I direttori passano, la Salernitana resta». La notizia dell’addio di Walter Sabatini al club granata è arrivata come un fulmine a ciel sereno, quasi facendo passare in secondo piano la festività del 2 giugno. In città l’argomento principale di discussione è stato il divorzio tra il patron Danilo Iervolino e il dirigente, mente del clamoroso sogno salvezza iniziato nel mese di gennaio e diventato realtà lo scorso 22 maggio, con la sconfitta indolore interna con l’Udinese. Mentre tutti iniziavano a sognare la prossima formazione granata da presentare ai nostri di partenza della Serie A 2022-2023, la notizia del clamoroso epilogo della storia d’amore fra Sabatini e la Salernitana ha scosso l’ambiente.
L’incredulità iniziale ha successivamente lasciato spazio alle possibili ragioni della frattura, con il comunicato stampa arrivato nel primo pomeriggio a scrivere la parola “fine” su una delle pagine più avvincenti della storia della Salernitana. "Dispiace tanto dover incassare l’addio di Sabatini - le parole di Salvatore Orilia, presidente del Salerno Club 2010 - . Parliamo di un personaggio importantissimo, un uomo di grandi competenze e valori che ci ha permesso di conquistare la salvezza insieme allo straordinario lavoro di Nicola. Gli auguro con tutto il cuore di poter proseguire ancora la sua grandissima carriera. Allo stesso tempo, se il presidente Iervolino ha deciso di prendere questa scelta è perché ha i suoi validi motivi, valutando con grande attenzione ogni aspetto prima di fare questa scelta. Il calcio ci ha insegnato che morto un Papa se ne fa subito un altro. Per questo motivo, come tifosi, dobbiamo stare tranquilli, avere fiducia in un presidente che ha fatto tanto per Salerno e che potrà darci tante soddisfazioni nel prossimo futuro".
Passa dunque la linea Iervolino, appoggiata anche da Antonio Carmando, presidente del Club Mai Sola Salernitana. "Personalmente non mi aspettavo un’interruzione del rapporto con il direttore Sabatini in una maniera così brusca. Deve esserci stato qualche motivo molto importante che ha spinto due protagonisti della nostra storia recente come Iervolino e il direttore a scegliere di non continuare questa avventura. C’è grande dispiacere perché Sabatini ha fatto tanto in pochissimo tempo ma la storia ci ha insegnato che conta il bene della Salernitana. Inoltre, Iervolino ha dimostrato di essere un imprenditore lungimirante e sono sicuro che anche questa volta avrà tra le mani la soluzione vincente".
Resta però l’incredulità, testimoniata anche dalle parole di Riccardo Santoro, numero uno del Ccsc. "La notizia dell’addio di Sabatini ci ha letteralmente colto di sorpresa. Allo stesso tempo però, sappiamo che Iervolino non è uno sprovveduto: avrà avuto le sue buone ragioni per fare questa scelta. Nulla da togliere a Sabatini, figura storica del calcio, ma questo è il momento di stare vicini alla dirigenza. Anche quest’estate, dopo quella scorsa particolarmente tribolata per il “trust”, dobbiamo fare i conti con questo ribaltone. Sono sicuro però che la società saprà andare avanti e costruire una squadra all’altezza». Il discorso s’intreccia anche sul possibile futuro di Davide Nicola: «Non mi sorprenderei se decidesse di andare via. Il mister era molto legato a Sabatini, erano stati già costruiti dei piani precisi per lo sviluppo del club e della squadra".
Dalla parte di Iervolino si schiera anche Giovanni La Padula, presidente del club “Amici della Salernitana: "Alla luce dei rumors emersi, io mi schiero dalla parte del presidente. Nella mia storia da tifoso, sono sempre stato abituato a non legarmi ai personaggi. Particolarmente adesso, era nella quale la Salernitana può vantarsi di avere una proprietà forte. Qui non siamo ai tempi di Nicola Salerno, straordinario direttore sportivo costretto a fare miracoli senza l’appoggio di una società alle spalle. Ora invece abbiamo una garanzia che si chiama Iervolino, un presidente che ha forza ma soprattutto idee. Certo, sarei stato curioso di vedere quale squadra sarebbe stato in grado di costruire un ds navigato come Sabatini, un personaggio mitologico del nostro calcio, una persona alla quale Salerno sarà per sempre riconoscente. Ma in questo momento la stabilità che la dirigenza ci garantisce viene prima di ogni aspetto. Adesso vediamo quale saranno le prossime scelte: dovessero arrivare dirigenti come Petrachi o Sogliano non penso che possa parlarsi assolutamente di passo indietro".
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