Mamadou Coulibaly è, senza alcun dubbio, la nota più lieta del mercato invernale della Salernitana. Arrivato dall’Udinese con la formula del prestito – con diritto di riscatto e controriscatto – si è subito guadagnato una maglia da titolare nella mediana granata, aggiungendo qualità e quantità. Un motorino instancabile, due polmoni da maratoneta con cui macina chilometri e recupera preziosi palloni. Insomma, il nuovo motore della macchina di Fabrizio Castori, con due spalle larghe da veterano e i 22 anni compiuti da poco più di un mese. Per scoprire qualcosa in più del giocatore senegalese, abbiamo ascoltato in esclusiva il suo agente, Fabrizio Ferrari.

Momo Coulibaly: pian piano si sta prendendo la Salernitana, che con lui in campo ha perso 1 volta su 10. Quanto è importante per i granata?

“Vorrei sottolineare la frase sui risultati ottenuti con lui in campo: ci sono troppe polemiche sul fatto che Castori lo sostituisca quando viene ammonito, per paura che non sappia gestirsi. Tra Mamadou e l’allenatore c’è un rapporto talmente caldo da cantarsela tra di loro. Sulla sua importanza? Il passaggio all’Udinese non è andato nel migliore dei modi, pur essendoci state le migliori premesse vista la preparazione e la prima parte di stagione coi bianconeri. La girandola dell’ultimo giorno di mercato però ha creato un’abbondanza incredibile a centrocampo, c’era il rischio di giocare un numero troppo basso di minuti e quindi non ce la siamo sentita di rischiare l’intera stagione. La Salernitana ci faceva la corte da tempo ed è sempre stata l’unica e sola possibilità presa in considerazione, nonostante le chiamate provenienti da altri club di B. Era chiaro che il progetto prevedeva la sua titolarità, sia per la determinazione con cui il club ha voluto il giocatore, sia per la volontà di quest’ultimo di non accettare altre situazioni. Mamadou ha impiegato qualche tempo per far suo quel ritmo gara, avendo giocato poco nei mesi precedenti, ma oggi credo che sia nel pieno delle forze. Inoltre, secondo me, può dare ancora di più: fin qui in fase realizzativa ha dato meno di quello che può dare”.

Parliamo di un giocatore molto giovane ma che vanta già un’esperienza importante: che tappa è questa di Salerno nella sua carriera?

“Io spero che sia la tappa della consacrazione. Per il giocatore sono stati determinanti i mesi trascorsi a Trapani, dove l’ho visto giocare il suo miglior calcio e dove veniva sfruttato maggiormente in fase offensiva. La Salernitana, visto il campionato che sta facendo, può davvero essere la tappa della consacrazione. Noi speriamo che i granata arrivino a giocare in Serie A l’anno prossimo, sarebbe la consacrazione anche di una società che sta lavorando nel migliore dei modi”.

Lei lo conoscerà sicuramente bene, quindi conoscerà anche il suo passato che non è stato dei più “dolci” anche calcisticamente parlando: pensa che tutte queste esperienze possano indurlo a diventare un leader a tutto tondo col tempo?

“Ho trovato in lui un giocatore molto più maturo rispetto all’età che si trova, probabile che derivi dalle sue esperienze passate. È maturo soprattutto nel modo in cui constata ciò che accade intorno lui e giudica sempre con occhi giudiziosi e sereni. È un giocatore portato ad essere un leader, più silenzioso che uno di quelli che ‘fa casino’. Uno che, leader, lo diventa naturalmente”.

Forse è presto per parlarne, ma ci sono possibilità che il giocatore possa restare a Salerno? Dipenderà da un’eventuale promozione?

“Dal punto di vista contrattuale non sta a me parlarne, è una cosa che potrà essere detta solo dalla Salernitana. Dal punto di vista sostanziale, invece, c’è assolutamente la voglia di continuare questo rapporto. Mamadou non è un ballerino, un giocatore che trascorre sei mesi in un posto e i successivi sei in un altro. Ciò che cerchiamo è la stabilità: se ci dovesse essere la possibilità di continuare a lavorare a Salerno, sperando nella Serie A, sarebbe molto bello”.

Sezione: Esclusive TS / Data: Mer 10 marzo 2021 alle 20:30
Autore: Ferdinando Gagliotti / Twitter: @Ferdinandogagl3
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