ESCLUSIVA TS- Schillaci: "Ricordo con stima il pubblico granata. Presupposti per riaprire gli stadi"

05.06.2020 13:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
ESCLUSIVA TS- Schillaci: "Ricordo con stima il pubblico granata. Presupposti per riaprire gli stadi"

"Siamo a cospetto di una epidemia, nessuno poteva aspettarsi una situazione del genere. Facile proporre soluzioni dall'esterno, ma vorrei ricordare a tutti che ormai il campionato sembrava finito e invece si sta finalmente ripartendo. I calciatori non devono dimenticare che non è colpa nè della Federazione, nè del Governo se hanno dovuto stravolgere le proprie abitudini, il vero dramma lo vivono ristoratori o negozianti che hanno abbassato la saracinesca e non la alzeranno più. Con un piccolo sacrificio e rispettando le regole vedrete che potremo concludere la stagione, poco importa se non ci si potrà abbracciare. Il dramma post Covid non toccherà gli sportivi, hanno già anticipato le vacanze trascorrendo tre mesi in casa e con i propri familiari. Bisogna venirsi incontro, capire che siamo tutti sulla stessa barca e solo venendosi incontro a vicenda ne usciremo alla grande. E' la vita di tutti che è stata stravolta, il calcio è soltanto una componente tra le tante. Adeguiamoci, facilitiamo il compito di chi deve decidere: per chiunque sarebbe stato difficilissimo districarsi tra mille situazioni tenendo presente i contagi, le vittime, i distanziamenti sociali, ma anche il fattore socio-economico che è alla base del calcio di oggi". Così l'ex attaccante della Nazionale Salvatore Schillaci in esclusiva ai microfoni di TuttoSalernitana.

Il grande campione prosegue: "La vita è cambiata, non dobbiamo far finta non sia successo nulla solo perchè i contagi sono calati. Oggi la mascherina sembra diventata improvvisamente la nostra compagna di viaggio, se qualcuno si avvicina a noi per salutarci viene automatico spostarsi e allontanarsi, viviamo con la paura di essere contagiati e di poter involontariamente far del male alle persone a noi care. Purtroppo dobbiamo convinverci, e il calcio deve adeguarsi. Non ci saranno abbracci, ci si allena blindati, gli stadi saranno vuoti e non si potrà fare tutto quello che vogliamo, ma la salute viene prima di tutto. Gl italiani si sono comportati benissimo, hanno mostrato un senso di responsabilità fuori dal comune. Non voglio entrare in altri tipi di discorsi, ma la politica non è stata all'altezza del suo popolo. Parlano al futuro riempendosi la bocca di promesse, ma la gente ha bisogno di certezze immediate e non arriva a fine mese. Occorrerebbe una guida carismatica, che possa fungere da punto di riferimento soprattutto per i più giovani che si sentono invincibili e che spesso pensano che la patologia colpisca gli anziani. Non si può controllare tutto, è vero, ma teniamo alta la guardia. La ripartenza del calcio vedrete che sarà di grande aiuto. All'epoca era giusto sospendere tutto perchè la pandemia era in atto e le vittime erano tantissime, oggi ci sono i presupposti per ripristinare un minimo di normalità".

Sulle abitudini stravolte dei calciatori e le porte chiuse: "I calciatori devono adeguarsi, sono professionisti e non possono fare altrimenti. Il caldo sarà un nemico come lo è per tutti gli altri lavoratori. La spinta del pubblico mancherà, il mio auspicio è che tra qualche settimana si apriranno gli stadi anche a costo di abbassare la capienza. Nei ristoranti e nei bar, mantenendo le giuste distanze, la gente è tornata e tutto procede per il meglio. Il campionato avrà un senso non solo se saranno assegnati i vari titoli, ma anche se gli spettatori potranno tifare liberamente. Nel rispetto delle normative, ovviamente. In una regione con pochi contagi ritengo ci siano i presupposti per accogliere un buon numero di supporters: non 30mila, ma 15mila sì".

Sulle differenze tra il calcio di oggi e quello dell'epoca: "Ai miei tempi la mentalità era diversa. Non ero io a dovermi preoccupare, ma il difensore che mi marcava. E la marcatura era sempre a uomo, ti ritrovavi seguito per tutta la partita da gente del calibro di Maldini e Bergomi che sapeva fare benissimo il proprio mestiere. Oggi è relativamente semplice fare 30 gol, ci sono un sacco di spazi a disposizione e per un attaccante rapido come Immobile è tutto più semplice. Quando giocavo la doppia cifra era quasi un'impresa, la fase difensiva era organizzata in modo totalmente differente e i risultati si vedevano". Infine una battuta sulla Salernitana: "Si ripartirà con l'incognita delle condizione fisica dopo tre mesi di stop e un ritiro-bis. Ma vale per tutti, si ricomincerà da zero e tra mille incertezze. Non conosco l'organico nello specifico, ma è sempre stata una squadra di prestigio con un grande pubblico. Quando ho affrontato la Salernitana da avversario e ho giocato nel vostro stadio ho ammirato un tifo appassionato che lasciava trasparire un attaccamento alla maglia non comune".