Riportiamo di seguito quasi integralmente l'articolo scritto dal collega Claudio "Freccia" che, sul sito PianetaEmpoli, ha inteso dedicare un intero capitolo alla storia della tifoseria granata ripercorrendo tutte le fasi salienti dal 1919 ad oggi. Un viaggio indietro nel tempo che senza dubbio regalerà grosse emozioni:

Gruppi esistenti: Direttivo Salerno (nato a cavallo tra il 2019 e il 2020, comprende i gruppi: Ultras Movement Salerno-Eterna Passione, Quelli di Milano 1984 Salerno, Torrione Alcolica, Paestum Ultras, Boys Vietri), Centro Storico, Mariconda, I.g.u.s.(Indociles Grex Ultras Salerno) , Frangia Kaotika, Salernitanità, Nuova Guardia, Pazzi di Lei, Viking Guerrieri, Giffoni Granata, Nucleo Storico, Vecchi Ultras 1977,  Old Clan, Prigionieri di una Fede Gate 50, Ultras Salerno S.C.P. (Salernitana Che Passione), Assoc. Generazione Donato Vestuti, Salerno Raito, Kamikaze Granata, Q4 Granata, Bologna Granata, Stoned Rione Calenda, Sezione 1919 Voghera, Sezione Torino, Gruppo Navy La Spezia, Nord Est, Tibur Salernitana, Tibie e Peroni, Ansia Granata.                                     

Settore: Curva Sud “Siberiano”.

Storia del tifo salernitano: I primi germogli di tifo a Salerno risalgono al 21 settembre 1975, quando, in un Salernitana-Reggina, nascono gli “Ultras Bar Nettuno”, una ventina di ragazzi, con lo striscione di circa 30 metri, imponente per quei tempi. Avevano un bandierone bianco con un grande teschio granata e un tamburo. La domenica successiva si aggiunsero ragazzi che frequentavano il “Bar Reali”, la loro caratteristica principale era la costanza nel seguire con passione la squadra. I due gruppi si fusero subito. Prima trasferta a Vasto che coincise con una giornata ricca di incidenti. Gli ultras andarono tutti insieme in pullman: erano gli anni in cui non c’erano né scorte, né divisioni negli stadi, e quando vennero attaccati pensarono solo a difendersi egregiamente, i cani sciolti ne combinarono di tutti i colori. Il primo fumogeno fu acceso il 25 gennaio 1976. Da quel momento i ragazzi del “Nettuno” e del “Bar Reali” diventano punto di riferimento per tutta la curva. Il campionato 1975-76 termina mestamente, i ragazzi del “Bar Nettuno” si sciolgono e la denominazione per l’anno seguente è “Ultras Real”. La squadra continuava a deluderli, ma il gruppo era sempre al suo fianco. Vengono comprate 30 magliette, fatte confezionare con la dicitura “Ultras Real”. All’inizio della stagione ’1977-78 gli entusiasmi scemano, la squadra non mantiene mai le premesse iniziali, però per fortuna arrivano le nuove generazioni, così gli “Ultras Real” si sciolgono ed arriva il momento dei “Panthers Granata”, che appaiono per la prima volta col loro striscione l’11 settembre 1977. Il gruppo storico è composto da amici che si ritrovano al bar “Nettuno”, erano sempre pronti sulle barricate dentro o fuori. Sono loro il primo vero nucleo ultras di Salerno e da loro nasce il movimento ultras a Salerno. Sempre nel ’77 sopraggiunge un fatto nuovo, la nascita dei “Fedelissimi Bar Trieste”, pieni di entusiasmo, trovano anche una sede decente. Il nome cambia poi in “Fedelissimi Antica Salerno”, perché tutto era nato nel centro storico. Il primo bandierone a Salerno lo confezionano loro. Sono anni splendidi, lotte all’ultimo sangue coi cavesi, trasferte pericolosissime affrontate con spavalderia e senza alcuna scorta, derby con la Nocerina diventati storici, in uno dei quali, vinto 4-1 in una giornata piovosa, venne aperto lo striscione “Rosso il sangue nero la morte, bastardo rossonero questa è la tua sorte” lungo 50 metri, al termine della partita. Sono anni di fervore, nel ’78 nasce il “Club Plaitano”, che nel ’90 diverrà col crescere delle fila “Ultras Plaitano”. Ma gli anni ’70 si chiudono con una tragedia: la morte, il 28 ottobre 1979 in un derby romano del laziale Vincenzo Paparelli, colpito in pieno volto da un razzo sparato dalla curva romanista. E’ l’inizio della prima repressione contro gli ultras. Tra l’81 e l’82 nascono altri piccoli gruppi: i “Fighters”, ovvero i ragazzi del Club Ippocampo; i “Fedayn”; i “Warriors”, piccolissimo gruppo in cui milita Ciccio Rocco, futuro capo-ultrà e gli “Ultras” di Vincenzo e Carmine Rinaldi, alias il “Siberiano”. Nel 1982 i “Panthers” si riuniscono insieme a questi quattro gruppi andando a formare i “Granata South Force”, come logo una stella a cinque punte, che può considerarsi una prosecuzione dei “Panthers”. Nel 1986 nascono i “Wild Group”. Dal campionato 1987/88 il lanciacori è Ciccio Rocco, che lo sarà fino al maledetto campionato di Serie A. Ciccio e il “Siberiano” danno vita ad un binomio inscindibile, consacrato dallo scambio dei ciondoli della folgore e la stella. Il motto dei “G.S.F.” è “Vivere Ultrà per amare Salerno”. Alla penultima giornata della Serie C1 girone B 1989-90, nella trasferta di Brindisi, che consente alla Salernitana il ritorno in B dopo 23 anni, lo stadio è quasi interamente granata. Sono gli anni in cui il tifo è compatto, entusiasmante, assordante e costante, non condizionato dall’esito delle partite. Nell’89 nascono gli “I.G.U.S.”, ancora in attività. Nel 1990, con la Serie B e il passaggio dal vecchio “Vestuti” allo stadio “Arechi”, il tifo granata si arricchisce di tanti altri piccoli gruppi. Nascono la “Nuova Guardia”, gruppo del quartiere Pastena, i “Viking Guerrieri” (settembre ’90), dalla fusione di “Viking Granata” e “Guerrieri Salerno”, e, da una scissione dei “G.S.F.”, il “Nucleo Storico”. Altro gruppo che ha lasciato un’impronta indelebile è quello degli “East Side”, nati nel 1988, primo gruppo granata a realizzare materiale molto curato e il primo a portare bandiere a due aste. Dopo essere venuto un punto di riferimento per la curva, si scioglieranno nel 1995. Nell’88 era nato anche il “Commando Ultrà”. Nei primi anni ’90 in curva anche gli “Upset Minds” e il “Gruppo Pompa”. Nasceranno inoltre i “Mummions”, ragazzi del club Somma, e gli “Untouchables”, ragazzi di Vietri sul Mare. Il 26 giugno 1991, a Pescara, viene perso lo spareggio-salvezza in Serie B, contro il Cosenza, ricco di incidenti. E’ un brutto colpo per Salerno. Nel 1993/94 il presidente Pasquale Casillo porta sulla panchina granata l’allenatore in seconda della sua squadra principale (il Foggia): Delio Rossi. Comincia in modo brusco il rapporto col nuovo mister, che invece porterà, dopo la coda Playoff, i granata in Serie B. La tifoseria granata raggiunge grandi livelli di organizzazione, comincia l’era delle mitiche coreografie, ancora oggi ineguagliate, e del rispetto in tutta Italia. Non mancano tra i gruppi i momenti di tensione. Nel 1997/98 la Salernitana vince il campionato di Serie B e viene promossa in A, per la seconda volta nella sua storia (la prima nel 1946/47). Nell’anno della Serie A la Sud è protagonista di sbalorditive scenografie da oscar. Poi, a fine campionato, avviene la tragedia di 4 ragazzi morti bruciati sul treno che li riportava da Piacenza. La curva sarà profondamente segnata da questo lutto. Ci vorrà del tempo alla Sud per riprendersi, perché molti ragazzi abbandonano i gruppi e molti di questi gruppi si sciolgono. Negli anni 2000 la Salernitana vivacchia in Serie B, sempre seguita appassionatamente dai suoi sudditi. Nell’aprile 2010 un altro gravissimo lutto devasta la curva granata: muore Carmine Rinaldi, per tutti il “Siberiano”, vero capo-ultrà. Nel 2011, a seguito del fallimento del club, avvenuto al termine della stagione, viene fondato il “Salerno Calcio”. Nel luglio 2012 il sodalizio acquisisce i beni immateriali della “Salernitana Sport” e cambia la ragione sociale in “Unione Sportiva Salernitana 1919”. Gli ultras portano avanti la battaglia del marchio e dello stemma, l’Ippocampo. Dal 2012 Raffaele Russo “’o Viking”, ex capo-ultrà, si presenta nuovamente in Curva dopo tanti anni di assenze, cominciate nel 2005. Intorno al 2012 si sciolgono i “Granata South Force” e gli “Ultras Plaitano”. Nell’agosto 2014 si sciolgono i “Fedelissimi Antica Salerno”. Nel 2014/15 la Curva Sud “Siberiano” viene eletta come la curva più bella della Terza Serie nazionale tramite un sondaggio del canale web ufficiale della Lega Pro. Quell’anno arriva l’agognata promozione in B, seguono poi, dal 2016 al 2020, piazzamenti mediocri che non soddisfano la fame di calcio dei salernitani, che è davvero tanta Il resto è storia dei nostri giorni.

