TIFOSI: storia di un gemellaggio interrotto per un'invasione

05.03.2020 19:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
TIFOSI: storia di un gemellaggio interrotto per un'invasione

In tanti, a Salerno, celebrano il gemellaggio con i baresi, i reggini, i veneziani e i bresciani, amicizie sincere consolidatesi nel tempo e che sono sfociate in domeniche indimenticabili, da brividi, bellissime al di là del risultato finale. I più giovani, però, non possono ricordare che, una volta, il rapporto più stretto era quello con i tifosi del Perugia, oggi considerati acerrimi rivali sportivi. Il gemellaggio con la torcida biancorossa si è sciolto ufficialmente una sera di 26  anni fa, quando allo stadio Arechi si giocava la semifinale d'andata della coppa Italia di categoria dinanzi a migliaia e migliaia di spettatori. Protagonista in negativo l'arbitro De Santis di Tivoli, contestato dai presenti per una direzione considerata favorevole agli ospiti, scortati da diverse centinaia di irriducibili. A pochi minuti dalla fine del primo tempo accadde praticamente di tutto. La Salernitana conduceva per 1-0 grazie ad un gol di Roberto Breda su calcio piazzato, ma il Perugia conquistò una punizione per un fallo del portiere Genovese, fortunatamente solo ammonito. Mentre i granata protestavano, gli umbri si riversarono in avanti e pareggiarono con la porta vuota: i calciatori campani raccontano che l'arbitro, accerchiato, non vide nulla, ma indicò il centrocampo dopo aver udito il boato dei perugini assiepati in curva Nord. Poco furbi i giocatori della Salernitana, poco sportivi quelli del Perugia: sugli spalti il putiferio, con l'invasione di campo da parte degli ultras della Sud che comportò la sospensione momentanea del match e la successiva squalifica del campo da scontare in campionato: col Barletta si giocò a Benevento.

Nella ripresa, in un clima rovente, la Salernitana trovò il nuovo vantaggio grazie a Giovanni Pisano: l'Arechi esplose di gioia e l'atteggiamento nei confronti della tifoseria ospite lasciava presagire la rottura di un'amicizia apparentemente solida. La gara si concluse con il risultato di 2-2 (a segno Aiello), i granata furono eliminati al "Curi" in virtù di un 1-1 che permise al Grifone di approdare in finale, persa poi a cospetto della Triestina. Da quel giorno in poi, Salernitana-Perugia non è mai stata una partita come tutte quante le altre e spesso, all'Arechi, i granata sono riusciti a conquistare vittorie straordinarie grazie alla spinta del pubblico amico. Indimenticabile la coreografia dei baci perugina, con tanto di messaggio rivolto agli ex amici perugini, definiti "traditori". Anche questa è storia: chi era allo stadio 26 anni fa racconta spesso a figli e nipoti di quell'invasione di campo.