Nessuna voglia di far polemica, anzi l'ennesimo messaggio da leader pur avendo lasciato Salerno da 24 ore. E' in viaggio per Trieste, laddove inizierà una nuova avventura professionale, ma il pensiero vola anche alla curva Sud dell'Arechi, alla maglia granata che ha sempre onorato con professionalità, ma soprattutto ad un gruppo che ha sempre seguito le sue indicazioni aggrappandosi a lui nei momenti di difficoltà. Avrebbe potuto alzare i toni, forse ne avrebbe avuto anche i motivi. Non capita tutti i giorni di ricevere la promessa di rinnovo per poi ritrovarsi ceduto mentre è a pranzo con la squadra nell'imminenza di una partita fondamentale. Walter Lopez, però, ha inteso rispettare le indicazioni della dirigenza senza alzare la voce. Con stile e consapevolezza di aver dato tutto. Sempre. Anche quando l'opinione pubblica e la tifoseria non sono state tenerissime nei suoi confronti. Ora, a mente fredda, è forse più semplice riconoscergli tanti meriti, del resto c'è anche qualcosa di suo dietro questo ottimo piazzamento in classifica.  "Ho detto quello che dovevo dire, la società sa quello che penso" ha dichiarato in esclusiva alla nostra redazione, mentre la sua Triestina pareggiava 0-0 a Modena "ho avuto un confronto con il club ieri sera e vi assicuro che ci siamo lasciati bene. Naturalmente mi dispiace molto, ma i fatti sono sotto gli occhi di tutti: quando sono arrivato abbiamo disputato i playout, prima volta nella mia carriera, oggi lascio una Salernitana seconda in classifica e prima per quasi due mesi".

Lopez racconta le sensazioni contrastanti di questi giorni: "La società ha deciso di non rinnovarmi il contratto, da professionista serio ho accettato la cosa e ho sempre dato il massimo allenamento dopo allenamento. Non ho percepito la panchina col Pescara come un segnale, anzi devo ammettere che mister Castori è stato molto onesto con me. Mi ha riferito subito che la Salernitana, su sua indicazione, cercasse un altro esterno sinistro ed effettivamente non era pensabile giocassi tutte le partite in un torneo faticoso ed estenuante come quello di serie B. Poi, però, ne sono arrivati due e ho cominciato a fare qualche valutazione, seppur a malincuore. Sposo la causa della Triestina, bellissima città e piazza importante. Ma ovviamente sono dispiaciuto perchè lascio davvero un gruppo speciale".

E proprio su questo tasto Lopez batte con convinzione: "Quando sono arrivato ho trovato una situazione difficile, ci siamo salvati soltanto ai playout evitando per un soffio la retrocessione. Era il mio terzo campionato a Salerno, questo è il gruppo più unito e sano con cui abbia mai lavorato. E' nello spogliatoio che si costruisce la vittoria, sono sempre stato convinto di questo. Voglio bene a tutti i miei ex compagni di squadra, ci sarà modo per coltivare il rapporto di stima e di amicizia a prescindere dai percorsi professionali. Voglio fare un appello anche a tutta la città: state vicino a questi ragazzi, vedrete che daranno la vita per andare oltre ogni ostacolo e regalarvi un grande sogno che inizia con la prima lettera dell'alfabeto".

Lopez chiosa così: "Mi fa piacere che ricordiate la mia esultanza per un pallone recuperato l'anno scorso a Pescara. Voglio che le piazze in cui ho giocato mi portino nel cuore per l'uomo che sono, prima ancora che come calciatore e professionista. Ho sempre cercato di dare il massimo per la Salernitana, a prescindere se fossi titolare o se mi chiedessero di entrare nel recupero. E' accaduto anche quest'anno in casa contro l'Ascoli, quando ho fatto quel salvataggio in scivolata a tempo quasi scaduto. Le strade si possono separare, il calcio e la vita vanno in questa direzione. L'uomo restrà sempre e sarò sempre orgoglioso di aver indossato la maglia granata. In fondo arrivai in zona retrocessione e vado via da secondo in classifica in serie B". 

Sezione: Esclusive TS / Data: Mar 02 febbraio 2021 alle 23:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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