Gemellaggi/Amicizie: –Bari: un gran bel gemellaggio, una fratellanza vera e propria, un legame delle due città che va oltre il calcio, quello tra Salerno e Bari. Nel 15/16 a Bari, un corteo parte dalla Nord dopo un susseguirsi di canti, sventolio di bandiere, battimani, il tutto reso suggestivo da torce e fumogeni, e arriva sotto il settore ospiti. All’Arechi, al ritorno, grandiosa coreografia della Sud con carta argentata, gli stemmi delle due società ai lati, al piano superiore, e sotto la scritta “Since 1983”, anno in cui nasce il gemellaggio, più i volti dipinti di alcuni capi-ultras delle due tifoserie. Già dal mattino cori di stima, abbracci e pranzo effettuato da esponenti baresi e salernitani, nonostante l’altissima posta in palio del match. In città esposta la scritta “Da Salerno a Bari finché morte non ci separi”. Nel dicembre 2016, al “San Nicola” di Bari, corteo come l’anno precedente. Molti i salernitani accorsi, ai quali viene data tutta la Curva Sud. L’intero stadio è uno sventolio di sciarpe salernitane e baresi in goliardia. Striscione “Seguaci” Bari esposto in Sud per Salernitana-Avellino del maggio ’17. Salernitana-Bari del 4 novembre 2017, giocata davanti a 17mila spettatori è, manco a dirlo, un’altra occasione di amicizia, passione, fratellanza tra le due città, che si assapora non solo quando si affrontano le due compagini, ma anche quando un barese va a Salerno a farsi “un giro” o un salernitano va a far visita a Bari per un weekend o per andare a gustare qualche specialità culinaria barese. Bella la coreografia barese: “tre colori, due città”. Innumerevoli le visite reciproche in passato. Esposto in città nel novembre ’19 lo striscione “Il tempo riscrive i contorni della storia e la verità prende il posto dell’infamità…rispetto per i fratelli baresi” e, più recente, “Questa è la nostra vita che abbiamo scelto. Onore alla Bari ultras…fino alla fine al vostro fianco!”. In comune coi salernitani anche la forte rivalità coi napoletani. –Brescia: ogni volta che le due squadre s’incontrano si rinnova questo bel gemellaggio Nord-Sud, nato per motivi assai tristi nel nome di Roberto Bani, bresciano morto a 28 anni a Salerno il 10 maggio 1997, che cadde picchiando violentemente la testa sui gradoni. I tifosi granata, distrutti e commossi, parteciparono emotivamente come pochi a quell’evento drammatico: durante i 6 giorni della speranza, nella sala di rianimazione del “San Leonardo”, fu un autentico via vai, una storia purtroppo senza lieto fine. I salernitani, sconvolti dall’accaduto, raccolgono contributi per aiutare la famiglia di Roberto, stessa cosa fanno i supporters bresciani. C’era già prima una certa amicizia, ma da allora l’amicizia fu sempre più forte, unica, che cresce anno dopo anno in ricordo di Roberto. Nel 15/16 a Brescia gli ospiti espongono “Salerno saluta Brescia” e, dietro la Curva Nord, “Roberto Bani: gli Ultras non muoiono mai…”. Al ritorno, a Salerno, i campani espongono “Ricordando Tone e Bani salutiamo gli amici bresciani!” e, fuori lo stadio, lo striscione “La curva Sud saluta gli amici di Brescia”. Quest’ultimi si uniscono all’ultimo saluto che la curva Sud tributa a un tifoso troppo presto scomparso con lo striscione “Ciao Gennaro CNB”, mentre i salernitani mostrano “Nel bene e nel male con animo guerriero ciao Gennaro fedelissimo vero”. Pezze bresciane in  Verona-Salernitana 16/17. Drappi bresciani anche in Parma-Salernitana 2017/18 e striscione dopo le numerosissime diffide che colpiscono la curva lombarda “Vicino agli amici bresciani…diffidati liberi”. La Curva Nord Brescia offrì, prima di Brescia-Salernitana del 22 aprile 2019, pane, salame e birra agli ospiti. I salernitani sono riusciti nel loro intento, programmato per il 13 dicembre 2020, ma che quel giorno non era stato possibile. Pochi giorni dopo sì, si sono sentiti orgogliosi e fieri di rappresentare Salerno nel rendere omaggio alle vittime del Covid di tutta la provincia bresciana, accolti con sentimento di fratellanza degli amici della “Curva Nord Brescia”. Una cerimonia semplice ma toccante, nella speranza di aver alleviato anche se per poche ore il dolore di chi ha perso i propri cari. Poi nei pressi dello stadio “Rigamonti” di Brescia apposto lo striscione “Salerno rende omaggio alle vittime bresciane del Covid”. –Reggina: vecchio gemellaggio, risalente alla stagione 1986/87, che si regge su basi solide, anche se, per la verità, prima di quella stagione c’erano stati incidenti tra le due tifoserie. Fu il “Commando Ultrà” della Reggina a contattare i “Granata South Force”. In 3 si recarono in Calabria, ospitati nella sede del gruppo reggino, che spiega come non tutta la curva sia d’accordo sul gemellaggio, in base ai trascorsi non certo pacifici. Nonostante i dubbi e le incertezze i campani si recano allo stadio e