Che la Salernitana sia prima in classifica anche per la chiusura degli stadi è un dato di fatto. Triste, ma inconfutabile. Oggi la stragrande maggioranza delle persone riconosce meriti a Castori e al gruppo, ma non bisogna mai dimenticarsi quello che è accaduto fino al giorno dell'esordio con la Reggina. Ultras e tifoseria organizzata, sempre al fianco della squadra fino al match con lo Spezia, sono esonerati da questo discorso: loro non manifestano amore o dissenso con slogan su facebook nè trincerandosi dietro l'anonimato di una pagina che vive fomentando gli animi e sparlando di chiunque piuttosto che esprimere proprie idee. La "grande piazza", per essere ancora tale, deve necessariamente prendere le distanze da chi vive lo sport con frustrazione; dimenticare la scelta di contattare i calciatori in trattativa per scoraggiarli, le scritte offensive sui muri della città, la richiesta al Comune di non concedere lo stadio, la "minaccia" di invasione di campo e la diffamazione continua nei confronti di chi è additato in ogni modo semplicemente perchè sostiene la Salernitana sarebbe un errore. Purtroppo, però, oggi la gente è talmente accecata dalla rabbia (che va ben oltre una protesta meramente calcistica, non a caso ci sono indagini molto serie in corso che toglieranno il sorriso a qualcuno) che si affida a chiunque attacchi la proprietà e la dirigenza attribuendo ad altri, che fanno informazioni, assurde responsabilità. Avessimo scritto noi, o altri colleghi nel mirino della critica, di imminenti passaggi di proprietà poi non realizzatisi sarebbe accaduto di tutto. I nodi, però, vengono sempre al pettine, i fatti sono sotto gli occhi di tutti, ma si può liberamente credere ancora che gli anonimi facciano notizia per il bene comune e che, invece, la presenza allo stadio o l'essere ottimisti senza sparare stupidaggini acchiappa-click sia una sorta di "collusione", altro termine assai gettonato tra questi personaggi.
Il fatto che nel giorno di Natale, con una Salernitana prima in classifica che dovrebbe dare serenità al termine di un anno terribile, ci siano buontemponi che telefonino anonimamente (perchè metterci la faccia risulta difficile) ad esponenti rappresentativi di un club per offenderli (rifiutando, però, l'invito a recarsi in sede per dirlo ai diretti interessati senza filtri) fa capire quanto si stia cadendo in basso e quanto sia necessario che i veri tifosi della Salernitana prendano le distanze e identifichino questi cani sciolti isolandoli completamente. E' stato l'addetto stampa del Salerno Club 2010 Andrea Criscuolo a svelare questo retroscena durante la trasmissione "Cento+2" in onda ieri sulla webradio dell'Associazione Freedom: "Sono arrivate telefonate anonime, con il solito ritornello del direttore che ci porta in serie A e tante altre offese che non mi hanno colpito affatto. Chi, nel giorno di Natale, perde tempo a chiamarci per insultare non merita nemmeno considerazione. Non siete nessuno. Potremmo fare qualunque tipo di polemica, ancor di più oggi perchè siamo primi in classifica dopo aver ingoiato offese di ogni genere da tanti leoni da tastiera. Invece preferiamo rinnovare il nostro appello all'unità: la squadra combatte, con 2-3 innesti di spessore ci possiamo divertire, ci ha consentito di trascorrere un Natale calcisticamente parlando bello, l'allenatore è una garanzia e l'apporto del pubblico, alla lunga, sarà fondamentale. La mia stima va ai gruppi ultras, anche a quelli che hanno deciso di disertare: è una scelta sofferta, so quanto ci stanno male e quindi li rispetto. C'è, però, un malcostume tutto social, alimentato da chi parlava di cose che non si sono ovviamente verificate: oggi il tifoso viene offeso, chi resta a casa e spara sentenze viene visto come un punto di riferimento. Nell'attesa che Della Valle, a breve, ufficializzi il nuovo allenatore Delio Rossi spero che i granata chiudano l'anno nel migliore dei modi a cospetto di un Venezia che gioca bene e di un Monza che ha tante componenti che inducono ad essere preoccupati. Forza Salernitana, cerchiamo di essere uniti".
Non c'è altro da aggiungere se non un appello a non vivere di memoria corta: dare credibilità a chi non ne ha azzeccata una o aspetta una sconfitta per salire sul piedistallo (attirando, guarda caso, i commenti dei soliti 10-11 o la simpatia di un paio di paginette) non servirà assolutamente a nulla e, anzi, rischia di rendere meno credibile la legittima contestazione che è alla base di tutto. Non succede che non succede. Ma se succede su quel famoso carro saliranno veramente in pochi, minimo sindacale dopo mesi di accuse, insulti, diffamazioni e minacce del tutto squallide per una piazza che, prima di pretendere la A, dovrebbe fare un salto di maturità prendendo esempio da chi dirige la curva, da chi è stato sempre in trasferta, da tifosi con i capelli bianchi che hanno visto le vere gestioni fallimentari e oggi si godono un grande girone d'andata.
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