SALERNITANA: Top e flop della stagione

07.08.2020 11:00 di TS Redazione   Vedi letture
Fonte: La Città
© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com
SALERNITANA: Top e flop della stagione

Tra protagonisti inaspettati e meteore ingombranti. La Salernitana che chiude il campionato 2019-2020 al decimo posto si ritrova ad analizzare la stagione appena terminata dei suoi calciatori, cercando di individuare top e flop dell’annata targata Gian Piero Ventura. Tra i migliori merita menzione Pawel Jaroszinsky, forse l’unico componente del pacchetto arretrato a meritare la sufficienza piena per quanto mostrato nell’arco dell’anno, sicuramente tra gli ultimi ad alzare bandiera bianca, e non solo per il risultato. Anche quando c’era da stringere i denti, l’ex Chievo non ha mai battuto ciglio: ha chiuso la stagione con più minuti nelle gambe di tutti quanti gli altri giocatori di movimento. Con 2.718’ in 32 presenze è lo stacanovista della squadra. Jaroszynski è finito alle spalle del solo Micai, l’unico a superare quota 3mila minuti, nonostante il “posto” da numero uno, messo in discussione nelle ultime due giornate da Gianmarco Vannucchi, portiere di riserva che ha collezionato i suoi primi 4 gettoni in serie cadetta. Capocannoniere della squadra Milan Djuric, che, soprattutto in virtù dei suoi 12 centri in campionato, è riuscito a scalare le gerarchie del reparto avanzato: un anno fa il bosniaco era piuttosto indietro. Tra demeriti altrui (Giannetti, per esempio), assenze reiterate di compagni di reparto e voglia di non sentirsi inferiore a nessuno, il gigante di Tuzla ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista assoluto con la maglia dell’Ippocampo sul petto, assaporando per la prima volta in carriera la doppia cifra.

A fine anno, tra i sorridenti, c’è anche Sofian Kiyine: tornato all’ombra dell’Arechi dopo l’esperienza al Chievo, ha disputato un campionato che, almeno dal punto di vista numerico, offre dati importanti. Sicuramente le prestazioni del belga-marocchino hanno risentito di tanti alti e bassi, ma il 22enne di proprietà della Lazio ha chiuso la stagione con 10 reti all’attivo (delle quali sette su rigore), andando a comporre, proprio in tandem con Djuric, l’unica coppia di giocatori della stessa squadra in doppia cifra. Anche per lui un “mare” di minuti giocati (2.583’): è il secondo più impiegato dopo “Jaros”. Bene anche Jean Daniel Akpa-Akpro, che mai prima in granata aveva garantito tale continuità di impiego (31 i gettoni per lui). Stagione da non buttare alle ortiche anche per Walter Lopez, bravo a farsi trovare pronto se chiamato in causa, che ha chiuso l’ anno con 24 presenze e ben 5 assist vincenti, oltre ad Ramzi Aya, l’unico innesto, tra quelli del mercato di riparazione, capace di offrire il proprio contributo, quantomeno in termini di presenze e minuti all’attivo.

Banale, ma doveroso, annoverare Cerci ed Heurtaux tra le scommesse perse: i due top player nulla hanno fatto per confermare lo status di stelle per la categoria. Nessun gol, appena un assist, e 33’ medi di impiego nelle dieci presenze che hanno visto all’opera l’attaccante ex Torino, mai nel vivo del progetto tra continui ritardi di preparazione, contrattempi fisici e problemi d’ogni sorta. Solo sei invece le apparizioni per il centrale francese, altra meteora ingombrante d’un reparto, quello arretrato, che mai è riuscito a dare le giuste garanzie nell’arco del campionato. Annata negativa pure per Jean Claude Billong, che ha chiuso l’esperienza nella città di San Matteo da “epurato” per alcuni problemi extra-calcistici, che l’hanno di messo ai margini della squadra: appena 11 presenze con l’ippocampo sul petto. Anche Jallow si è praticamente fatto fuori da solo, nonostante un inizio incoraggiante, tra polemiche coi tifosi, problemi fisici ed un’espulsione dalla panchina, con relativa squalifica, che hanno messo probabilmente fine non solo al campionato, ma alla sua esperienza a Salerno.