posizionano in curva reggina lo striscione “Ultrà Salerno”. La situazione si fa subito tesa e sembra degenerare da un momento all’altro ma, nel corso della gara, la tensione si stempera e alla fine tutti i gruppi reggini li vanno a salutare, si spiegano, si scusano e gli danno appuntamento a Salerno. Il gemellaggio si consolida nel campionato 87/88 proprio a Salerno, da allora il rapporto tra le due tifoserie è diventato indissolubile. Innumerevoli le visite reciproche, ad esempio i reggini erano presenti in Salernitana-Avellino del maggio ’17 e del marzo ‘18. Il 28 dicembre 2017 ultras salernitani insieme ai gemellati di Reggio Calabria, prima di imbarcarsi per la Sicilia per poi raggiungere Palermo. –Andria: amicizia dovuta soprattutto ai baresi, gemellati sia con Andria che con Salerno. Numerose le visite reciproche, ad esempio striscioncino “Brigata Fidelis” esposto in Avellino-Salernitana15/16 e Salernitana-Pescara 18/19. Andriesi presenti in Salernitana-Avellino 16/17. –Schalke 04: bel gemellaggio internazionale, giovane ma fortissimo, che unisce la Curva Sud “Siberiano” ad una delle tifoserie più calde della Germania, al motto di “la fratellanza non conosce confini, da Salerno a Gelserkirchen  sempre vicini”. Tutto parte dal giro che due tifosi dello Schalke 04 fecero in una sosta per le nazionali nel 2016 in Italia, una serie di tappe più o meno programmate con Salerno ultima sosta del viaggio. La visita in un Fan Shop, un paio di caffè e arriva la proposta ai due tedeschi di assistere a Salernitana-Hellas Verona. Dopo un mese esatto, era il 9 ottobre 2016, dalla Germania arriva un gruppetto più numeroso: in 7 si ritrovano a vedere Salernitana-Benevento (2-1). Il gemellaggio prende così corpo. In occasione del match d’esordio della Bundesliga 17/18, i tifosi dello Schalke 04 sfoggiano un’inedita bandiera che raffigura, uno accanto all’altro, il logo della propria squadra a quello dell’Ippocampo. Ultras di Gelserkirchen in Cosenza-Salernitana del 27 dicembre ’18 e in Salernitana-Pescara del 30 dicembre ’18. A febbraio ’18 esposta dagli “U.Ge” in una gara interna la frase “Curva Sud Siberiano nessuna diffida vi fermerà”. Striscione dei salernitani ai tedeschi “Ultras sind unsterblich! Ruhe in frienden Drüse. Ultras” (“Un ultras non muore mai! Riposa in pace Drüse”), per un ultrà dello Schalke recentemente scomparso. –Monopoli: rapporto di bella amicizia che dura ormai da diversi anni, un po’ raffreddatosi ultimamente. Le due compagini da tempo non si affrontano. Bellissima e ben riuscita iniziativa organizzata dalla curva Sud Monopoli a fine 2014,  che nel giro di poco tempo mise in piedi un’amichevole tra la loro squadra e la Salernitana, decidendo di devolvere l’intero incasso a favore del piccolo Armandino di Salerno, affetto purtroppo da rara malattia. La giornata trascorse all’insegna dell’ideale, dell’amicizia e della solidarietà. Presenti per l’occasione anche diversi ultras di Bari e Salerno. Giro di campo nel prepartita coi bandieroni per rinsaldare lo storico gemellaggio, con tenuto in mano lo striscione “Salerno saluta Monopoli”. In curva i pugliesi espongono “Benvenuta Salerno” e “Armandino alla riscossa!!!”. Gemellaggio che risale più o meno alla stagione 84/85 al motto di “Monopoli-Salerno gemellaggio anche all’inferno”. Presenza dei monopolitani in Salernitana-Barletta 14/15, gara che oltre alla matematica promozione in Serie B, ha visto anche rinnovarsi l’amicizia con –Barletta: un rapporto che dura dal 1990/91. I padroni di casa li accolgono con lo striscione, esterno stadio. Venezia: tra le due tifoserie è nata piuttosto recentemente una bella amicizia. Venezia-Salernitana, 1^ giornata di campionato 17/18: i padroni di casa espongono “Benritrovati ultras granata” e “Siberiano vive”; gli ospiti “Michael sempre con noi”, ultras veneziano prematuramente scomparso nel giugno 2017. Veneziani si uniscono alla protesta della Sud di Salerno il 30 marzo 2019. Striscione a Benevento il 2 febbraio 2020 per un tifoso veneto scomparso: “Come un guerriero hai lottato, ciao Enrico amico veneziano”. –

Buoni rapporti/recipr.rispetto:. –Roma: un filo conduttore lega la Roma alla Salernitana, quello di aver avuto come capitano Agostino Di Bartolomei, dal carattere schivo e riservato, molto lontano dai canoni classici del calciatore, che morì suicida il 30 maggio 1994 a San Marco, frazione di Castellabate (Sa) dove viveva, sparandosi un colpo di pistola al petto, dieci anni esatti dopo la finale di Coppa dei Campioni persa in casa dalla Roma contro il Liverpool. Le due tifoserie l’hanno sempre amato. –Latina: i pontini non mancano mai con gli striscioni di ricordare il “Siberiano”. Diversi anni fa c’era rispetto anche con la Paganese, tant’è che lo striscione “Ultras Pagani” lo si poteva notare ogni tanto tra i salernitani. 

