A Salerno ha vissuto momenti altalenanti: due campionati vinti, due coppe in bacheca, qualche gol decisivo, la fascia di capitano, ma anche infortuni, un'accoglienza ricca di scetticismo da parte del pubblico, voti in pagella non sempre alti e la consueta etichetta di eterna promessa mai consacratasi a causa di una eccessiva consapevolezza dei propri mezzi. Gli addetti ai lavori, tuttavia, lo ritengono ancora un difensore di grande livello e l'eventuale promozione in A del Benevento potrebbe consentirgli di dimostrare il suo valore o dare ragione a quella fetta di pubblico che non è stata tenerissima nei suoi riguardi. Intervistato dalla redazione di TuttoSalernitana, il difensore Alessandro Tuia si è soffermato in particolare sul futuro del calcio italiano lasciando trasparire pessimismo circa una ripresa delle ostilità:
Come vive questi giorni di incertezza in cui qualcuno addirittura mette in discussione la promozione del Benevento?
“Le considerazioni fatte dagli altri sono giuste, se prevalesse il criterio di meritocrazia il Benevento deve salire di categoria. Se ci sono altri discorsi politici alle spalle non lo so e non mi interessa, ma a 10 partite dalla fine abbiamo acquisito un vantaggio di 22 punti dimostrando di meritare la promozione diretta. Se ci sono i presupposti per ricominciare è giusto farlo, nei prossimi giorni tante persone avranno la possibilità di tornare a lavoro e anche noi calciatori vorremmo godere degli stessi diritti a parte che il calcio garantisca la sicurezza agli atleti e a tutti coloro che ruotano attorno al nostro mondo”.
Quanto aiuta vedere che tutto il mondo del calcio è al vostro fianco in questo momento?
“Mi fa piacere leggere interviste pro Benevento per quanto riguarda l’argomento serie A, presidenti e dirigenti hanno detto delle cose belle e si sono schierati al nostro fianco ritenendo che dobbiamo disputare il massimo campionato a prescindere dalla ripresa o meno delle ostilità. Quando ci hanno affrontato hanno constatato il loro vero valore”.
Capitolo granata. Dove può arrivare questa squadra se si riprendesse?
“All’andata ho visto una Salernitana leggermente in difficoltà, ma all’inizio ci può stare soprattutto se hai cambiato allenatore e gran parte della rosa. A ritorno abbiamo visto una squadra diversa, che ci ha messo in grossa difficoltà grazie alla forza degli esterni che, nel 3-5-2, fanno la differenza. A mio avviso i granata potrebbero essere protagonisti nelle ultime giornate, è una rosa difficile da affrontare. Tutto si azzererebbe, magari chi era più in palla potrà subire un calo e viceversa. E in quel caso la Salernitana potrebbe inserirsi in un discorso importante”.
Che sensazioni si prova a giocare contro la tua ex curva?
“E’ stato difficile giocare contro i tifosi granata, ma in 4 gare ho collezionato forse una decina di minuti. Le emozioni che ho provato in quello stadio sono state fortissime, anche da avversario quella curva ti trasmette adrenalina. Esprimere a parole ciò che si prova è praticamente impossibile, è stata una grande esperienza della mia vita”.
Facile immaginare ricorsi se i giallorossi dovessero restare in B per l'annullamento dei campionati?
“Non solo il Benevento, ma tutte le squadre interessate potrebbero fare dei casini incredibili. Il Crotone è secondo, il Frosinone ha appena un punto di distacco. Annullare un campionato potrebbe non essere conveniente, ma è comunque difficile trovare una soluzione. Mi tengo alla larga da decisioni politiche, ma non si prescinda dal rispetto di quanto ha detto il campo fin quando è stato possibile. In cuor mio sono molto negativo sulla ripresa, sinceramente. Sarebbe un delitto non consentirci di giocare in serie A. 22 punti di vantaggio a 10 gare dalla fine è merce rara nella storia della B, i numeri parlano chiaro e sono totalmente dalla nostra parte. Non si possono vanificare i nostri sacrifici”.
Cosa risponde al tormentone su Inzaghi che, in teoria, avrebbe inciso poco su una squadra troppo più forte delle altre?
“I meriti vadano equamente divisi. Siamo sempre stati un corpo unico sin dal primo giorno di ritiro, conoscete bene il mister e avete vissuto la sua carriera da calciatore. Da allenatore incarna i valori che aveva da giocatore, un martello che a livello mentale ci trasmette tantissimo. Anche l’anno scorso eravamo forti come quest’anno, il salto di qualità è stato psicologico. Nel precedente campionato andare in svantaggio era una mazzata, stavolta le cose sono andate in direzione opposta”.
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