Per chi capisce di calcio ed è ancora abituato ad analizzare una partita senza idealizzare scenari da film piuttosto demenziali, l'analisi della gara di stasera è piuttosto semplice: la Spal, favorita dal paracadute e forte di una rosa molto simile a quella che ha affrontato il torneo di serie A, è una delle squadre superiori alla Salernitana. Stop. Nel calcio non ci si inventa nulla: se hai la possibilità di rinunciare a Murgia, D'Alessandro, Paloschi, Floccari, Viviari e Strefezza vuol dire che hai un'autentica corazzata, forse anche un allenatore sopravvalutato come Marino potrebbe riuscire a vincere qualcosa. Troppo forti i biancazzurri che, siamo certi, assieme al Lecce potranno fare campionato a parte. Se poi affrontare la Spal coincide con la peggior serata della stagione granata possiamo ben dire che c'era poco da fare e che il destino era segnato ancor prima di scendere in campo. Un minimo rammarico c'è, perchè i due gol nascono da due regali e perchè nella ripresa un Djuric in forma e non goffo ha avuto quattro chance per riaprire la contesa. Dopo sette gare doveva succedere, il fatto che sia accaduto a novembre è solo - si spera - una casualità. Perchè gli esperti dei social, quelli che erano zitti da due mesi e che riempivano pagine facebook con meno frequenza del solito, sono letteralmente esplosi di gioia. Vuoi mettere la soddisfazione di screditare, in forma anonima, questo o quel professionista senza avere nemmeno il coraggio di fare nomi? Se poi 24 ore prima il fantacalcio ripropone Della Valle, Cala, Lombardi e Paperon De Paperoni possiamo essere contenti. Diciamo che per due settimane potranno riprendere la caccia alle streghe, quel magico ritrovo di frustrati che nulla ha a che vedere con i veri tifosi della Salernitana e che, per avere un minimo di popolarità, deve diffamare gli altri. Del resto se oggi taluni personaggi scomparsi per lustri sono etichettati come depositari della verità possiamo ben capire quanto si debba ancora crescere ed isolare il marcio prima di pretendere davvero di più.

Ma torniamo a parlare di calcio e lasciamo a questi nullafacenti la vanagloria di un click in più. La Salernitana ha sbagliato partita, su questo non ci sono dubbi. Non serviva affrontare un avversario più forte per capire che ci sono dei limiti. Che si colmano quando sudi la maglia, combatti su ogni palla e hai l'atteggiamento battagliero che fa la differenza, che emergono prepotentemente se invece ti poni timidamente nei confronti di una Spal destinata a fare un altro tipo di campionato. Del resto, anche dopo il primato virtuale, nessuno di noi ha fatto voli pindarici nè ha parlato di promozione, playoff o quant'altro. Anzitutto bisognerà salvarsi, arrivando a gennaio in una posizione consona per acquistare un esterno sinistro, un grande centrocampista, una alternativa a Lombardi e un bomber. Perchè se Tutino e Djuric si inceppano non si segna nemmeno se la partita dura 120 minuti. Castori sta lavorando benissimo e una sconfitta non cambia alcun giudizio, ma per non essere l'eterna incompiuta serve decisamente di più. Assodato che la multiproprietà è un problema irrisorio e che non si può fallire per il sesto anno di fila, ripartiamo tutti dalla reazione d'orgoglio quando un ragazzino riscopertosi spavaldo dopo aver lasciato in fretta e furia Salerno ha alzato la voce. Segnali di un grande gruppo, che ha voglia di rialzarsi dopo la prima caduta.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 07 novembre 2020 alle 01:15
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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