ESCLUSIVA TS–Pepe: “Che rammarico la retrocessione con la Salernitana, Ventura da solo non basta per vincere”

23.04.2020 20:30 di Ferdinando Gagliotti   Vedi letture
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
ESCLUSIVA TS–Pepe: “Che rammarico la retrocessione con la Salernitana, Ventura da solo non basta per vincere”

Ospite della nostra rubrica Instagram “Due chiacchere con”, Vincenzo Pepe. Esterno d'attacco cresciuto nelle giovanili del Parma, protagonista a Salerno tra il 2009 e il 2011. Nel corso della diretta abbiamo avuto modo di affrontare, con il nostro ospite, diverse tematiche. Partendo dalla stretta attualità legata allo stop dei campionati causa Coronavirus, passando per alcuni dei momenti salienti della sua carriera e arrivando a commentare la Salernitana di Gian Piero Ventura.

“La quarantena la sto trascorrendo in famiglia, qui in Sicilia. Mi alleno come meglio posso, in appartamento”. Riguardo la ripresa, la quale sembra essere presa in considerazione solo per la Serie A: “Per le categorie minori, la ripresa mi sembra difficile. Stanno avendo difficoltà ad organizzarsi per la A, figuriamoci per i campionati inferiori. Al momento non ci sono le condizioni per seguire il protocollo. In Serie A ci sono troppi soldi che girano, tutti guardano al proprio orticello e capisco la volontà di riprendere”. Riguardo ad un calcio con stadi vuoti: “Il calcio appartiene ai tifosi, sarà molto brutto vedere partite senza tifo. Purtroppo, però, non credo che si potrà tornare sugli spalti prima di settembre o anche oltre”.

Il tagli ai salari: “In Serie A si guadagna molto, quindi credo sia giusto aiutare le società. In categorie inferiori però è impossibile, si farebbe troppa fatica a sostenere le spese e a mandare avanti le famiglie. Nel dilettantismo, tante società vanno avanti grazie alle piccole attività dei propri presidenti, quindi se non si riparte da quelle molte società rischiano”.

L’esperienza a Salerno: “Con la Salernitana conservo tanti ricordi, alcuni purtroppo brutti. Ho vissuto in prima persona la retrocessione, esperienza davvero traumatica. In quell’anno siamo stati molto sfortunati, non ci aspettavamo di retrocedere perché era stata costruita un’ottima squadra. In ritiro si fecero male Cozza e Merino, i due trequartisti: quelli furono i primi segnali negativi. Avevamo un’ottima rosa: Caputo, Fusco, Montervino… poi però si sa, il calcio non è una scienza esatta ed è successo il disastro. Nella Serie B di oggi, hai bisogno di inanellare una serie di vittorie per affermarti tra le prime della classe, quest’anno invece ai granata è mancata un po’ di continuità”.

Un salto indietro nel passato, la crescita nel settore giovanile del Parma: “Sono stati anni fondamentali per la mia età, sin da subito vieni trattato come un uomo per responsabilizzarti. Nell’anno in cui abbiamo vinto il titolo, nella categoria Allievi Nazionali, avevamo uno squadrone. Poi, assieme al mio procuratore, ho deciso di restare soltanto un anno con la Primavera per tentare presto il salto tra i grandi. Oggi il Parma sta facendo grandi cose: ho avuto il piacere di giocare a Lanciano con Roberto D’Aversa, si vedeva già all’epoca che aveva grandi idee. Quest’anno stava dimostrando di essere una squadra competitiva con ottimi giovani, stavano costruendo qualcosa di molto bello”.

La doppia parentesi con l’Avellino: “Partendo dalla seconda: sono arrivato dal Potenza lo scorso anno per aiutare la squadra a salire in C, ma purtroppo ho avuto diversi problemi fisici che mi hanno permesso di giocare solo le ultime gare. La prima è arrivata quando ero appena ventunenne: l’Avellino era in B, a lanciarmi è stato mister Salvatore Campilongo a Mantova. Andai in trasferta con la squadra, non mi aspettavo di giocare e invece ho anche segnato, subentrando dalla panchina, al posto di Mesbah. Campilongo è stato fondamentale per la mia crescita, sia dal punto di vista umano che professionale”. Da un allenatore all’altro, Gian Piero Ventura: “Non credo abbia bisogno di molte presentazioni, la sua carriera parla per lui. Ha un palmarès incredibile, in Serie B è un lusso, ma non basta Ventura per vincere il campionato”.

Sul futuro, in campo e fuori: “Non so cosa mi riserva il futuro, bisogna prima capire le modalità di iscrizione ai prossimi campionati. Per il post-ritiro, sto valutando diverse ipotesi: credo che mi piacerebbe diventare allenatore, ma ci sto ancora pensando”.