Appena sette giorni fa la stagione granata era in corso, Pordenone e Spezia ancora da incontrare, il destino da definire e una posizione di classifica che, seppur incerta, diceva che a stare tra le grandi di questo campionato la squadra di Ventura (ormai ex) poteva almeno provare a starci. Sette giorni dopo, nel primo lunedì dalla chiusura della regular season, la Salernitana non è in griglia playoff e ha visto sfumare la possibilità di fare qualcosa di importante per tutti, ma soprattutto per i suoi tifosi. Una ferita per i supporters del cavalluccio marino che, orgoglio e diffidenza da parte, nell’ultima di campionato hanno manifestato il proprio supporto (anche presentandosi a centinaia nel piazzale antistante l’Arechi), prima illusi e poi delusi dopo il sonoro 1-2 in quell’Arechi che è stato per buona parte della stagione roccaforte per i ragazzi di Ventura. "Sono molto dispiaciuto per l’ennesimo finale di stagione anonimo, ma era prevedibile. Credo che la società debba impegnarsi a cedere a soggetti altrettanto forti economicamente. Ambizioni e sogni non possono essere negati ad una piazza importante come Salerno che basta davvero poco per far accendere", sostiene il consulente finanziario Luca Casaburi. Della stessa opinione anche uno di quei tifosi che, nonostante tutto, è sempre al seguito della squadra: "Al di là delle difficoltà di questa stagione, nelle ultime gare la Salernitana è parsa impalpabile - spiega Mattia Di Gennaro - Ventura ha più volte parlato di crescita e di progetto, ma poi è andato via. Ogni anno sono tentato a non tornare allo stadio, poi però a settembre sono sempre lì".
Che l’addio di Ventura fosse nell’aria dopo le dichiarazioni rilasciate nell’immediato postpartita di Salernitana-Spezia era cosa in parte chiara a molti. "Sarebbe bastato un organico decente per arrivare alla promozione diretta, considerato il tasso tecnico del torneo, Benevento a parte. L’addio di Ventura conferma l’assenza di programmazione societaria», commenta Antonino Lambo. Colpe da una parte e dall’altra, perché se la crescita (parola tanto cara all’ex ct della Nazionale) per alcuni versi c’è stata ma, come dimostra l’assalto playoff fino agli ultimi minuti, qualcosa in più forse poteva esser fatto rispetto al decimo posto finale, nella stagione appena conclusa. "Data la sua grande esperienza, da Ventura mi aspettavo altro. Dopo ciò che ha significato per lui la mancata qualificazione al campionato mondiale di calcio 2018, doveva e poteva fare qualcosa di più", l’impressione del tifoso Salvatore Calabrese. E sul passato in Nazionale di Ventura torna anche un altro supporter granata: "La scelta di Ventura non mi ha convinto dall’inizio, proprio per quello storico fallimento che ha segnato la sua carriera - spiega Pietro Farina - . Sono deluso e considero umiliante non essere tra le prime otto". Diversa l’opinione di altri, di quelli che non imputano il fallimento di questa stagione esclusivamente al mister.
È così per Gianluca Gaeta: "Ventura è l’ultimo dei colpevoli, ho apprezzato l’identità di gioco, cosa sconosciuta nelle passate stagioni". Poi Marco Coppola, dipendente di un punto scommessa: "Penso che i playoff fossero raggiungibili. Alcuni giocatori sono cresciuti, altri, quelli già affermati, invece non sono riusciti a far nulla. Ma penso che ricorderemo Ventura con piacere". Speranza e rammarico hanno caratterizzato la chiusura di una stagione calcistica assolutamente particolare: "Noi salernitani siamo destinati a soffrire. Penso che la squadra abbia fatto un buon primo tempo contro lo Spezia, poi i soliti errori individuali. Riguardo Ventura mi dispiace molto dice il tifoso Tony Botta - . Credo che con lui avremmo potuto sognare in grande".
Per alcuni, dunque, è certo che i grandi obiettivi a Salerno non siano ormai più raggiungibili da tempo, per altri invece è lecito continuare a sperare. "Sono stati fatti passi in avanti rispetto alle passate stagioni, ma a mio avviso andavano inseriti nel gruppo giocatori vincenti di esperienza consolidata nella categoria. Seppur deluso dal risultato finale, posso altresì considerarmi parzialmente soddisfatto di aver vissuto una bella serie B, senza patemi d’animo. Mi auguro che per il prossimo anno la società dimostri definitivamente di essere lungimirante sin dall’inizi", chiosa l’art director e mental coach Lino Moretti.
Autore: Luca Esposito / Twitter: @lucesp75
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