Rivalità: –Avellino: acerrima e ormai vecchia rivalità regionale. Devastazione, saccheggio allo stadio “Partenio” e incendiata una macchina della polizia da parte di tifosi granata esagitati il 14 marzo 2004, a cui sono seguite condanne esemplari: 6 anni a testa per 5 tifosi granata. Imputati condannati anche a risarcire il Comune di Avellino, costituitosi in giudizio parte civile, di circa 30mila €.Comunque esposto in Avellino-Salernitana 15/16, dai granata, lo striscione “Matteo lotta da ultras”, un bambino di Avellino allora gravemente malato. In Avellino-Salernitana del 24 dicembre 2016, gli ospiti espongono su più piani la scritta “Per questa partita abbandoni il presepe…ti sembra bello? lascia perdere i gradoni…e torna al bue e l’asinello!”. Il 13 maggio 2017, penultima di campionato di B, si rinnova la rivalità a colpi di striscioni, cori e coreografie. Originale quella della Sud “Siberiano” ispirata ad una simpatica serie di cartoni animati: “Curva Sud Agnellino”, scritto su sfondo bianco verde, a copiare il loro “Curva Sud Avellino”, con un gigantesco personaggio che…pensa “vita da pecora”. Un tifoso avellinese colpito al braccio da un petardo lanciato dal settore Distinti. Uno striscione in Sud recita “Parli di essere nel mondo ultras alla ribalta, ma nei nostri derby non sei mai andato oltre al ‘chi non salta’”. L’11 marzo ’18 è andato in scena all’Arechi il secondo round del derby con l’Avellino, che ha perso anche stavolta dopo il 2-3 dell’andata, per la gioia dei quasi 16mila presenti (comunque folta rappresentanza avellinese). Numerosi gli striscioni ironici e pungenti, come “Fai l’amico dello juventino e il gemellaggio con l’olandese. Ma resti sempre un cafone di paese”. Nel finale la Sud rivendica il successo dell’andata firmato Minala: “Ormai lo sa il mondo intero: l’incubo dell’Irpinia è l’uomo nero” e “’Gnummazzo’ granata” (termine tipico del dialetto avellinese, che indica una sensazione di “vuoto” allo stomaco, causato da una cocente delusione difficile da metabolizzare; una percezione negativa, che si presenta come un pensiero ricorrente). Napoli: la rivalità è nata quando i tifosi napoletani della Curva A, affiancarono gli stabiesi nella finale Playoff di C 1993/94, Salernitana-Juve Stabia, mentre “Palummella”, storico capo-ultrà napoletano, e una delegazione del suo “Cucb”, andò tra i salernitani,. Fino ad allora si poteva dire che il rapporto tra le due tifoserie fosse di assoluta tranquillità, finché il Napoli ha disputato la Serie A. Da quel momento invece nasce l’inimicizia, che sfocia in vera e propria rivalità. Il sorpasso, mal digerito dagli azzurri, avvenne nel 1998, allorché la Salernitana viene promossa in Serie A e il Napoli retrocesso in B. Alla 1^giornata di A nel 1998, 12mila salernitani invadono Roma esponendo lo striscione “Napoletano guarda come si fa la Serie A”. Due campionati successivi le due squadre si ritrovano rivali in cadetteria; da allora gli scontri tra tifosi hanno fatto sempre da scenario alle partite in campo. Incidenti piuttosto pesanti nel novembre 2002, coi salernitani che avevano il dente avvelenato per quanto successo l’anno prima, quando un gruppo di 30/40 napoletani caricò sotto la Tribuna di casa e si scontrò con i pochi ultras di Salerno allora presenti che ebbero la peggio, uno di loro fu anche accoltellato. I salernitani nel 2002, in circa 200/300 si portano vicino al cordone che divide le due fazioni e iniziano a caricare, prima la polizia, rompendo il cordone e poi i vari pullman, pulmini, auto private e ragazzi che a piedi raggiungono la curva Nord attraverso la zona loro riservata, che invece non era isolata come si doveva. Tutto ciò va avanti per diverso tempo, fino a che la polizia carica energicamente con l’uso di tantissimi lacrimogeni, riuscendo a disperdere i salernitani. Due giovani salernitani sarebbero stati accoltellati. Mentre il grosso della Sud rientra in curva all’esterno rimangono una 40ina di ragazzi che aspettano l’arrivo della Curva A napoletana, che si trova nella zona industriale bloccata dalla celere. Poi arrivano 5 bus di napoletani arrivati col treno, che vengono energicamente caricati dai pochi salernitani rimasti, visto la presenza di un solo cellulare. Dai pullman non scende nessuno, intanto sotto la Nord arrivano ben scortati in corteo altri napoletani che avevano viaggiato in treno. La situazione si normalizza, ma a fine gara ancora scontri, coi salernitani che provano due cariche, respinte dalla celere, con i napoletani che, dopo essersi scontrati con la polizia, riescono a sfondare un cancello e ad uscire, ci sono dei corpo a corpo, che però durano poco, con la celere che respinge entrambe le fazioni. I salernitani da lontano lanciano qualche oggetto, mentre i napoletani continuano a scontrarsi con la celere. Feriti in modo serio il vicequestore di Salerno e numerosi poliziotti. Incendiata una macchina di un giornalista da tifosi napoletani, e danneggiate tante altre. Altri scontri anche nel 2004.

