Con il passare delle giornate stanno riemergendo dal nulla i sostenitori della Iervolitana. Quelli che, per una vittoria nientemeno che col Siracusa o per la rimonta nel super derby di Giugliano, sembra quasi abbiano dimenticato quello che è successo in questo biennio horror e tra i peggiori della storia della Salernitana. La curva ha mantenuto una linea coerente: qualche striscione in estate, nessuna contestazione, focus ben chiaro sulle responsabilità della doppia retrocessione, ma sostegno incondizionato alla maglia per non far pagare ai nuovi calciatori l'insofferenza per un passato calcisticamente drammatico.
Ci sono poi i soloni del web. Quelli che invitano a non leggere quei monelloni dei giornalai ma che tramite una finta passione calcistica strumentalizzano la popolarità della Salernitana per guadagnarsi un minuto di vanagloria per poi tornare nell'anonimato che li contraddistingue. O ancora quelli del "forza presidente" che forse hanno vissuto su Marte dal 2023 all'estate 2025 dimenticando che c'era l'obbligo di allestire una corazzata senza badare a spese e che invece Knezovic è rimasto 10 giorni in albergo perchè si doveva prima cedere Njoh. Uno che guadagna milioni e milioni di euro, non scherziamo.
E poi ci sono i fenomeni veri, quelli che soffrono di qualche patologia e che davvero credono che i più critici non godano come matti per le cinque vittorie di fila, per le rimonte, per il primo posto, per una Salernitana che sta gettando il cuore oltre l'ostacolo. Guardatevi una partita della Salernitana al nostro fianco, vedrete chi è più tifosi tra chi critica a fin di bene e chi elogia per amore di esclusiva. Quelle veline che per due anni hanno raccontato realtà distorte pur di non perdere la soffiata, attaccando Sousa o esaltando direttori sportivi e allenatori che hanno calcisticamente rovinato il calcio a Salerno.
La verità è che, dopo due retrocessioni, lo strappo con la piazza, il no al dialogo con la stampa locale, le promesse non mantenute e la proposta di ponti con rivali che non aspettano altro che le sconfitte della Salernitana per popolare le bacheche social (ma loro non ci pensano! Ci sono "giornalisti" che vivono sui social per attaccare la Salernitana, fanno tenerezza) c'è un solo obbligo: riportare la Salernitana dove è stata presa, ereditata dalla miglior società della storia. Quella contestata e criticata un giorno sì e l'altro pure e che oggi, per onestà intellettuale, andrebbe rimpianta all'unanimità. Misteri di una piazza che etichettava come problemi le soluzioni e che ha steso i tappeti rossi senza aspettare prima di giudicare.
Poco tempo fa battevamo la Lazio e oggi si gioisce per l'1-0 su rigore contro i ragazzini del Siracusa. Il derby da brividi era quello del Maradona, della festa rinviata e dello "gnummazzo" mai digerito mentre ora il colpaccio è l'1-2 a Giugliano o la rimonta col Sorrento. Con tutto il rispetto e senza farne una questione di categoria, ma dopo aver visto gli 8 gol presi a Bergamo, le letterine d'amore tra dirigenti e allenatori che si guardavano in cagnesco al Mary Rosy, la coppia Ikwuemesi-Stewart in serie A, Liverani per Inzaghi, la gestione del caso Dia, un playout giocato in quel modo, il record negativo di tutti i tempi in A, una marea di sconfitte casalinghe, la curva a 40 euro per i bambini, il via-vai di allenatori e direttori sportivi e il neofita Pagano criticare l'allenatore all'esterno di un piazzale dopo un match di coppa Italia non riusciamo proprio a far finta di nulla.
La ciliegina sulla torta sono le dichiarazioni del club su un riavvicinamento con Gravina. Leggendo quanto accade oggi in casa Sampdoria, invece, ci saremmo aspettati comunicati ancora più duri, con la presa di coscienza che la Salernitana è stata messa in mezzo per riscrivere le classifiche interpretando, e non applicando, le norme. Se dopo 5 vittorie di fila e un ambiente sereno si pensa davvero di riaprire un dialogo con chi, nel 2021, minacciava l'esclusione dal campionato vedendo nella Bersagliera il male del calcio italiano, allora si perde l'ennesima occasione per incarnare i valori di una piazza che chiede giustizia. Ma che non dimentica che quella Salernitana è retrocessa soprattutto perchè, in estate come a gennaio, era palesemente scarsa. La peggiore del campionato.
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