucchevole e ormai obsoleta che si sente dire ci proietta in una dimensione che, onestamente, prevedevamo all'inizio di questa stagione. Nessun volo pindarico, per carità, ma quando dopo sei anni di serie B la società con innesti mirati in formazione e soprattutto con l'arrivo di un tecnico come Fabrizio Castori fa chiaramente intendere che si potrebbe puntare anche al traguardo 'grosso', be' allora dobbiamo fidarci e soprattutto attenderci un torneo di prima fascia.

Certo qualcuno dirà che anche nei precedenti campionati, in questo mese di novembre, la squadra granata non aveva fatto mai la parte della comparsa. Tutt'altro. Era partita bene, si trovava alle spalle delle prime e soprattutto aspirava a torneo di primo piano salvo, poi, a naufragare nel girone di ritorno. Tutto ciò è vero ma si sa bene che nel gioco del calcio la parola finale passa sempre al terreno di gioco. Evidentemente i passi falsi, le brutte prestazioni non si possono prevedere ma siamo convinti che quest'anno le soddisfazioni saranno davvero tante.

Nel frattempo consoliamoci con questo primo posto che arriva dopo ben 23 anni. Era dal lontano 1997 che la Salernitana non arrivava ad agguantare quel primo posto che, oggi come oggi, gratifica tutto l'ambiente, mette a tacere i soliti 'gufi' che proprio non ci stanno a vedere la Salernitana lassù in vetta e ci proietta verso altri traguardi. Ambiziosi o no? Lo scopriremo nel corso di questi prossimi mesi e come si dice in gergo: se son rose fioriranno...

Sezione: Editoriale / Data: Mer 25 novembre 2020 alle 18:09
Autore: Enzo Sica
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