–Casertana: le due tifoserie sono divise da una rivalità di vecchia data. Un vecchio Casertana-Salernitana 1982/83: la guerra cominciò già al botteghino, i salernitani entrarono nella stessa curva dei rossoblù. La Salernitana segnò su una punizione dubbia, fatta anche ripetere. All’esultanza granata iniziò inevitabile il corpo a corpo. Gli ospiti si difesero bene, compatti, ma progressivamente, il grosso dei salernitani uscì dallo stadio, rimasero dentro in pochi; ultimo ad abbandonare la curva il “Siberiano”, che fu circondato fuori lo stadio da un gruppo di punk armati di catene, che gli insultarono la mamma, lui reagì anche se era solo e ingaggiò un duello coi punk, le dette e le prese, a terra lo picchiarono selvaggiamente, con un bidone di ferro lo stavano ammazzando. Scontri Salernitana-Casertana 86/87 e 89/90. In Salernitana-Casertana del 2015 esposto in Sud lo striscione, rubato in precedenza, “Rossoblù Coccagna”. A fine gara da registrare qualche scaramuccia, sedata velocemente dalle forze dell’ordine. Un agguato congiunto, un mix  tra casertani, reduci da Catania, dove ci avevano rimesso due stendardi, e messinesi, a pochi chilometri dall’imbarco dei traghetti a Messina, il 27 febbraio 2016, a un pulmino e ad un auto con a bordo 15 tifosi della Salernitana di ritorno da Trapani. I due mezzi, entrambi danneggiati,  furono accerchiati e speronati da 80 ultras, e colpiti da spranghe e pietre. Poi cominciò la colluttazione. I granata, sebbene in netta inferiorità, scesero e reagirono difendendosi. Gli scontri sarebbero terminati con la difesa del drappo da parte dei salernitani, e con l’arrivo della polizia. –Ancona: antica, forte rivalità, poi gli anconetani sono gemellati coi napoletani, nemici dei salernitani. Nell’aprile 2008, durante il prefiltraggio  dei tifosi anconetani, è stato denunciato per porto abusivo di arma un tifoso locale, trovato in possesso di un coltello proibito. –Cavese: acerrima storica rivalità di campanile, anche se c’è rispetto. Violenti scontri ai tempi della C, soprattutto negli anni ’80. In un vecchio stri–Nocerina: pessimo rapporto, anche per motivi campanilistici, vista la breve distanza che separa Salerno da Nocera Inferiore: appena 15 Km. Di rilievo internazionale fu il clamoroso episodio relativo al campionato 2013/14, definito “derby farsa” e “derby della vergogna”: i tifosi nocerini, ai quali era stato fatto divieto di assistere alla gara in trasferta a Salerno, minacciarono i calciatori della propria squadra affinché non giocassero; quest’ultimi, una volta effettuate tutte assieme le tre sostituzioni, inscenarono dei finti infortuni fino a costringere l’arbitro a sospendere la gara per insufficiente numero di giocatori rossoneri. Ai molossi fu fatto divieto di proseguire il campionato (società radiata), e a tecnici, dirigenti e calciatori vennero inflitte severe sanzioni. Il presidente della Salernitana, Lotito, e il presidente del Coni, Malagò, si chiesero come fosse possibile che Nocerina e Salernitana giocassero nel solito girone. –Perugia: amicizia risalente all’inizio degli anni ’90, sfociata poi in un gemellaggio a tutti gli effetti, consolidato dal gemellaggio avvenuto nello stesso periodo tra ternani e casertani. Questo fino al 31 marzo ’94: gara di Coppa Italia Salernitana-Perugia; l’arbitro De Santis, quello di Calciopoli, decide di indirizzare la partita a favore degli ospiti. Sull’1-0 per i granata assegna una punizione per presunto fallo fuori area. La Salernitana protesta, il Perugia batte la punizione a sorpresa e Pagano mette dentro a porta vuota, l’esultanza sotto la Sud è plateale, il gol viene assegnato scatenando un putiferio, con la tifoseria granata inviperita. Invasione di campo e cori contro il presidente del Perugia Luciano Gaucci, che fecero storcere parecchio il naso ai circa 20 perugini presenti. Fatto sta che il rapporto tra le due tifoserie si ruppe irrimediabilmente e già nella gara di ritorno i pochi granata vennero accolti da fischi e striscioni offensivi, anche se si dice che il rapporto tra le due fazioni si fosse incrinato già in precedenza. Nella stagione successiva si ebbero scontri all’esterno del “Curi” di Perugia, con la folta rappresentanza granata che più volte provò a trovare il contatto con quella di casa nei pressi della Nord. In quegli anni venne realizzata dalla Sud una coreografia raffigurante una confezione di Baci Perugina, con dedica che recitava “Ogni bacio tira un altro bacio, come ogni odio porta un altro odio, così come rispettiamo vogliamo essere rispettati, ma contro i vili ed i mediocri la nostra coerenza è più forte della vostra demenza”. Nel febbraio 2005 tafferugli avvenuti prima della partita Perugia-Salernitana con feriti. Si dice che i “Fedelissimi Salerno” andarono a caricare i perugini fin dietro la loro curva indisturbati, prendendo un sacco di bandiere e sciarpe, tant’è che i “Fedelissimi” al ritorno avrebbero esposto lo striscione “Fin sotto la tua curva ti siamo venuti a “salutare”, non pensi sia giunto il momento di doverti riscattare?”