LA STORIA DEL TIFO: Raffaele "il Vikingo" e l'esultanza sulla balaustra

10.05.2020 20:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com
LA STORIA DEL TIFO: Raffaele "il Vikingo" e l'esultanza sulla balaustra

Tra i tanti personaggi che hanno scritto pagine importantissime della storia del tifo granata c’è sicuramente Raffaele Russo, ormai noto ai più con il soprannome di “Vichingo”. Non c’è fotografia della curva Sud dal 1990 ad oggi che non lo veda immortalato con l’inseparabile maglia numero 7 di Carlo Ricchetti. Spalle al campo, ma tanto entusiasmo da trasmettere all’intero settore affinché le gesta della sua amata Salernitana vengano accompagnate da un tifo incessante e determinante. Nemmeno qualche problema di salute ha scalfito la sua passione. Solo tanta paura, poi il ritorno in quello stadio che è diventato nel tempo una vera e propria seconda casa. “Un cuore granata non smette mai di combattere” uno dei tanti messaggi d’affetto che gli diedero la spinta giusta per superare quel momento. Originariamente era esponente di spicco del gruppo “Ultras Plaitano”, sempre in prima fila sia all’Arechi, sia in trasferta. La scelta di non seguire la rinata Salernitana Calcio nel 2005 e di sostenere la Salernitana Sport di Aliberti in terza categoria suscitò non poche polemiche, soprattutto quando nel 2009 si riavvicinarono ai gradoni in concomitanza con il ritorno del cavalluccio marino sulle maglie granata. Il loro striscione, tuttavia, non fu ben accolto in curva: per un paio d’anni il club si trasferì nell’anello superiore dei distinti aggregando tanti ragazzi soprattutto del quartiere Torrione.

Nel tempo lo strappo con gli ultras si è ricucito, troppo importante per la tifoseria riconquistare un leader così carismatico all’indomani del secondo fallimento e del declassamento in serie D. Ultras Plaitano, da qualche anno, ha cambiato denominazione e ha festeggiato l’apertura della nuova sede nel quartiere Carmine. La cerimonia d’inaugurazione del nuovo “covo” di Frangia Kaotika si svolse in via Manganario in presenza di personaggi di spicco dello sport salernitano capitanati del Team Manager Salvatore Avallone e del dirigente Alberto Bianchi. "State tutti attenti che..." è quel coro che fa partire con le lacrime agli occhi quando la Salernitana scende in campo. Se tutti i calciatori avessero la sua grinta, a Salerno non passerebbe davvero nessuno