Cinque su cinque e percorso netto finora per la Salernitana di mister Giuseppe Raffaele. Un inizio di campionato difficilmente pronosticabile per la squadra granata, costruita ex novo dal direttore sportivo Faggiano, che ha scelto di non confermare nessuno della vecchia guardia e di prendere tutti giocatori nuovi che, tranne qualcuno (gli ex Cerignola e gli ex Padova), giocano per la prima volta insieme. L'incognita principale, come detto anche dal ds granata, era l'amalgama.
A differenza delle altre big del campionato, i granata avrebbero potuto avere qualche problema iniziale proprio perchè i calciatori si conoscono poco, perchè c'era da comprendere le idee e i dettami tattici del tecnico. E poi c'era una condizione fisica da recuperare, visto che qualche giocatore veniva da un lunbo stop e qualcun altro invece non ha fatto ritiro o non ha giocato gare prima dell'approdo in granata. E invece la Salernitana ha fatto en plein. Se la prima partita col Siracusa aveva suscitato più di qualche dubbio, nelle seguenti si è vista una squadra in crescita. Col Giugliano poi i campani hanno giocato per 70 minuti probabilmente la miglior gara stagionale anche dal punto di vista tecnico e tattico, prima del fisiologico calo nei 20 minuti finali, dove però la Bersagliera ha avuto comunque la forza e la bravura di andarsi a prendere la vittoria.
Certo, non è tutto oro quello che luccica e le cinque vittorie sono un buon viatico per il prosieguo della stagione ma c'è ancora molto da migliorare. Le cinque vittorie sono arrivate tutte con un gol di scarto e quindi col brivido finale, dal rigore parato da Donnarumma col Sorrento all'occasione sciupata nel recupero dai Giugliano. Necessario avere più concretezza negli ultimi 16 metri (col Giugliano sono stati sciupati un paio di contropiedi in superiorità numerica). L'altro dato evidente è quello dei gol subiti a inizio match. Tutti i tre gol subiti in campionato sono arrivati nei primi dieci minuti di gioco, con l'Atalanta è andata bene perchè i bergamaschi hanno colpito il palo ma resta il fatto che la Salernitana non può e non deve partire sempre con l'handicap. Diventa difficile andare sempre a ribaltare il risultato e quindi c'è da correggere assolutamente l'approccio e l'attenzione della prima parte di gara. È fondamentale nel processo di crescita e se si vuole mantenere il primato.
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