. Ma pare che poi a Perugia quel giorno dopo la supremazia campana scesero orgogliosamente circa 300 ragazzi dalla Nord perugina che riuscirono a rispedire gli ospiti verso il loro settore, facendoli sparpagliare, con qualche salernitano che ebbe la peggio, dopo essere caduto in terra tra gli umbri. Drappi presi da una parte e dall’altra. Foggia: rapporti tesi anche per la rivalità che i rossoneri hanno coi baresi, fratelli dei salernitani. In Salernitana-Foggia del 21 dicembre ’17, esposto all’esterno dello stadio lo striscione “In giro per l’Italia numerosi e compatti, all’Arechi invece i soliti 4 gatti!!!” (erano solo 300 da Foggia). –Taranto: nell’82/83 il Taranto andò a giocarsi la promozione a Salerno, contro una Salernitana che non aveva niente da chiedere al campionato. Per andare in B i pugliesi dovevano vincere. Erano in soprannumero, occupavano la Curva Nord e l’intero settore Distinti. A inizio partita ci fu la distribuzione di volantini che recitavano: “I tifosi tarantini salutano i tifosi salernitani” Ma al fischio finale il risultato rimase inchiodato sullo 0-0 e in B ci andò il Pescara. Scoppiarono notevoli incidenti, coi tifosi granata che seppero tenere botta. Incidenti pesanti anche a Taranto alla fine degli anni ’80. –Frosinone: numerosi attriti in passato, soprattutto per le sfide incrociate in Serie C. –Monza: ritorno finale di Coppa Italia Lega Pro, aprile 2014: alcuni ultras della Salernitana andarono verso la Nord, pare senza intenzioni bellicose, sembra fossero diretti a salutare i gemellati di Bari, Reggina, Brescia e Monopoli, ma mentre passarono nell’area della Tribuna, si avvicinarono a quelli del Monza e iniziarono i tafferugli. Tre i feriti tra i tifosi ospiti. Intervenne la polizia evitando che la situazione peggiorasse. –Pescara: rivalità vecchia e molto sentita. Ogni volta che si incrociano le due tifoserie non se le mandano certo a dire. Furibondi scontri in campo e sugli spalti in Pescara-Salernitana del giiugno ’96: una vera guerriglia urbana, qualcosa di incredibile, con più di un centinaio di pescaresi che invadono il campo indisturbati prima della fine del match, lacrimogeni ad altezza d’uomo nella curva Sud, dove si registra un fuggi fuggi che determina un ammassamento. I pescaresi esposero lo striscione “Ritenta sarai più fortunAta”: la gara era decisiva per la possibile Serie A dei salernitani, che a loro volta esposero “Siete il nostro orgoglio e “+ bella cosa non c’è unica come sei, immensa quando vuoi, grazie di esistere”. Numerose auto danneggiate, 7 denunciati. Cosenza: vecchia storica ruggine. Striscione anni ’80 “Al cosentino piace giocare a nascondino”. A Cosenza, il 31 agosto 2019, col settore ospiti quasi pieno i granata espongono il significativo striscione “P.Romeo e Siberiano, rivalità, rispetto e mentalità…questo e il nostro credo ultrà”. –Lazio: storica rivalità. Nell’agosto 2012 incidenti prima dell’amichevole Salernitana-Lazio, in cui sarebbero stati i salernitani i primi ad attaccare un pullman di tifosi laziali e che per errore si era trovato al varco della curva Sud, dove stazionavano tifosi locali. Impiegati lacrimogeni per disperdere i salernitani. Un poliziotto, un addetto alla vigilanza e un tifoso laziale riportarono ferite alla testa, colpiti da lancio di pietre.

Curiosità: Il gruppo “Nucleo Storico” ha presentato per il 2021 l’ormai consueto calendario, quest’anno con le foto dei gemellaggi e delle amicizie, con lo scopo di continuare a sostenere l’asilo “Salerno” presso l’orfanotrofio di Tosamaganga, in Tanzania. -Disponibile in libreria e online dal 10 dicembre 2020 il libro “Ultras Salerno. Un’altra storia”, sui 45 anni della Curva Sud “Siberiano”, di 172 pagine, scritto da tre giornalisti di Salerno. -Nonostante il campionato di vertice che sta compiendo la Salernitana, i co-padroni Claudio Lotito e Marco Mezzaroma continuano ad essere aspramente contestati dai tifosi granata, specie il presidente della Lazio. Gli ultras di fronte a Lotito  rivendicano dignità, senso d’appartenenza e pretendono rispetto. Non si arrendono all’idea che la loro dignità venga calpestata quotidianamente con gesti provocatori e plateali in nome di un risultato Le forze dell’ordine, dopo aver visionato le immagini di videosorveglianza dello stadio “Arechi”, hanno notificato una serie di Daspo, dai 2 ai 5 anni, indirizzati ad ultras granata che lo scorso 12 settembre 2020 interruppe l’amichevole a porte chiuse Salernitana-Virtus Francavilla, introducendosi nella Tribuna dell’impianto, intonando cori contro la proprietà e lanciando diversi palloni in campo. Al termine del match arrivò anche la Digos sul posto per ricostruire l’accaduto insieme ai dirigenti del Cavalluccio. Il mondo del tifo fece quadrato attorno agli ultras colpito dal Daspo. Tutte le tifoserie amiche e gemellate hanno manifestato la vicinanza agli ultras di Salerno. “Da 2 a 5 anni per qualche pallone lanciato…era un regalo mica un omicidio premeditato”, “La vostra repressione non fermerà la nostra passione”, sono striscioni