Playoff ormai ad un passo per la Salernitana. Con Anderson, Kiyine e Cicerelli in campo è arrivata una vittoria meritata contro il Frosinone, squadra che all’Arechi si giocava l’ultima chance di avvicinarsi al treno playoff. Non è andata benissimo ai ragazzi di Grosso che, grazie ad un inizio super, avevano creato più di una difficoltà alla retroguardia di casa per poi subire la miglior condizione fisica e mentale di un avversario bravo a capitalizzare il fattore campo come mai era accaduto in passato. Chissà che le porte chiuse non stiano rappresentando un paradossale vantaggio, anche oggi c’erano state alcune tensioni dovute ad uno striscione di dubbio gusto esposto fuori la tribuna. Contestare in questo momento, scadere sull’offesa personale e disconoscere i meriti generali non fa bene a nessuno. Gli errori ci sono stati, li abbiamo rimarcati più volte, ma ora c’è un terzo posto da difendere e tutti devono fare la propria parte. Le spaccature non servono a niente, la Salernitana vincerà il campionato o, comunque, sarà protagonista fino alla fine soltanto se la gente deciderà da che parte stare. L’astio nei confronti di Lotito e Fabiani può davvero venire prima di un gruppo ben allenato e che onora la maglia? Qualche nota negativa c’è anche stasera, è evidente. L’attacco continua a non segnare (l’ultimo gol di una punta è quello di Djuric a Cremona un mese fa, Tutino ha fatto una bella partita ma non viene messo in condizione di far male), non si chiudono le partite e l’infermeria si è riempita ancora di più con l’infortunio di Coulibaly che tutti speriamo non abbia finito la stagione in anticipo come i colleghi Dziczek e Lombardi. Ribadiamo che con una punta alla Coda o alla Pettinari, per i quali sarebbe bastato uno sforzo economico, oggi staremmo parlando di una Salernitana addirittura favorita.

Ma va bene così, i numeri premiano il lavoro di Castori e nessuno aveva immaginato una squadra sempre in alto. Ci sarà l’Entella, avversario alla canna del gas ma che ha venduto cara la pelle con tutti. L’esperienza di Castori porterà a non sottovalutare l’impegno, con l’insidia sintetico e tantissime assenze. Il 4-4-2 potrebbe essere il modulo che vedremo per le restanti gare, anche perché a centrocampo gli elementi con le caratteristiche di Coulibaly sono pochissimi. Se si dovesse vincere in Liguria (e diventa obbligatorio se si ambisce alla serie A, altrimenti non ha senso quanto fatto fino ad oggi) si giocherebbe la doppia sfida casalinga con Venezia e Monza quasi con due risultati su tre, sperando che la gente possa dare di più in termini di affetto. Poi a giugno si tireranno le somme. Nota a margine per Cicerelli. Mister, lei sta lavorando bene, è una persona seria e nessuno lo mette in dubbio. Ma questo ragazzo non può essere considerato una riserva o utile come subentrante. Altrimenti si mette in discussione la logica del calcio. A Lecce è stato quasi mortificante vederlo in campo a 5 minuti dalla fine, oggi ancora una volta ha tolto le castagne dal fuoco e non è la prima volta. Il calcio è una cosa semplice, i migliori devono giocare. Cicerelli panchinaro è veramente incredibile e non può tornare in panchina a Chiavari. Ora non si può sbagliare nulla, la Salernitana deve osare e giocare con i più forti.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 06 aprile 2021 alle 08:30
Autore: Luca Esposito / Twitter: @lucesp75
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