"Basta poco, che ce vò?" recitava un vecchio spot pubblicitario. E in effetti Paulo Sousa, cui approccio è stato ottimo, non s'è dovuto inventare granché per trasformare una squadra totalmente allo sbando, in confusione, senza idee e senza identità in un gruppo che finalmente sta onorando la maglia granata. Candreva esterno basso di destra, attaccanti che si abbassavano nella propria metà campo per toccare qualche pallone, zero cross dalle fasce, Kastanos incomprensibilmente bocciato al pari di altri calciatori mai presi in considerazione, Sambia out per diversi mesi esclusivamente per scelta tecnica. Quante ce ne ha fatte vedere il signor Nicola quest'anno, salvo poi ascoltare in conferenza stampa ricostruzioni del tutto personali che cozzavano con la realtà dei fatti. Ora c'è Sousa e può essere una fortuna per la Salernitana. Il 3-0 sul Monza e il buon primo tempo di sette giorni fa con la Lazio è frutto di strategie innovative, di una mentalità nuova e della capacità di coinvolgere tutti e di far sentire ciascun atleta parte integrante della squadra. E Kastanos è meraviglioso emblema dei granata. L'anno scorso, col gol a Verona e il rigore procurato nello scontro diretto contro il Cagliari, è stato determinante per la conquista della salvezza. In estate è stato acquistato a titolo definitivo ma Nicola lo ha preso pochissimo in considerazione, talvolta schierandolo a risultato ampiamente compromesso o fuori ruolo. Oggi, invece, riceve gli elogi in conferenza di Sousa, segna un gran gol, conquista falli e fa la differenza.
Spezziamo una lancia anche a favore di Piatek, impreciso sotto porta ma generosissimo e pienamente dentro le azioni delle reti granata, senza dimenticare l'espulsione procurata e due salvataggi quasi da difensore aggiunto sulle palle inattive a sfavore. Ora, ovviamente, niente cali di tensione nè voli pindarici. In attesa che giochi il Verona c'è un vantaggio che torna ad essere rassicurante e domenica si affronteranno Spezia e Verona. Tradotto: una delle due, se non entrambe, perderanno terreno se la Salernitana vincesse a Marassi. La Samp, encomiabile per atteggiamento e professionalità, perdendo domani a Roma sarebbe ormai con un piede e mezzo in B e non vince in casa dal 22 maggio. Per andare a San Siro sette giorni dopo con serenità occorrerà il colpaccio, quello che farebbe svoltare la stagione. Chiosa dedicata al Monza e alle parole di Palladino che, a nostro avviso, è ingeneroso se parla di una Salernitana "brava a sfruttare le ripartenze". In verità abbiamo visto i granata fraseggiare, arrivare al tiro con un giro-palla efficace e mettere sotto un avversario che, preso nome per nome, non è affatto superiore ad una Salernitana che, da oggi, aggiunge al motore anche Mazzocchi. Al completo i "nostri" sono più forti di tutte le squadre della zona destra.
Autore: Luca Esposito / Twitter: @lucesp75
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