esposti allo stadio in seguito al lancio di palloni in campo durante l’allenamento, accompagnati dallo striscione “Eccoli i tuoi palloni…ora vattene fuori dai c...”, sì perché Lotito affermò alcuni anni fa, in risposta alla contestazione a lui rivolta, che quando arrivò a Salerno non c’erano neanche i palloni. I gruppi ultras salernitani non hanno partecipato alla manifestazione ultras del 6 giugno 2020 a Roma, organizzata da “I ragazzi d’Italia” per il rischio della strumentalizzazione politica dell’iniziativa (ognuno della curva ha un ideale ma sono sempre stati apolitici) e la mancanza di concrete soluzioni da poter proporre, ad una crisi che sta interessando tutto il mondo. -I gruppi “Nuova Guardia”, “Nucleo Storico”, “Frangia Kaotica”, “I.g.u.s.”, “Prigionieri di una Fede” hanno voluto tangibilmente dimostrare la loro vicinanza al nosocomio cittadino punto di riferimento nella lotta al Covid-19. La raccolta fondi da loro organizzata in favore dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona ha raggiunto un obiettivo molto importante in un periodo delicatissimo per tutti: raggiunta la somma di 5.880 €. I gruppi ringraziano doverosamente quanti hanno voluto concedergli la fiducia e fanno sapere che la somma raccolta è stata trasferita sul conto Tesoreria dell’Ospedale,e che è servita alla copertura dei costi generati dall’emergenza epidemiologica, come acquisto di DPI, di ventilatori polmonari e di tutto ciò che è utile per mettere la struttura in condizioni tali da poter fronteggiare l’emergenza. Un imprenditore bergamasco, tifoso dell’Atalanta, nel maggio 2020 ha percorso quasi tutta l’Italia a bordo di un tir per manifestare la sua vicinanza ai ragazzi del “Centro Storico”, impegnati da mesi in una raccolta di generi alimentari. Egli ha deciso di mettere insieme un gruppo d’imprenditori bergamaschi che, pur avendo vissuto da vicino il dramma Coronavirus, hanno voluto essere solidali col popolo salernitano. Ha vinto inoltre l’asta benefica di 620 €. della polo “Granata South Force” donata dal capoultrà Ciccio Rocco. La Società Salernitana decide di dedicare a Carmine Rinaldi il “Siberiano” il Torneo del Centenario, triangolare amichevole Salernitana-Bari-Reggina, che si disputa il 1° agosto 2019, ma lo fa applicando un costo d’ingresso, scelta non condivisa da molti, anche in virtù del fatto che avevano promesso la disputa di un’amichevole di lusso alla quale gli abbonati avrebbero potuto assistere gratuitamente. Ci sono comunque circa 4mila presenti, dei quali circa 400 tra baresi e reggini che sono insieme in Curva Nord, facendo tifo comune e dando vita a un gran bello spettacolo a livello ultras. Ciascuna delle tre tifoserie realizza uno striscione per Carmine. La Sud è divisa in due grupponi, uno capitanato dalla “Nuova Guardia”, l’altro dagli “Ultras Movement Salerno”, una cosa che certo Carmine non avrebbe apprezzato, c’è disunione, si fanno cori diversi. Carmine Rinaldi, per tutti il “Siberiano”, muore a soli 46 anni il 13 aprile 2010, colto da infarto mentre lavorava. La tifoseria perse una delle colonne storiche, perché Carmine era una leggenda del vero tifo salernitano: fisico da granatiere, biondo, occhi azzurri, era chiamato da tutta la città sportiva “Il Siberiano” perchè allo stadio era solito presentarsi ogni domenica con la sua maglietta numero 15 a maniche corte (sponsor Antonio Amato) con qualsiasi temperatura. Coadiuvato dai suoi amici inseparabili in curva e fuori, Nessuno a Salerno dimenticherà mai quel 24 maggio 1999, una data scolpita nella memoria comune della città. Una tragedia senza senso, innescata dal gesto sconsiderato di uno o più folli, che provocò un incendio sul treno, che riportava a casa circa 1500 salernitani dalla sfortunata trasferta di Piacenza, ormai vicino a Salerno, e quindi la morte di 4 giovanissimi ragazzi. Il dramma della retrocessione all’ultima giornata del campionato di Serie A 1998/99, con la città convinta di aver appena vissuto un incubo, non fu nulla davanti alla morte di Vincenzo, Ciro, Simone e Giuseppe: in pochi attimi tutta Salerno sprofondò nel baratro, il tifo organizzato, per un po’ di tempo, non fu più lo stesso. Il 24 maggio 2019 è apparso fuori lo stadio lo striscione “Da 20 anni…siamo qui per non dimenticarvi: Simone, Ciro, Peppe, Enzo sempre con noi!!!”, nel 2020 “24-05-99 – 24-05-20: Simone, Enzo, Ciro, Peppe…Salerno non dimentica”. -Giuseppe Plaitano, ucciso da un colpo vagante di un poliziotto il 28 aprile 1963 negli incidenti di un Salernitana-Potenza al “Vestuti” (ancora attivo, ospita squadre di rugby), non è, come da molte parti riportato, la prima morte di un tifoso in uno stadio italiano. La prima morte in assoluto in uno stadio risale al maggio 1920 a Viareggio ed è quella di Augusto Morganti.

Politica: ufficialmente apolitici.

Sezione: Tifo granata / Data: Sab 16 gennaio 2021 alle 22:00 / Fonte: pianetaempoli, articolo a cura del collega Claudio "Freccia"
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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